E' una scelta progettuale discutibile escludere dal calcolo degli stress di un componente quelli raggiungibili nell'intero range teorico di utilizzo del mezzo.
Di norma però si fa così, per risparmiare e perchè nel bilancio a fine vita del prodotto evidentemente conviene, in quanto quello che risparmi sull'intera produzione compensa le poche failures che si verificano, anche se coperte dalla garanzia (pochissimi usano il mezzo vicino ai limiti strutturali dei componenti, e comunque lo fanno per periodi generalmente brevissimi).
questo ovviamente per mezzi non "racing" per i mezzi racing si cerca di starci dentro, i margini si assottigliano, e la ricerca sta nel compromesso tra peso e prestazione, fermo restando l'assunto che il prodotto deve durare al massimo un annetto, per quelli che lo usano veramente ai limiti.
A me fa pensare un fatto: quanto delle nostre moto è calcolo e quanto è approssimazione, assemblaggio di componenti eterogenei.
Mi spiego: ha senso ed è corretto dare fuori una moto con prestazioni dichiarate e non specificare che sono prestazioni teoriche? Ha senso dichiarare che la moto fa i 200, ma è meglio non farli spesso e a lungo perchè effettivamente non tutto è studiato per farlo con affidabilità?
Non sarebbe meglio specificare che il sistema moto è studiato per un certo tipo di utilizzo, e non per un utilizzo estremo?
Si apre una voragine: una enduro come le nostre che hanno ammortizzatori non sicuramente da enduro, il cambio che si spacca se stressato, eccetera.
certo sarebbe ammettere che ci hanno venduto anche un po' di fuffa. Mi immagino sia poco probabile che lo facciano...
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io avevo una BMW HP2 ENDURO.......
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