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Vecchio 17-12-2024, 12:57   #6
Lucky59
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Originariamente inviata da bim Visualizza il messaggio
Le richieste irragionevoli saranno state quelle del curatore fallimentare….
Al momento delle trattative Motociclismo non era ancora fallita e quindi erano trattative tra privati, il tribunale non era coinvolto. In realtà, non si sa neppure adesso se Motociclismo è realmente fallita, bisognerebbe fare una ricerca.

"Gli appassionati l’avevano capito da già tempo. La conferma è arrivata al recente Salone delle moto di Milano. Lo spazio riservato agli stand di Motociclismo era occupato da altri. Per la prima volta la più antica testata italiana, 110 anni di storia, dedicata alle due ruote disertava la più importante fiera motociclistica dell’anno. Il segnale di una fine imminente.

La rivista, che noi ragazzi degli anni Settanta aspettavamo ogni mese con ansia, e che leggevamo con avidità dalla prima all’ultima pagina, pubblicità comprese, tecnicamente non è ancora fallita. Ma come scrive qui Professione Reporter: “Le difficoltà della testata fondata da Gino Magnani nel 1914, sono di lunga data e affondano le radici nella crisi di Edisport, la società editrice gestita dai fratelli Bacchetti che, dopo i tempi d’oro degli anni ’80 e ’90, è stata investita dalla crisi della carta stampata e ha iniziato la procedura per il fallimento. Da quel momento, siamo nel 2021, Motociclismo è passato sotto il controllo della Sportcom, società nata solo due anni prima. E’ arrivato poi il recente (estate 2024) trasferimento del ramo d’azienda che contiene Motociclismo alla Clafin Gmbh, società di diritto austriaco controllata dagli stessi soggetti di Sportcom. A quale fine? Secondo alcune voci attendibili, per venderla. L’affare per il passaggio di Motociclismo a Conti editore (che già pubblica il mensile In Moto) sarebbe saltato a causa delle richieste dell’editore di Motociclismo, che voleva “supervalutare” testata e archivio”.

Sul suo profilo Facebook, Nico Cereghini, pilota e leggenda dei collaudatori di moto per i lettori della rivista scrive: “Peccato, il nostro mensile per eccellenza, per tanti anni la Bibbia di tantissimi motociclisti, sembra proprio finito. Era il giornale (sacro per molti di noi) di Coerezza, Perelli, Patrignani e Colombo, poi contaminato dalle generazioni successive con i Rosani, De Prato, Centanino, Ticozzi, fino al sottoscritto e a tantissimi altri che l’hanno mantenuto bello e autorevole fino a oggi. Gli ultimi giornalisti purtroppo ci hanno lasciato, oltre al cuore, un bel po’ di portafoglio. L’avventura è finita proprio male e questo dispiace moltissimo."
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