Il giornalaio mi ha tenuto da parte un numero dalla rivista che è uscita proprio oggi.
Nell'articolo di apertura, nell'editoriale, non si fa la minima menzione della rivista motociclismo. L'editoriale inizia con: "Siamo orgogliosi di essere diventati gli editori italiani di Motorrad e ci teniamo a sottolinearlo purché si tratta della rivista di moto più prestigiosa d'Europa".
E motociclismo? Fra l'altro è il nome che ha la rivista italiana. Motociclismo Motorrad.
Inoltre fa veramente impressione vedere che la rivista ha il numero 1 (e sempre con il nome motociclismo in copertina). Ecco come si cancellano più di 100 anni di storia di una rivista. Una fine ingloriosa di cui non si sa nulla in pratica. Non si sa quali fossero i problemi economici, editoriali o di personale.
Sfogliandola gli articoli sinceramente mi sono sembrati freddi e neanche tanto ben scritti, visto che in poche pagine ho trovato diversi errori di composizione; le prove sono fatte con "Le Misurazioni di motorrad si basano su test indipendenti, mentre i valori contrassegnati con segno * sono dati forniti dal produttore".
Test indipendenti? Indipendenti da chi, cosa, quali sono le condizioni ambientali? Chissà. Dobbiamo fidarci.
I luoghi presso cui sono effettuati i test sono assolutamente anonimi; dire il nostro test svolto a Valencia senza dire di preciso dove si è ha il sapore di cartella stampa.
Se si sceglie una strada per un test si ha anche la possibilità di raccontare il luogo in cui è ambientata la prova.
Credo che non ci saranno più itinerari italiani proposti, credo che il taglio sia troppo freddo e poco personale, non trasmette emozioni.
E' poco più di una cartella stampa ampliata da foto.
Basta leggere le paginette dedicate al nuovo motore Hondo tre cilindri volumetrico.
E mi chiedo anche che fine abbia fatto l'intero archivio di Motociclismo che non era solo la storia della rivista, ma dell'intera passione su due ruote italiana.
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