Costa, da amministratore serio, esprime un disagio reale: ci sono troppi morti e quindi dobbiamo fare qualcosa.
Comunque, il Governo ha l'obbligo, sancito in sede europea, di ridurre drasticamente le vittime degli incidenti stradali.
Se toccasse a me, mi studierei le statistiche dei sinistri e agirei sulle cause più frequenti e, possibilmente, più economiche da rimuovere.
Le statistiche però sono imprecise; se uno sbanda e si affetta su un guardrail, il sinistro viene attribuito all'errore umano e non viene ascritto a difetti dell'infratruttura.
Secondo le statistiche così come oggi sono compilate, la velocità è la causa prima di incidenti. Ecco quindi perché c'è una decisa tendenza ad abbassare i limiti: è una misura semplice e, se fatta rispettare, molto efficace, vedi l'effetto dei tutor sulla mortalità.
Oltre alla velocità, sappiamo tutti perfettamente, e lo si vede dal nostro
sondaggio sui pericoli dell'andare in moto, che ci sono anche:
- l'imperizia di molti automobilisti e in generale la loro incapacità di valutare il comportamento dei motociclisti;
- una circolazione stradale caotica ed eccessiva rispetto alla rete stradale
- lo stato pietoso del fondo stradale, della segnaletica e delle infrastrutture.
oltre a queste cause, le più votate nel sondaggio, mi sento di aggiungere l'imperizia di chi guida moto al di sopra delle proprie possibilità.
Torniamo al compito del governo, ridurre morti e feriti. Per ora ha martellato sull'adozione obbligatoria del casco e sulla velocità, ma questo non è bastato a raggiungere il risultato auspicato; che cosa altro si inventerà per riuscirci?
- Una misura semplice e priva di oneri per lo Stato sarebbe introdurre l'obbligo di indossare protezioni omologate, a nostro carico.
- Altra misura a costo zero per lo Stato sarebbe tagliare drasticamente la potenza e la coppia delle moto e/o imporre l'installazione di ABS e ASC; anche in questo caso, l'eventuale onere ricadrebbe sulle nostre tasche.
- Lo Stato potebbe anche introdurre una tassazione stratosferica per le elevate potenze o per le moto in generale. E' uno strumento profondamente iniquo, perché non toccherebbe le moto dei più ricchi, ma proprio per questo, e per il fatto di portare un bel po' di denaro nelle casse dello Stato, è perfettamente adottabile in Italia.
- La riduzione della velocità consente un'azione efficace a costi relativamente contenuti.
- Le infrastrutture possono essere migliorate, ma a costi notevoli, e quindi cambieranno con molta lentezza.
- L'imperizia può essere ridotta adottando patenti speciali con prove particolarmente severe e magari facendo ripetere gli esami ogni tot anni, ma questo provvedimento ha il grave difetto di creare benefici solo nel medio-lungo periodo.
Altro non mi viene in mente, prepariamoci a queste misure.