eravamo rimasti ad Amasya.
la mattina seguente lasciamo la città con non poco dispiacere, abbiamo respirato proprio una bella aria, una turchia legata alle sue tradizioni ma che allo stesso tempo sa guardare avanti, giovani che sanno bilanciare i precetti religiosi e il loro impeto naturale divertendosi alla sera davanti a una birra ma senza le sguaiatezze a che spesso si vedono da noi.
la giornata sarà intensa, ci aspetta uno bello spostamento. dobbiamo arrivare nei pressi di Trabzon , Trebisonda, dove voglio a tutti i costi visitare il famoso monastero di Sumela. sulla carta i km sono parecchi, circa 500. ottimisti sulle strade fino ad ora incontrate partiamo di buona lena. Subito ci accorgiamo pero che di mezzo ci sono diversi passi di montagna e le condizioni dell'asfalto non sono delle migliori. la media e bassa e piu volte finiamo dentro delle voragini di buche. sono costretto a rallentare anche perche ho paura di spaccare i telaietti delle borse.
in certi punti mi chiedo se sono in turchia o in qualche paese alpino, le case sono di pietra con il tetto bello spiovente, proprio come le nostre case di montagna, ci sono pascoli e pastori, fuoristrada moderni e vecchi trattori. sembra proprio di stare in valtellina!
purtroppo non ho foto perche per sbaglio abbiamo cambiato una impostazione cromatica della digitale e le foto della giornata sono venute tutte verdi!
da Amasya fino al mar nero incontriamo un'altra Turchia, sembrano molto piu conservatori, le donne che girano a capo scoperto sono ora la minoranza e quando passiamo nei paesini si girano tutti stupiti di tale insolita presenza. Supero parecchi camion che arrancano e sbuffano fumate nerissime, dentro il cassone si vedono gruppi di persone, penso intere famiglie, vecchi, giovani, bambini e donne, ogni volta mi salutano ma non hanno uno sguardo particolarmente felice, non hanno la vivacità negli occhi che ho incontrato anche in persone povere nelle altre zone. anche per questo non riesco a stare piu di tanto dietro a questi camion. i volti immobili e senza espressione dei bambini sono un pugno. tanto si sbracciavano i bimbi nei giorni scorsi appena intravedevano la moto, con i loro sorrisoni sdentati, tanto hanno occhi tristi questi. le foto oltre a essere verdi sono anche poche per gli sguardi di rassegnazione incontrati.
scendendo dall'ultimo passo verso il mar nero ricomincia la vita, si incontrano tantissimi frutteti al bordo della strada, donne e bambini che vendono la frutta e soprattutto sguardi piu vivi.
gli ultimi km verso trazbon li facciamo tutti sulla costa, tutti su autostrada e veloci arriviamo a destinazione. a Trazbon traffico caotico sembra di stare a marsiglia! mare e casino pazzesco! prendiamo veloci per Macka punto dipartenza della strada per il monastero.
i paesaggi sono spettacolari ma un po il brutto tempo e un o la stanchezza non ce li gustiamo a pieno.
dopo esserci arrampicati su una stradina disastrata arriviamo al monastero.
lo scenario è veramente da film dell'horror! in mezzo ai boschi su una parete scoscesa è incastrato nella roccia il monastero, appeso nel nulla. la luce che inizia a scendere e i nuvoloni bassissimi metterebbero parecchia soggezione se non brulicasse di turisti!
l'interno vale decisamente il prezzo del biglietto con affreschi dai colori ancora vivissimi. si possono visitare alcune stanze e mi viene spontaneo chiedermi come facessero a vivere quassù senza niente, al freddo e in uno scenario da lupi! roba da matti!!

all'uscita del monastero conosciamo una famiglia turca. si presentano ci dicono di essere uno un medico, una giornalista e una una maestra. gli chiedo se conoscono una sistemazione ma mi dicono che anche loro sono turisti e non conoscono la zona.
scendiamo e incontriamo ancora in mezzo ai bosci un bed and breakfast, dalla guida sembra carino e poi siamo abbastanza stanchi.
ci accoglie una donna sulla 40ina, molto rude ci fa vedere la camera e per uno sgabuzzino con un mini bagno vuole un sacco di soldi. provo a trattare ma niente, addiruttura fa la risentita come se fosse il grand hotel. siamo stanchi e dobbimao accettare. io sono incazzatisismo e gli ho riservato un sacco dei miei complimenti preferiti.
a cena sotto una tettoia ci porta una trota a testa e una insignificante insalatina di due giorni prima. sembra che addiruttura si debba sparecchiare da soli.
vabbe.. almeno il te prima di andare a dormire lo voglio, vado in cucina per chiederlo e chi mi becco? i tipi del pomeeriggio che dicevano di essere medico e giornalista. il fatto è che stavano lavando i piatti... ma allora siete due sfigati, ma proprio due sfigati contaballe!!!! prendo il te è ne approfitto del loro stupore nel vedermi per scroccargli le siga!
sempre piu incazzati si va a cercare un pacchetto di siga nel vicino centro turistico che troviamo pero semi deserto e sprovvisto di tabacco... incazzati diamo la colpa alla nostra padrona di casa che data la sua simpatia usiamo come capro espiatorio per qualsiasi cosa!
la notte anche se fa parecchio fresco si dorme bene sotto le copertone di lana.