Io non lo ritengo giusto. Tutta questa riservatezza voluta dalla famiglia è ingiusta. E' un torto verso chi da appassionato ha condiviso e condivide momenti di gioia e passione, tra personaggio pubblico e persone.
Conoscere un minimo delle condizioni fisiche di Andrea non è morbosità, ma è condividere la sofferenza con il pensiero, con la preghiera e l'immaginazione con chi, alla fine si scopre di voler bene. Si chiama empatia.
Tristezza.
Dai, Andrea...........
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Nmax155, Ténéré T700,
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