Visualizza un messaggio singolo
Vecchio 10-01-2008, 09:44   #4
indianlopa
Il TRANS africano
 
L'avatar di indianlopa
 
Registrato dal: 19 Mar 2004
ubicazione: camaiore.it/moraira.sp
Messaggi: 13.914
predefinito

Certo era cambiata Fethiye, molti dicono di non tornare nei luoghi visti anni precedentemente, personalmente ci torno sempre se posso e se sono di strada, è ovvio che non siano come li abbiamo veduti nel passato, tutto cambia , noi stessi per primi, sarebbe come fare finta che il tempo non passi. Come con gli amori di un tempo, è bello rivedersi e scoprire che non ci eravamo sbagliati.

Presi alloggio nell’albergo sul porto, l’ultimo quello che aveva la vista migliore, i grandi caicchi ciondolavano pigramente, non era tempo di crociere. Mangiai divinamente, la cucina turca è insieme a quella libanese fra le migliori del mediterraneo, riconobbi anche la buona Bira Efes.

La mattina dopo di buon ora partii per quella che a mio avviso è una delle più belle strade che si possano fare in moto. Come un migliaio di chilometri di Costiera Amalfitana, bellissima, dopo ore e ore di questa meraviglia il risultato sul culo, però è identico a qualsiasi strada, cercavo motivi per fermarmi, arrivavano messaggi sul telefono, gli amici mi incitavano e mi auguravano di trovare quello per cui ero partito.
Zoria, Omega, Cichito e tanti altri erano con me.

Mi fermai da un fabbro non ostante fosse domenica e non parlasse null’altro che turco, ci capimmo e risolse il problema del cavalletto laterale storto.
La strada era sempre meravigliosa, baie, strapiombi a picco sul mare, foreste di abeti e pini fino a pochi metri dal mare, villagi di pescatori, e castelli dei crociati abbarbicati su speroni di roccia in mezzo al mare. Per svariati chilometri ci doveva essere stato un incendio perché la foresta appariva nera e spelacchiata, in mezzo a questa specie di inferno villaggi di tende di nomadi che raccoglievano legna e ne facevano carbone, frotte di bambini anneriti giocavano pericolosamente sulla strada. Le donne a portar acqua e preparare da mangiare e gli uomini a segar tronchi anneriti.

Da noi a nessuno verrebbe in mente di raccogliere i resti di una foresta bruciata. Diversità di economie. Mi auguro che la Turchia entri quanto prima nell’Europa i vantaggi saranno evidenti solo dopo anni di sofferenze ma arriveranno sicuramente soprattutto per gli strati più deboli.

C’era un sole che finalmente mi scaldava dopo il freddo patito. Passai due giorni su questa strada per arrivare al confine con la Syria, si pronuncia suriia, paese del sole in arabo. Prima di entrare in Syria mi fermai per la notte ad Antakya la vecchia Antiochia. Ripresi fiato avevo fatto in tre giorni più 1400 chilometri passando dal mare più bello ai passi di montagna di oltre 2000 metri con tratti spazzati dal gelido Burian, o qualcosa del genere, un vento che si forma nella steppa kaucasica, che mi costringeva a viaggiare sbandato, un po’ come le dune del Valpolicella, volavo….sulle ali del Burian!

Sapevo che entrato in Syria potevo salutare certe comodità del lusso che sono già di casa in Turkia. Superhotel, bagno turco, massaggio, a dire il vero non fu un’esperienza proprio piacevole, frotte di ragazzini turchi cercavano di abbordarmi, non era colpa loro, ma dei precedenti frequentatori occidentali, che li avevano abituati a certi contatti. Peccato che il turismo sessuale ormai abbia contagiato qualsiasi parte del mondo, poi fossero stati approcci femminili avrei sicuramente apprezzato di più…
Un ottima cena nel più antico ristorante di doner che ci sia ad Antakia fu il coronamento della giornata, lo conoscevo c’ero già stato e continuava ad essere unico, la vecchia terrazza sul fiume, i suoi vecchi camerieri, il suo cibo, il fatto che fosse frequentato dai locali tutto mi faceva sentire come un viaggiatore fuori dal tempo.

La strada che di mattina presto mi portava al border siriano mi ricordava i paesaggi di Barry Lindon, vallate di montagna con il mare sullo sfondo e la strada , a tratti sterrata, che a mala pena consentiva lo scambio fermandosi, paesi dimenticati nel tempo, uomini e donne con i volti ed il fisico consumati da questo, vecchi mezzi agricoli a trazione animale, forre che si aprivano improvvisamente in paesaggi ormai persi nei nostre latitudini.

Al confine passai svariate ore, curiosità ed inefficienza burocratica giocavano contro di me.


__________________
g/s80hpn.it, RE.in, RE.it, AT750.it
nulla tenaci invia est via

Ultima modifica di indianlopa; 10-01-2008 a 10:00
indianlopa non è in linea   Rispondi quotando