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Vecchio 09-10-2007, 12:07   #170
Ratavolòira
Mukkista in erba
 
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Per quanto doloroso, l'incidente di Bormio è un episodio. Siamo tutti vicini agli sfortunati protagonisti di questa vicenda.
Dando per scontata la condanna di chi viola il codice della strada (perchè di questo si tratta), mi chiedo: nella vita quotidiana le normative sulla circolazione stradale hanno mai rappresentato un serio elemento di valutazione? Voglio dire: quanti di noi per andare da A a B conoscono il tempo di percorrenza derivante dal rispetto totale della segnaletica e organizzano il loro spostamento di conseguenza?
Se vado di fretta, apro. Se il vigile mi ferma, gli rispondo che sono in ritardo. Se trovo la scorciatoia, magari su un tratto di strada buia, la prendo contromano (eh dai, è solo un piccolo tratto...). Questa ovattata assuefazione al "lassismo" stiamo tranquilli che ha un consolidato riscontro economico e politico: il sistema stradale è un settore di investimento dal bilancio consolidato, equilibrato tra compagnie assicurative manutenzioni pedaggi mercato dei veicoli sanità pubblica e privata.
Sparigliare tutto ciò col fine di una maggiore responsabilizzazione degli utenti comporta investimenti e riposizionamenti di reddito, di lungo periodo ed esito incerto. Invocare adesso un generico inasprimento della repressione è ingenuo tanto quanto invocare prevenzione dall'alto, per noi abituati all'eterno ruolo di figli di mamma Italia (di cui, peraltro, diciamo di vergognarci).
L'esempio, l'esempio personale, essere noi i primi a segnalare comportamenti scorretti, centrifugare un atteggiamento di riflessione e ascolto che tenda all'agire responsabile.
Scusatemi, probabilmente ho allargato troppo il tema, ma tutte le volte che si parla di incidenti stradali ci ricaschiamo.
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per quegli occhi l'hangar, due piste, tutta l'aviosuperficie
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