11 Agosto, venerdì. Mancora – Trujillo: kilometri infiniti
La giornata è bella. Già alle 8 il sole è alto e l’aria tiepida. Appena usciti da Mancora la strada comincia ad arrampicarsi su un promontorio con una vista mozzafiato sull’oceano. L’asfalto è nuovo e le curve disegnate col compasso, incontriamo una macchina ogni 10km. Il resto immaginatelo voi. A Sullana ci ritroviamo tutti per uno spuntino e ci diamo appuntamento all’ingresso di Chiclayo, oltre i 200km del deserto di Sechura. L’infinito rettilineo circondato da piccole dune lo percorriamo superandoci ripetutamente a vicenda, perdendosi, ritrovandosi oltre l’orizzonte di una gobba, scattando foto. A un certo punto vedo Gael fermo sul bordo della strada e mi fermo con lui. La sua moto trafila olio da diversi punti. Ma non si tratta di perdite copiose, per ora va. Arrivo all’appuntamento che mancano ancora 4 o 5 moto. Dopo quasi un’ora non si vede ancora nessuno. In effetti a Piura, poco prima dell’ingresso nel deserto, avevo visto che qualche moto aveva mancato una svolta e si era cacciata nel traffico del centro. Avevo anche provato a riprenderli ma le dimensioni della mia moto non mi avevano permesso di raggiungerli nel traffico. Ma contavo sul fatto che si sarebbero accorti dell’errore e chiedendo alla gente avrebbero recuperato l’unica strada giusta. Finalmente arrivano tutti e scopriamo che non si sono accorti di niente, hanno percorso una strada che costeggia il deserto, allungando il percorso di 100km.
Riparto con gli ultimi quasi due ore dopo il grosso del gruppo, la destinazione è quella prevista: Trujillo. Nel tragitto ci fermiamo su un ponte attratti dall’assembramento di persone: un autobus è finito di sotto e si sta tentando di recuperarlo. Per fortuna le persone sono già tutte in salvo, tranne l’unica vittima che c’è stata nell’incidente.
Sulle strade peruviane sono frequenti i posti blocco, e a uno di questi veniamo fermati dopo che in 6 o 7 abbiamo percorso uno svincolo in senso di marcia contrario. Provo a spiegare al poliziotto che se avevamo sbagliato in molti significava che le indicazioni non erano chiare ma lui si dimostra sensibile solo al piccolo contributo per la benzina della jeep…
Ormai è buio. Sono nel gruppetto di coda attardato dalla polizia. Arriviamo a trujillo alle 21, sfiniti. Proviamo a rinfrancarci con una ricca cena a abase di carne ma siamo tutti un po’ tesi: le prime due tappe sono state massacranti, siamo sempre arrivati al buio, ci sono state incomprensioni che hanno ritardato il gruppo, dovremo ripianificare i giorni successivi per recuperare una mezza giornata. Inoltre uno dei partecipanti ha perso 900 dollari, non sa dove, non sa quando. Decidiamo di cambiare itinerario per il giorno successivo. Non rinunciamo a visitare chan chan, ma anziché raggiungere Caraz dal passo Callan, lo faremo dal Cañon del Pato, dovrebbe permetterci di risparmiare delle ore.