Tutti i conce, oggi stanno sul 10% di sconto.
Aspettate ancora 3 mesetti e vedrete che gli sconti aumentano.
All'inizio dell'anno è difficile che uno parta subito a scontare, ma quando vedranno che la stagnazione continua lo faranno.
Consideriamo però che è un cane che si mangia la coda....meno vendite, meno introiti, ridimensionamento del personale, diminuzione della produzione, dimensionamento dell'indotto auto e dipendenti annessi, cassa integrazione, spesa per tutti noi.
E' un momento difficile......ma prevedibile.
Far credere che fosse necessario cambiare auto ogni 3 anni pompando il mercato con aziendali, Km0, premi vendita....era insostenibile.
Tanti ci sono abboccati (pensate a tutti quelli che ultimamente si son fatti l'auto bianca SOLO per moda), ma tanti si stanno accorgendo del grande bluff.
Se uno si gira intorno oggi, macchine con più di 10 anni è difficile vederle...quando 10 anni è il minimo logico di durata.
Cifro "Avere o Essere" di Fromm.....RIFLETTETE....
"L'esempio forse più pregnante dell'attuale fenomeno dell'acquisto consumistico è costituito dall'automobile di proprietà privata. La nostra ben merita il nome di <era dell'automobile>, perchè l'intera nostra economia è stata costruita attorno al perno della produzione automobilistica, e tutta la nostra esistenza è ampiamente condizionatadall'andamento, positivo o negativo, del mercato delle automobili.
Per coloro che ne possiedono una, questa acquista le caratteristiche di una necessità vitale; per coloro che ancora non l'hano, soprattutto le popolazione degli stati cosiddetti socialisti, l'auto costituisce un simbolo di felicità.
A quanto sembra, però, l'affetto che si nutre per la propria automobile non è profondo e costante, bensì è un innamoramento di durata piuttosto breve, tant'è che i proprietari la cambiano di frequente; dopo un paio di anni, a volte persino uno solo, il proprietario di automobile si stanca di quella <<vecchia>> e comincia a qurdarsi attorno per combinare un <<buon affare>>, procurandosi un nuovo veicolo.
Bisogna tener conto di parecchi fattori per venire a capo dell'enigma costituito dalla contraddizione, in apparenza flagrante, tra il rapporto dei proprietari con le loro automobili e l'interesse, di così breve durata, che per queste essi nutrono.
Innanzitutto, nel rapporto c'è un elemento di personalizzazione: l'auto non costituisce un oggetto concrete cui il proprietario sia affezzionato, bensì un simbolo di rango sociale, una dilatazione di potere, un sostegno dell'io; comprando un'auto, il suo proprietario in effetti ha acquistato un nuovo frammento del proprio io. Un secondo fattore è costituito dal fatto che, tra l'acquisto di un'auto nuova ogni due anni anzichè ogni 10, aumenta il brivido dell'acquisizione: l'atto con cui si fa propria la nuova automobile è una sorta di deflorazione: incrementa il proprio sentimento di dominio e più spesso ciò accade, più ci si sente euforici.
Il terzo fattore ha ancora maggior importanza, e consiste nel bisogno di provare nuovi stimoli, dal momento che quelli vecchi ben presto risultano vuoti e sfruttati. In un mio precedente studio sugli stimoli ho istituito una differenza tra stimoli <<attivanti e passavanti>>. Quanto più è passivante e tanto più spesso deve essere cambiato per quanto attiene all'intensità e/o al genere; quanto più attivante esso è, tanto più a lungo mantiene lo proprie qualità stimolanti........
Libro del 1977, attualissimo e tristissimo per quei tanti che ci si ritrovano.....una vita attorno ad un pezzo di lamiera saldato con un motore e 4 ruote.
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