20 Agosto – Pisac – Ollantaytambo – Aguas Calientes: La valle sagrada
Lungo la valle sagrada degli incas scorre il Rio Urubamba; la valle si chiama così perché rappresentava la riserva di cibo del centro dell’impero con i suoi campi fertili, buoni per il frumento e le bestie. A Pisac visitiamo le rovine abbarbicate sulla montagna, dove mettiamo a dura prova polmoni e gambe e, scesi di nuovo in paese, il mercato, ormai attrazione prevalentemente turistica. Le empanadas appena sfornate però sono da urlo.
Erano alcuni giorni che il freno posteriore di un GS1100 ogni tanto si surriscaldava e si bloccava. Adesso scopriamo che il calore ha fuso la guaina del cardano, la polvere rischia di entrare e sfasciare tutto. Riparazione improvvisata con un pezzo di gomma e dello scotch e siamo pronti a ripartire.
Dopo pranzo percorriamo altri 90 km lungo il fiume Urubamba fino a Ollantaytambo, dove la strada finisce e si è costretti a prendere il treno se si vuole raggiungere Aguas Calientes, ultimo paesino della valle ai piedi della montagna di Macchu Picchu.
Mentre siamo in treno penso a quanto è diverso, e anche anche rilassante, ogni tanto farsi portare in giro: ci stiamo spostando e non siamo noi a guidare. Vabbè, ogni tanto.
Sopra ai finestrini panoramici del treno intanto cominciano ad apparire dei nuvoloni neri molto minacciosi e appena mettiamo piede nella stazione di arrivo, che poi è poco più di una tettoia, si scatena il diluvio. Credo di non aver mai visto piovere con una tale violenza. Da noi qualcosa di simile può succedere in estate, ma l’acquazzone dura pochi minuti e poi smette e magari torna il sole. Su questo facevamo affidamento aspettando sotto la tettoia della stazione. Ma dopo mezz’ora il cielo non lascia alcuna speranza e quindi ci procuriamo delle mantelline di plastica in un banchino lì vicino (evidentemente la cosa succede spesso) e ci avviamo a piedi verso l’albergo. In dieci minuti di cammino, nonostante le mantelline, ci infradiciamo fino alle mutande. Continuerà a piovere fino a notte.
Vi siete chiesti perché il paese si chiama Aguas Calientes? Terme, certo. E allora, cosa meglio di un bagno caldo dopo le secchiate d’acqua che abbiamo preso in testa? Certo, continua a piovere e le terme sono all’aperto, ma è un dettaglio irrilevante quando ti trovi immerso nell’acqua a 40 gradi.
Però ci girano un po’ le palle perché se il tempo continuerà ad essere questo anche domani ci rovinerà la visita alle rovine. Ci addormentiamo con una preghierina ad Athaualpa e Inti, Dio del Sole.
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BabboAle ver. 2.0
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