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Vecchio 16-09-2008, 12:38   #7
milkplus
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09/08/08 sabato, Obidos-Ericeira-Sintra-Lisbona, 120 km circa
Destinazione Lisbona, a quasi 2300 km da casa!!! Decidiamo di non fare autostrade, ma tutto il lungo costa passando da Ericeira e Sintra. Le strade sono belle e poco trafficate e l'Oceano Atlantico ci affianca sulla destra per lunghi tratti finchè non si arriva a Ericeira, rinomata località balneare, piena di surfisti provenienti da tutta l'Europa. Verso le 10.00 arriviamo a Sintra, località molto bella con un centro storico arroccato su una collina boscosa. Guardiamo un po' la cittadina passando con la moto dalla strada principale che conduce al castello, ci sono tanti bei palazzi tutti riccamente decorati. Purtroppo non ci fermiamo, c'è parecchio traffico e l'obbiettivo è Lisbona dove vogliamo arrivare prima di pranzo; ci riusciamo, dopo aver impostato il navigatore con l'indirizzo dell'albergo prenotato, ci facciamo quasi tutta la periferia della città che ormai ha inglobato tantissimi paesi e città vicine. Alle 11.30 arriviamo all'Alif, 3 stelle con parcheggio, a Campo Pequeno, a 8 minuti di metropolitana dal centro. L'albergo è ottimo, costa un po' di più rispetto agli altri posti dove abbiamo dormito in Portogallo, ma li vale tutti: 65,00 euro la doppia a notte più 7,00 euro al giorno di parcheggio. Alle 12.00 siamo in pieno centro, nel quartiere della Baixa, dove ci mangiamo il nostro solito piatto del giorno a base di pesce con dolce e bevande per 10,00 euro a testa. Inizia il nostro girottolare per le viuzze e passeggiamo sulla piazza del Rossio, su Praca da Figueira, sulla Rua Augusta e su Praca de Comercio. Andiamo a vedere la chiesa de Sao Domingos che è molto affascinante, l'interno è tutto annerito per l'incendio devastante del 1755, le colonne e il pavimento sono in uno stato pietoso, ma tutto ciò la rende ancora più bella; infatti la chiesa è uno dei pochi edifici sopravvissuti ai terremoti, agli incendi e al maremoto di 4 secoli fa. Mentre giriamo per le vie, vediamo moltissimi tram gialli tipici, fra cui il mitico N° 28, che è pieno di turisti che fanno il giro dei principali quartieri del centro storico: Alfama, Castelo, Baixa, Chado e Barrio Alto. Decidiamo di fare domani il giro sul tram, di mattina presto in modo da non incappare in troppi turisti a bordo. Ceniamo nel Barrio Alto, che a detta della guida, è pieno di locali e ristorantini tipici che purtroppo sono piuttosto cari perchè quasi in tutti dopo cena suonano il Fado. Alla fine ne scegliamo uno carino dove però non suonano e risparmiamo qualcosa. Dopo una passeggiata serale per le vie tutte sali e scendi di questi quartieri rientriamo in albergo. Prima di dormire analizziamo un po' i posti visitati oggi in città, belli e affascinanti con gli edifici quasi tutti ridotti a ruderi; però le vie, piuttosto sporche, e le case sono tutte uguali e dopo un po' il girovagare diventa monotono. Speriamo meglio per domani.
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10/08/08 domenica, Lisbona
Sveglia alle 8.00 e via verso Largo Martin Moniz in centro, da dove parte il tram N°28. In una ventina di minuti a bordo ci vediamo una marea di viuzze, le più affascinanti quelle dell'Alfama, dove in alcuni punti il tram passa geometricamente, tanto che non conviene mettere il braccio fuori dal finestrino, si rischia di colpire le case! Quando scendiamo dal tram siamo nel quartiere Estrela e da qui ci incamminiamo verso il fiume Tejo per poi costeggiarlo fino a Belem. Idea un po' malsana, infatti sono quasi 5 km a piedi sotto il sole sul cemento . Arriviamo a Belem un po' cotti, ma veniamo ripagati dalla bellezza di Praca do Imperio, dominata dal Mosteiro dos Jeronimos, bellissimo edificio monumentale patrimonio dell'Unesco. Facciamo la fila ed entriamo, qui ci sono la tomba di Vasco de Gama e di Fernando Pessoa; il chiostro interno è stupendo, peccato non ci siano più le colture e le fioriere che tenevano i monaci, ma solo un semplice prato. Dopo aver visto la torre di Belem, simbolo della città, andiamo a mangiare. Nel pomeriggio adiamo nei quartieri di Graca e del Castello, un sali e scendi di vie tutte intricate che viene da perdersi. Concludiamo la giornata con l'Alfama, il quartiere più povero e degradato della città, ma che ha un fascino tutto particolare con le vie minuscole, molte delle quali costituite da scalinate, e le case tutte bianche e attaccate fra loro.
