... è calata la notte e prima di partire, nonostante la temperatura mite, non commettiamo l’errore di alleggerire l’equipaggiamento consci che tra poco si tornerà a salire, nel raggiungere Petra toccheremo infatti i 1400 mt. di altezza.
Ci informano che i pochi distributori della zona potrebbero essere chiusi e quindi, per non correre il rischio di restare a secco, torniamo indietro di oltre 20 km.. Questo ci fa perdere tempo ulteriore. Finalmente ci rimettiamo in marcia verso sud e – complici le tenebre della notte – non possiamo ammirare lo splendido paesaggio che il deserto ci avrebbe riservato.
In sede di pianificazione del viaggio era emersa la possibilità di poter transitare su di un tratto di strada appena asfaltato e che ci avrebbe permesso – una volta visitato il Mar morto – di lasciare la strada 65 e rientrare a est sulla King’s Highway a nord di Ash Shawbak, senza doverci spingere troppo a sud e poi tornare indietro. La strada in effetti è asfaltata ma anche stretta, tortuosa, senza alcuna protezione e – specialmente – al buio.
Veramente un rischio che in altre condizioni non averi corso. Alla fine arriviamo in albergo a mezzanotte stanchi, distrutti e con i nervi a fior di pelle. Affamati ed infreddoliti.
A complicare il tutto l’albergo Petra Panorama Hotel (N 30°17.514’ E 035°27.446’). Pessimo. Stanze sporche e vecchie. Cena scarsa. Uno schifo. Parcheggio all’aperto.
In compenso il giorno dopo passeremo l’intera giornata a Petra, splendido sito dove le rovine sono state scavate nella parete di roccia. Lo spettacolo che offre il Tesoro del Faraone ed il Monastero è inimitabile.
La vista di Petra ci ripagherà abbondantemente della fatica del giorno prima.
La tappa in una foto : Petra. C’è forse bisogno di commentare?
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Prima R 1150 RT, 130k
Ora R 100 GS ….
Lentamente muore chi non viaggia...
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