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Vecchio 08-02-2026, 16:12   #5
Massimo
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GIORNO 01 – 23 APRILE 2025
Verona – da qualche parte nel Mar Tirreno (548 km in moto, di cui 10 sterrati)




E’ arrivato il tanto atteso giorno della partenza. La mia moto è pronta, carica e profumata.



Abbiamo deciso di imbarcarci a Civitavecchia, così abbiamo la scusa per attraversare un po’ di Appennino.

Il primo tratto, da Verona a Colle Val d’Elsa, ce lo spariamo in autostrada. In un autogrill mi accorgo che ho il soffietto dell’ammortizzatore sinistro sporco d’olio. Non capisco.



Poi, guardando meglio, mi accorgo che proviene dal paraolio. Ora di sera sarà uscito tutto il fluido. La cosa non è rimediabile, ma non mi pare un gran guaio perché dentro lo stelo c’è pur sempre la molla, penso… e solo con quella mi farò tutto il viaggio, anda e rianda.

Da Colle Val d’Elsa imbocchiamo strade statali che cavalcano in sequenza il Passo di Lucerena (595 m), il Passo dell'Incrociati (506 m), il Valico del Rospatoio (512 m), il Passo del Lume Spento (629 m), il Passo Seragio (1120 m) e il Passo della Pescina (1605 m).

La Toscana ha sempre il suo fascino, c’è poco da fare…















Tra questi passi, che nessuno di noi conosceva, abbiamo anche fatto una decina di chilometri su facili strade bianche dell’Eroica.



Poco prima del Passo della Pescina attraversiamo la zona del Monte Amiata con i suoi impenetrabili boschi di faggi.





E nella zona della Seggiovia Cantore riposiamo le chiappe su qualcosa di morbido.





Questa gustosa cavalcata appenninica termina ad Acquapendente. Più avanti assecondiamo il Lago di Bolsena e entriamo nella Tuscia. A Montalto di Castro imbocchiamo l’autostrada tirrenica che ci porterà diritti a Civitavecchia.

Sbrighiamo le pratiche di imbarco. Poi usciamo dal porto e andiamo a cena, giusto per non intossicarci con le cibarie confezionate all’interno dell’area portuale. Quindi rientriamo ed aspettiamo di imbarcarci. Il panorama motociclistico è alquanto vario e non manca qualche chicca vintage.



Molti sono i tunisini che rientrano in patria. Le loro auto sono riconoscibili, prima ancora che dalla targa, per la quantità di bagagli, stipati alla bell’e meglio dentro e fuori i veicoli.



La nave parte in ritardo, ma finalmente ci entriamo dentro.



Una volta sistemati nella nostra cabina, decidiamo di ambientarci nel contesto tunisino con un po’ di anticipo, dato che la maggior parte dei passeggeri è appunto tunisina.





Quindi ci infiliamo sotto le coperte e lentamente navighiamo verso la nostra destinazione, carichi di speranze e buoni propositi.
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Massimo Adami
BMW F800GS Adventure
YAMAHA XT600E
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