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Vecchio 30-01-2007, 19:08   #32
ale4zon
Mukkista doc
 
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predefinito 17 Agosto, giovedì. Nazca - Puquio: che sfiga, anzi che culo!

Ci svegliamo e non sappiamo che oggi sarà il giorno dell'incidente più serio del viaggio. Non sappiamo nemmeno che gli incidenti potrebbero essere due. Soltanto una grossa fortuna ha permesso di evitare il secondo e pesanti conseguenze dal primo.
Ma sono ancora le 9 del mattino e alla spicciolata ci svegliamo, facciamo colazione sotto le tettoie del bar open air dell'hotel tanto che sembra di stare in qualche atollo del pacifico, qualcuno aggiorna il sito dall'internet point, qualcun'altro va a procurarsi una torta per Angelo che oggi compie gli anni. Tra le 11 e le 13 la maggior parte del gruppo vola per osservare dall'alto le linee di Nazca. Niente di esaltante a detta di chi lo fa. Io avevo già dato 13 anni fa e non ci ho tenuto a ripetere l'esperienza, vista la mia avversione per tutto ciò che si stacca da terra, soprattutto se di lunghezza inferiore ai 70 metri.
Verso le due partiamo verso le Ande, la nostra destinazione è Puquio, un paesino senza alcun interesse particolare, se non quello di offrire da dormire e da mangiare sul lungo tragitto fino a Cuzco. Una tappa tranquilla insomma, qualcosa tipo 170km tutti asfaltati. SENZ'ALTRO oggi non arriveremo col buio...
Senza-altro, appunto, che se uno ci pensa bene significa letteralmente se non succede niente di imprevisto eccetera eccetera. E ti pare che quando ci aspetta una giornata soft non debba succedere qualcosa?
Ma andiamo con ordine. Lasciata Nazca la strada comincia a salire sulle prime colline che poi si fanno montagne in un continuo susseguirsi di curve. Chi non ha sintomi post volo se la gode tutta, altri che soffrono un po' di nausea sono costretti a qualche sosta lungo la strada.
Comunque siamo rilassati e felici, la guida è appagante e stiamo entrando nel vivo del viaggio: ci aspetta Cuzco, l'ombelico del mondo, e poi macchupicchu e finalmente la Bolivia.
Come ogni volta che ci troviamo su strade come queste, piene di curve e senza possibilità di inforcare deviazioni o bivii sbagliati, il gruppo si allunga. Io apro la fila, mascam la chiude. Ogni tanto mi giro a guardare di sotto la lunga carovana di moto che disegna un lungo serpente che si allunga fino a due o tre tornanti più in basso. Il sole è ancora alto sull'orizzonte ma grazie all'aria estremamente rarefatta tinge tutto di arancione sotto un cielo azzurrissimo.
All'ennesima occhiata verso il basso a cercare i miei compagni vedo una macchia rossa che procede ad almeno il doppio di velocità rispetto alle nostre moto. E' Alfredo in sella al suo dominator che corre come un pazzo, evidentemente per raggiungermi. Mi fermo subito sul ciglio della strada e non devo aspettarlo per molto. Già dall'espressione del suo viso dentro il casco aperto capisco che deve essere successo qualcosa che non è la solita svomitazzata post piper. Cristiano è caduto. Durante l'attraversamento di un gruppo di case un cane è sbucato fuori all'improvviso e lui non ha potuto evitarlo. No, non correva, ci rassicura Alfredo, ma la sua moto ha fatto una capriola in avanti e lui sotto. Sicuramente non è in grado di guidare, forse ha un dito rotto, e poi una brutta botta all'anca, non riesce a sorreggersi sulle gambe. Cazzo, penso, cazzo. Comunque il Maurizio, il nostro medico è con lui, continua a provare a tranquillizzarci Alfredo.
