questa mattina partiamo presto dall'albergo e ci dirigiamo subito verso la cittadella. ci perdiamo per il souk piu volte, vorrei prendere qualcosa di ricordo ma non riesco a trovare nulla di interessante. il souk di damasco è enorme ma a mio parere non raggiunge il fascino del gran bazar di istanbul.
andiamo verso la moschea omayyadi
è qualcosa di meraviglioso, ogni parete del cortile interno è ricoperta di mosaici finissimi tanto da sembrare quasi tappeti. ci sediamo un attimo e ci si avvicina un signore sulla 50ina. parla e non ci molla. ha pure un alito fetente. fa un sacco di domande, sono abbastanza certo che si trattasse di un qualche razza di agente o controllore che con la scusa di 2 chiacchere ha iniziato a fare discorsi strani cercando di provocare delle nostre risposte sui musulmani sulla siria e sui curdi. ci ha chiesto dove dormivamo e se eravamo sposati logicamente non abbiamo abboccato. solo che il tipo nn ci mollava, nemmeno quando gli ho detto che ce ne andavamo. gli ho anche impedito di farci una foto. sinceramente avevo paura a mandarlo a quel paese. a un certo punto ha smesso di rompere i maroni e ha voluto a tutti i costi farci da guida nella moschea. vedo che ha addocchiato un`altra coppia di giovani occidentali lo saluto al volo e ce ne andiamo.. minchia che zecca.
faccciamo un altro giro nel souk e ci dirigiamo verso il qurtiere cristiano. questa secondo me è la vera perla di damasco. una quiete incredibile, macchine praticamente insesitenti, bambini che vanno in biciletta tranquilli, donne che girano con enormi croci al collo.
mangiamo in un bel ristornatino sotto un pergolato.
finalmente trovo qualcosa da portare a casa. entriamo in una bottega di un artigiano che assembra scatole e mobili in legno intarsiato. prodotti bellissimi e ho quasi paura a chiedere il prezzo. e invece alla fine per 3 euro porto a casa una stupenda scatola ottagonale con intarsi in madre perla! mia madre sarà contentissima del regalo.
ci cerchiamo un ristorante ma ci mettiamo un bel po perche io voglio assolutametne una birra! ne troviamo uno carino nel quartiere cristiano dotato di narghilè. mi rendo conto che anche se siamo a 4000 km da casa la vacanza è in parte reminata. domani lasceremo Damasco, la meta finale del nostro viaggio, e sarà tutto un lento e interminabile ritorno verso casa. certo, abbiamo tante tappe con cose interessanti da vedere, Aleppo, la capadocia, il nostro amico Leandro che ci aspetta a Sofia e Damir dell'orfanotrofio di Tuzla ma dentro di me qualcosa mi dice che qualcosa si è compiuto ed è finito. non c'è piu la foga e l'entusiasmo dei primi giorni, la tensione per posti sconosciuti e per le condizioni della moto. questa sera mi sento ricchissimo, ho accumulato tante di quelle esperienze belle che non so se essere piu felice per averle fatte o piu triste per dover tornare indietro. ma cosi è.. e domani si inverte la rotta!