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11/08/08 lunedì, Lisbona-Marvao, 250 km circa
Beh, anche se abbiamo ancora una settimana buona di vacanza, oggi inizia la via del rientro verso casa . Decidiamo di rientrare dalle regioni interne del Portogallo e risalire a nord: l'Alto Alentejo, la Beira Baixa, la Beira Alta e il Tras-os-montes. Partiamo alle 9,00 dall'albergo dopo una ricchissima colazione e ci dirigiamo a est; voglio uscire da Lisbona passando dal ponte Vasco de Gama, uno dei ponti più lunghi d'Europa!!! Quando arrivo all'inizio del ponte sono emozionatissimo, sembro un bambino, mi fermo e immortalo il momento . Riporto quello che dice la Lonely riguardo al ponte perchè rende bene l'idea: "Si tratta di una struttura larga 30 metri e lunga 17,2 km che svanisce nell'orizzonte. Per costruirlo si è dovuta prendere in considerazione anche la curvatura della terra per assicurare ai piloni la necessaria stabilità. Le fondamenta raggiungono gli 85 metri sotto il livello del mare e il ponte è stato progettato per resistere ai più forti terremoti e a venti che superano i 250 km orari." Usciti da Lisona, ci avventuriamo nelle sterminate campagne ad est verso Montermor-o-Novo fino a Estremoz. Siamo sulle colline dell'Alto Alentejo, il paesaggio è fantastico: sterminati campi a querce da sughero alternati a vigne. Le strade sono semideserte e a parte il brutto tempo a inizio mattina, ora ci sono un bel sole e un cielo azzurrissimo! Ogni tanto mi fermo e faccio un po' di foto immortalando degli esemplari di quercia da sughero solitari in mezzo al giallo paglierino dei campi. Avvicinandoci al confine con la Spagna i paesaggi sono dominati da alte colline dove si ergono cittadine medievali con il castello, che servivano da avamposto contro i Castigliani. Prima di arrivare ad Estremoz prendiamo un bivio che ci porta verso Portalegre, capoluogo della regione e da qui verso la nostra destinazione, Marvao. Arriviamo per le 12.30, il villaggio si trova su una collina rocciosa, immersa nel Parque Natural da Serra de Sao Mamede. Dal paese si possono ammirare paesaggi fantastici, sia sul Portogallo che sulla Spagna e poi finalmente non è invaso dai turisti, si sta veramente bene. Marvao è tipo Obidos, con le mura tutte intorno a perimetro, ma è più arroccata e a mio parere molto più vera, insomma è più bella! Appena arrivati andiamo ad un ristorantino carinissimo, con un bel miradouro (belvedere), che non costa molto e fa dei bei piatti ricchi. Chiediamo alla signora che gestisce il ristorante se conosce qualcuno del paese che affitta camere, ci dice di aspettare un momento e nel giro di 10 minuti arriva un'altra signora che mi porta a vedere la sua casa dove ha due camere da affittare con bagno in comune. La casa è veramente bella, tenuta benissimo e pulitissima, le camere e il bagno ancora di più: andata! Ce la dà per 30,00 euro... Fantastico! Il pomeriggio e la sera li trascorriamo facendo foto e passeggiando per le viuzze tutte a pavè fino ad arrivare al castello, tenuto in ottimo stato e molto bello, con le mura pedonabili come a Obidos. Per cena torniamo al ristorante di oggi, perchè ci piace; infine altri due passi e via a nanna.
