ritengo la situazione un sintomo della decadenza del sistema.
Il trasporto su gomma, rappresenta il passato, gli investimenti in Europa non vanno piu' in questo settore, ma, giustamente verso un trasporto sostenibile, su rotaia.
Il governo svizzero ha investito milioni per poter eliminare i camion entro il 2010. Il bello è che gli HUB sono stati costruiti all'estero. Un esempio è quello enorme di Gallarate, presso Malpensa, un vero porto di interscambio container e rimorchi tra tir e ferrovia.
Inoltre la polverizzazione delle aziende è una realta' solo italiana. I cosi' detti "padroncini" , artigiani che possiedono il mezzo che guidano, non sono presenti negli altri paesi europei.
In Spagna, in Francia, in UK, in Germania... i mezzi son di proprieta' delle aziende, grosse societa' di logistica, spesso si occupano di trasporto con ogni mezzo, ferro, nave, aereo e solo se non c'e' alternativa gomma.
Questa organizzazione risolve i problemi legati alla razionalizzazione della logistica, dell'inquinamento, del consumo di risorse.
Gli autisti sono dipendenti, e non imprenditori. Esistono si' i sindacati degl'autisti, che pero' lottano per turni umani, rispetto delle regole (tachigrafi ecc.) e dall'altra parte ci sono le societa' di logistica. (Gondrand, Danzas...) che non farebbero mai scioperi, in quanto aziende.
La situazione italiana è alquanto peculiare, uno sciopero di imprenditori è in un certo modo surreale.
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una moto non deve essere "eterna", non fa guadagnare, ecco perchè BMW ha tolto dal listino la K 75
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