Appare evidente che la Stelvio con il fuoristrada non ha proprio nulla a che fare, salvo quello che si potrebbe fare con qualsiasi naked: la moto non ha nessuno degli accorgimenti minimi necessari per l'utilizzo dual-purpose. Dal confronto con la Quota 1000:
la gomma anteriore, a occhio e croce, è una 19" e non una 21", come montava la Quota;
la gomma posteriore sembra una 17" con misura tipicamente stradale (180/55): questo preclude qualsiasi possibilità di reperire gomme specifiche per l'off... le Pirelli Scorpion Sync montate sulla Stelvio sono a tutti gli effetti gomme stradali;
il paramotore tubolare della Quota protegge, in caso di caduta, cilindri, teste, pipette candele, frecce anteriori e specchietti dagli urti (la moto, all'occorrenza, può essere anche coricata sul fianco, appoggiandosi solo sul tubolare paramotore e sul supporto pedana posteriore): vedremo se anche per la Stelvio verrà proposto un accessorio simile;
in ogni caso, i convogliatori laterali sotto il serbatoio saranno i primi a rompersi se la moto dovesse cadere, e gli specchietti (altro errore) sporgono ben oltre i terminali del manubrio;
se la marmitta è quella vista qualche mese fa, pare essere priva di protezioni laterali: c'è solo la piastra inferiore sottocoppa;
la posizione di guida pare essenzialmente turistica, le pedane sono molto più arretrate di quanto fossero sulla Quota (che consente una postura molto corretta nella guida in piedi e un passaggio agevole seduto/in piedi).
sella larghissima, ricorda molto quella del GS e un po' quella della Quota 1100, mentre la sella della Quota 1000 era decisamente più stretta.
Morale della favola: una stradale a 360°, votata al diporto come al turismo a largo raggio, impostata per chi predilige la posizione di guida eretta. Ma di off non ve n'è nemmeno un grammo, esattamente come per la nuova Tiger.