Rimonto in sella, l'incidente è successo una decina di km indietro, non dovrebbe volerci molto su questa strada. Comunque non faccio in tempo a raggiungere il posto che già vedo il pulmino di Hugo che chiude il gruppo avanzare verso di me. E Cristiano dentro al pulmino che mi fa OK con la mano, quella sana. L'altra ha il dito medio steccato dopo una lussazione alla falange perfettamente ricomposta da Maurizio senza nemmeno togliere il guanto. E ti voglio vedere a togliere un guanto quando il dito medio è piegato a 90 gradi rispetto al palmo, ma dalla parte sbagliata. Ma non è il dito a preoccupare, piuttosto l'enorme ematoma sul fianco che parte da metà tronco e arriva a metà coscia. Appena a Cuzco dovremo fare una radiografia per scongiurare fratture. Il sintomo evidente è che come mi avevano detto Cristiano non sta in piedi da sè. Comunque tiriamo tutti un sospiro di sollievo a vederlo anche troppo tranquillo in compagnia di Hugo e Alberto sul pulmino. La moto non è messa meglio, il cupolino è rotto ma in qualche modo è stato sistemato col nastro telato, il telaio è un po' piegato. Poi danni minori tipo frecce, leva frizione, serbatoio bozzato e rigato. Adesso la moto è nelle mani del nostro jolly, Luca, inizialmente al seguito sul mezzo di appoggio, ma che si rivelerà preziosissimo in questa e altre occasioni.
Riprendiamo la strada ancora in tempo per non arrivare dopo un'ora di guida al buio. Il percorso continua a salire fino a 4600 metri della Pampa Galera, paesaggio spettacolare al tramonto, alpaca, lama, vigogne tutto intorno a noi. E poi in una serie infinita di tornanti e curve scende di nuovo fino ai circa 3000 metri di Puquio. Mi fermo all'ingresso della città ad aspettare gli altri fino a Mascam che chiude il gruppo. Uno, due, tre, nove, undici.......mancano quattro o cinque moto. Le BMW. Passa mezzora e intanto è proprio buio e ad ogni minuto la temperatura sembra scendere di un grado, fa freddissimo e aspettiamo con ansia comparire i loro fari dall'ultima curva. Ogni 10, 15 minuti passa una macchina, chiediamo a tutti ma nessuno li ha visti. Visto che abbiamo ancora il problema di trovare posto per dormire a 20 persone e siamo in un paesino fuori da qualsiasi circuito turistico lascio il gruppo ad aspettare e vado da solo a cercare un hotel. Dopo mezz'ora sono di ritorno con la soluzione letto/cena in tasca, ma ancora gli altri non sono arrivati. E sono circa le 20, noi siamo arrivati da un paio di ore.
Finalmente un camionista ci dice di aver visto un gruppo di moto ferme a circa un'ora da lì (praticamente al passo) a riparare una ruota. Sospiro di sollievo. Altri 5 minuti e finalmente cominciamo a sentire in lontananza il rumore dei bicilindrici, a scorgere il bagliore dei fari. Non si trattava di una semplice foratura, Claudio ha centrato una grossa pietra con la ruota anteriore ad una velocità di 120km/h. NOn sa nemmeno lui come ha fatto a rimanere in piedi. La gomma era squarciata, il cerchione piegato. Ecco il motivo del ritardo, per cercare di ribattere il cerchio con attrezzi improvvisati e montare poi un pneumatico di riserva.
Sfiniti dalla stanchezza e dalla sensazione di pericolo scampato terminiamo la serata in una rosticceria. L'unico locale ancora in grado di darci cibo alle 10,30. Uno dei polli più buoni mai mangiati; uno non è tanto per dire, ne abbiamo mangiato uno a testa. Ad un certo punto si presenta uno con un registratore in mano che dice di volerci intervistare per la radio locale, domani saremo la notizia di apertura del notiziario.
Capite cos'è Puquio?
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BabboAle ver. 2.0
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