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12/08/08 martedì, Marvao-Trancoso, 240 km circa
Al risveglio drammatica sorpresa... Il paese è sommerso da una nebbia mostrousamente fitta! Non si può partire e quindi perdiamo un po' di tempo, pazienza ci riposiamo un po'. Alle 11.00 il tempo inizia a migliorare e così partiamo; ci facciamo tutta una tirata fino a Trancoso facendo strada normale per una settantina di km e poi autostrada, la A23, che è gratuita. Il paesaggio rurale che ci circonda è fantastico, molto vario e curato. La zona intorno al Rio Tejo, lo stesso fiume che poi sfocia a Lisbona, è bellissima. Ci fermiamo sull'autostrada in una area di servizio vicino a Covilha per mangiare un panino e poi costeggiamo il Parque Natural da Serra da Estrela, con la vetta più alta del Portogallo, il Torre. Purtroppo non facciamo tappa in questa zona perchè l'obbiettivo è il Parco del Montesinho, vicino a Braganca nella regione del Tras-os-montes. Usciti dall'autostrada a Guarda, andiamo verso Trancoso, altra cittadina medievale arroccata su una collina con castello e mura. Finalmente verso le 15.00 arriviamo e ci fermiamo all'ufficio turistico dove ci danno la lista degli alloggi in paese. Fortunatamente non ci sono tanti turisti e troviamo subito dove dormire, una pensione con garage e colazione per 40,00 euro . Il paese è carino, ma non siamo ai livelli di Marvao. Ci fermiamo in una pasticceria e assaggiamo le sardine di trancoso, buonissime! Sono frittelle di farina di castagne a forma di pesce. Giriamo tutto il paese e saliamo sulle mura, anche qui percorribili come a Obidos e a Marvao. Per cena andiamo in un ristorante piccolo, dove il titolare è di una scortesia unica, non sorride e parla con noi a fatica... Stiamo per andarcene quando arriva la figlia, un po' più cortese e educata. Alla fine siamo soddisfatti del cibo e un po' meno dei gestori. Al rientro nella "hall" della pensione verso le 21.00, ci ferma una coppia di milanesi, Eugenio e Mara, che sono appena arrivati in paese e hanno preso una stanza qui. Grande sorpresa: sono motociclisti anche loro ! Hanno una Honda Africa Twin bella vissuta e hanno fatto il giro opposto al nostro: da Barcellona verso Valencia e Siviglia con rientro dal Portogallo, da sud a nord. Dopo aver parlato un po' decidiamo di fare due passi insieme e di andare a bere qualcosa: siamo molto in sintonia in quanto a gusti vacanzieri in moto, ma sfortunatamente abbiamo orari piuttosto diversi: loro la mattina dormono fino quasi a mezzogiorno!
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13/08/08 mercoledì, Trancoso-Braganca-Montouto, 200 km circa
Ci alziamo alle 8.30 e andiamo a fare colazione. Ci prepariamo, carichiamo la moto e salutiamo Mara e Eugenio che si sono alzati prima per noi . Ci dicono che forse anche loro andranno verso Braganca e nel Parco del Montesinho, così ci scambiamo i numeri di cellulare per risentirci eventualmente dopo. Partiamo e ci facciamo tutta una tirata fino a Braganca. Il paesaggio è stupendo e quando entriamo nel Tras-os-montes i panorami sono mozzafiato: monti brulli e campagna poco abitata; la cosa che mi impressiona un po' sono le immense salite sulla superstrada con le conseguenti immense discese con pendenze piuttosto elevate, siamo immersi tra i monti e in mezzo al niente. Finalmente verso Braganca ricompare un po' di civiltà e alle 12.00 arriviamo, preleviamo un po' di soldi e ci fiondiamo al centro informazioni del Parco del Montesinho; sono gentilissimi, ci spiegano tutto in un misto di francese-portoghese-castigliano e ci affittano una camera in una casa tutta ritrutturata dell'ente parco, situata a Montouto, una trentina di km all'interno del parco e vicinissima al confine con la Spagna. Prima di andare alla casa mangiamo in un ristorante in un paese vicino dove per 11,00 euro a testa ci servono due portate immense a base di carne arrosto mista, insalata e patate fritte: questo è il piatto più abbondante della vacanza ed è buonissimo! Ripartiamo alla volta di Montouto e ci mettiamo quasi 40 minuti a fare 30 km, la strada interna al parco è asfaltata, ma ridotta piuttosto male. Il pezzo in cima ai monti è stupendo e guardando a destra siamo in Spagna, mentre a sinistra in Portogallo. Arrivati alla casa nel piccolo villaggio siamo accolti un po' da tutti gli abitanti, una decina, con grandi saluti e sorrisi . La nostra stanza è in un rustico a pietre tutto restaurato e ci piace un sacco! Nel frattempo mi arriva un messaggio da Eugenio che mi dice che ci raggiungono qui e così li aspettiamo facendoci una passeggiata nel villaggio e sorridendo un po' a tutti, con tanto di foto con tre simpatiche donne anziane tutte sdentate . La sera andiamo tutti e quattro in un paesino vicino, Moimenta, dove ceniamo in un ristorantino, gestito da una simpaticissima coppia di giovani che hanno abbandonato la modernissima e civilissima Sintra per vivere del Parco.
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14/08/08 giovedì, Montouto
Giornata diversa dal solito: ci facciamo un po' di trekking . Con Mara e Eugenio decidiamo di fare uno dei percorsi su sentiero del parco e così la mattina alle 10.00 partiamo! La giornata scorre benissimo e diventa un po' avventurosa a causa dei nostri 2 smarrimenti nel bosco di cui uno un po' più drammatico la sera prima di cena, non troviamo più il sentiero per tornare a casa e la stanchezza si inizia a sentire... Ma alla fine il senso di orientamento ha vinto e siamo arrivati a Montouto .
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