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Vecchio 03-10-2008, 20:18   #95
momi20
Mukkista
 
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predefinito Secondo giorno a Samarcanda e partenza per Bukara

Sveglia abbastanza presto al mattino, prima delle sette, e vado al bazar, ma prima mi fermo per un monumento











poi il bazar, ripeto sempre uguale e sempre diverso, piccolo o grande che sia, col continuo via vai di persone, una girandola impressionante di colori e mentre cammini cogli una miriade di sfumature e odori diversi





dovevo ancora fare colazione: niente di meglio di un caffè e un dolce davvero fatto in casa. Io ho preso la rotila, che grosso modo assomigliava a un tronchetto di Natale, in primo piano una torta multistrato.



















dopo sono andato alla moschea di Bibi Khanym (che era poi quella vista il giorno del mio arrivo), da cui, verso est, parte il Shahr –I-Zindah, una via sacra di tombe























mentre me ne stavo andando è arrivato un corteo funebre





sono quindi andato in un parco che è proprio in mezzo alla città , che si sviluppa in mezzo a due grandi strade: qui ho colto l’unica gonna un poco corta da che ero in città. Mentre la ragazza passava era divertente osservare le reazioni delle persone. Dai 30 in su scuotevano la testa, mentre gli under 30 la giravano osservando il passaggio



sono poi arrivato da un edificio che penso dovesse essere una specie di facoltà delle arti, ho trovato una sala pc ed ho lavorato mettendo a posto un documento che mi sarebbe poi servito per preparare le cartoline da spedire. Io da alcuni anni me le preparo per conto mio su un foglio di word, che poi stampo o su cartoncino rigido o carta fotografica, le ritaglio e spedisco quelle. Dopo un oretta al primo piano ho visto che c’era un’auditorium, con degli studenti che si esibivano in danze e canti, allora sono andato ad assistere



ascoltate un po’ il pezzo di questo ragazzo….incredibile !

http://www.youtube.com/watch?v=aZCwJtewOI8

...dovrebbe aprirlo in un'altra finestra: qualcuno conosce il pezzo ?


alla sera sono tornato dal Registan ed è successa una cosa fra il patetico e l’imbarazzante. Avevo incontrato alcuni gruppi di italiani a Samarcanda: questo non è un periodo di grande afflusso turistico, per via del caldo,ma è facile incontrare italiani e francesi che in agosto hanno normalmente il periodo di ferie. Ad ogni modo c’è qualche grado in più, ma le zone monumentali si girano davvero bene. Comunque un gruppo l’ho rincontrato e mi hanno invitato a mangiare dal loro hotel, dove avevano la cena a buffet per tutto il gruppo. Io ho declinato, perché uno ti invita, ma qualcun altro potrebbe vederti come uno che va a sbafare a gratis dove lui ha pagato. Però ho promesso di passare dopo cena, come ho poi fatto. Mentre parlavamo uno dei signori del gruppo ( un pò più verso i 60 che i 50) ha iniziato a chiacchierare in inglese con un gruppo di ragazze, molto giovani. Eravamo lì e ho colto la classica conversazione “ So i give my number and you call after ?”, con tutto quello che segue. Dopo un dieci minuti la guida del gruppo ( un ragazzo uzbeko che parlava benissimo italiano) ha chiamato il gruppo per andare a cena. Li ho salutati e il gruppetto ha iniziato a parlare con me. Una mi aveva visto con la moto e volevano sapere da dove ero passato ecc…Erano tutte parenti, un paio di sorelle, cugine ecc..Ovviamente il discorso è anche andato sull’invito ricevuto: visto però che quella a cui era stato chiesto il numero di telefono aveva 29 anni, anche se ne dimostrava meno, non si era minimamente sognata di dargli il numero esatto, ma uno inventato. Io ho spiegato loro che la miglior difesa contro i turisti italiani un poco invadenti era tenere a portata di mano una carta col 2 di picche e poi mostrargliela improvvisamente: ho assicurato che avrebbe funzionato. Del resto a Vilnius in Lituania lo avevo spiegato a una delle ragazze che lavorava nel mio ostello, in cui transitavano parecchi ragazzi italiani e una sera in discoteca le ho dato la carta e detto di provare se capitava la situazione. Il viso scioccato del turista italiano a Vilnius rimarrà indelebilmente scolpito nella mia memoria. Una delle ragazze era incinta (21 anni) e sposata da due. Tutte le altre erano da liceo o medie e comunque stavano bene di famglia: parlavano inglese e andavano in scuole di un certo livello.



Dopo sono passato dall’hotel e sono rimasto col gruppo degli italiani: persone gentilissime, con ovviamente un altro modo di intendere la vacanza. Ho solo voluto raccontare un episodio che alla fine mi fa sorridere e che non fa testo delle persone che viaggiano in un paese.

Al mattino presto partenza per Bukara e questa, scattata in una non località …è la foto dei 10.000 km !!!!





ovviamente mica ero da solo, ma ho chiesto agli operai di aspettare un attimo e che dopo avremmo fatto anche una foto assieme



poi riprendo verso Bukara, sempre seguito dalla rassicurante presenza del presidente Karimov…che come gestione dell’immagine assomiglia curiosamente al suo collega Nazarbjev del Kazakistan: mah !

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