Sono arrivato, dopo 650 km, a Tashkent verso le 19,00 e mi sono diretto verso l’albergo Russia, ma come ho già detto la mia guida era di 5 o 6 anni prima: l’avevano ribaltato evidentemente come un calzino. D ahotel economico è diventato un hotel di lusso: quando vedi i posteggiatori davanti all’ingresso è sempre un brutto segnale. Allora ho ripiegato sull’altro indirizzo Hotel Hadra: questo non lo avevano ristrutturato. Erano quasi le nove di sera: davanti erano parcheggiate le moto di due ragazzi lituani. Notate le intelaiature laterali ? Dentro ci tenevano infilati dei frigo box che fungevano da borse rigide per gli attrezzi: geniali !
a gesti (tanti) e parole (poche) sono riuscito a capire che al terzo piano c’era la reception: a piedi perché l’ascensore funzionava solo fra pianterreno e sesto piano. In una stanza con l’aria condizionata c’era un donnone: stabilito il prezzo (7,5$) mi ha anche cambiato i dollari ad un tasso onesto in moneta locale. La stanza era al sesto piano: che fortuna non dovevo portare su i bagagli per le scale.
poi ho capito perché l’ascensore era funzionante per il sesto piano: c’era una università per anziani. Le camere erano solo al sesto piano, il resto dell’edificio erano appartamenti privati.
L’università
l’albergo
una veduta dalla finestra della mia camera
comunque era pur sempre sabato sera. Alle dieci e mezza, dopo la doccia sono uscito con la moto e mi sono diretto verso una zona in cui c’erano parecchi locali. Il fatto è che quando sono arrivato ho capito che erano tutte discoteche inserite nei grand hotel. Non è che mi andava molto di andare in un posto pieno di inglesi, americani o che altro. Così mi sono messo a gironzolare per la città, cosa che in moto mi diverte ancora più che a piedi o coi mezzi pubblici: la libertà di un mezzo proprio e di una moto nello specifico è inarrivabile. Esiste però sicuramente un santo di noi viaggiatori su due ruote: improvvisamente sento dela musica e vedo un posto con un’ingresso che mi ispira.
sento dai ragazzi della security il prezzo anche perché non avevo cambiato molti dollari ed entro. Davvero un bel posto, con una pista non grande, ma tutti i tavoli in legno pesante attorno. Età media dai venti ai trenta.
Da buon solitario riesco a sedermi al bancone e coi miei soldi ci sta anche una birra: cosa chiedere di più? Oltre a tutto i due ragazzi del bar sono molto in gamba ed uno in particolare da spettacolo.
guardate che bravo
http://www.youtube.com/watch?v=hdpJ2-raYy4
Vicino al bancone c’era un tavolo con la scritta riservato. Poi si è venuto a sedere un ragazzo sui 35 anni e ho notato che tutti lo salutavano, un paio di ragazze da un tavolo coi loro fidanzati sono andate a salutarlo, gli hanno subito portato un cestone di frutta e il narghilè già acceso. Poi è andato dal dj, insomma un VIP. Verso mezzanotte la pista è stata sgombrata e si sono esibite delle ballerine in costumi tradizionali. Io ero uscito un’attimo ed un ragazzo che parlava inglese si è avvicinato alla moto e ha iniziato a chiedere chie ero ecc…mentre parlavo con lui è venuto fuori anche il ragazzo del tavolo, che non parlando inglese si è fatto tradurre tutto. Alè invitato immediatamente al suo tavolo, dove poco dopo è arrivato un suo amico con la nipote…bhè insomma si dice così quando lei è molto più giovane no ?
Sono iniziati i giri di vodka e di tutto il resto. Poi la nipote è voluta andare a ballare, parlava inglese e le ho chiesto se andava bene anche allo zio, ma lei ha detto che non c’era problema. Alla fine ci siamo fatti un’oretta in pista…come testimonia la chiazza della mia maglietta grigia da sera
sono andato a prendere un po’ d’aria e dei ragazzi mi hanno chiamato ad un tavolo apparecchiato: parlavano in inglese e uno mi ha detto che avevano saputo del mio viaggio e dopo tutta quella vodka avevano pensato che era meglio se avessi mangiato qualcosa. Colpo di fortuna il plov, il piatto tradizionale uzbeko a base di riso: non mi sono fatto pregare
sono tornato dentro e la ragazza era un poco arrabbiata. Il fatto è che mentre usciva dal bagno un ragazzo le aveva chiesto se lei lavorava per il locale e se le andava finita la serata di andare al suo albergo. “Capisci - mi ha detto in inglese – pensava che ero una prostituta !” Pur comprendendo perfettamente il ragionamento del ragazzo, mi sono arrampicato sugli specchi parlando della solita stupida mentalità maschile che appena vede una ragazza con gonna ascellare, in compagnia di uno che potrebbe essere suo zio e che si dimena come un’ossessa in pista, pensa subito male. Che mondo ! Gli ultimi giri di vodka sanciscono la vittoria per 2 a 0 dell’Italia sull’Uzbekistan: i miei compagni di tavolo alzano bandiera bianca, anche perché ormai sono le 5 del mattino. Dopo che i ragazzi della security mi hanno chiesto 20 volte se voglio un taxi, salgo in sella e rientro in albergo.