L'albero cardanico garantisce omogeneita' di trasmissione con ogni angolo a patto che gli alberi di entrata ed uscita siano paralleli (configurazione a Z) oppure incidenti con gli stessi angoli (configurazione a W).
E' la parte centrale dell'albero cardanico che subisce le fluttuazioni di velocita'.
Nel calcolo del massimo angolo operativo bisogna tenere conto, oltre alla geometria del giunto cardanico stesso, anche delle forze centrifughe date dal prodotto del momento di inerzia dell'albero centrale per in numero di giri per l'angolo operativo.
Si tiene inoltre conto della massima flessione dell'albero, non e' pero' il nostro caso visto che l'albero non e' molto snello.
Un albero cardanico che opera inclinato genera forze che vengono scaricate sui cuscinetti degli alberi:
Forze assiali causate dalla variazione di lunghezza dell'albero sotto carico.
Forze radiali proporzionali alla coppia trasmessa ed all'angolo di trasmissione.
Queste forze radiali non sono costanti : esse variano periodicamente seguendo una curva sinusoidale che si ripete 2 volte al giro.
Al di la' di questi principi di funzionamento utilizzati solo da chi le trasmissioni le progetta, il concetto da seguire per noi meri utilizzatori e' che minore e' l'angolo di lavoro dell'albero cardanico maggiore e' la durata dell'albero stesso.
Le fluttuazioni di velocita' dell'albero in uscita (pignone coppia conica e quindi ruota posteriore) causate dalle condizioni di funzionamento non ideali sono di minima entita' e quindi non rilevabili dal centauro.
Per rispondere alla domanda di EZio dico che non trovo correlazione alcuna tra rigidezza della sospensione e durata dell'albero cardanico.
E' invece , come spiegato sopra, importante per la vita della trasmissione cardanica la lunghezza dell'ammortizzatore.
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2011 GS1200 ADV USA - Senza bauletto perche' senno mi prendono in giro -
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