Mi son tenuto una giornata di margine al mio ritorno, che non sapevo come Fotty si sarebbe risvegliata dopo 8 mesi di letargo. La batteria era in piena efficienza e ieri sera si è riaccesa al primo colpo. I ragazzi della reception mi avevano avvisato un paio di mesi fa del fatto che l’albergo fosse stato venduto e il nuovo proprietario avesse chiesto di loro di far portare via la moto dal garage. Scendere in piena estate, con temperature prossime ai 50 gradi in molte zone del paese, per spostarla in altro luogo era improponibile e sono riuscito a rassicurarli che sarei arrivato per novembre.
La destinazione è Ryad, di fare 1000 km in autostrada non se ne parla nemmeno… visto che il mio GPS non prevede la formula “percorsi tortuosi” risolvo la cosa con 5 WP che mi ero già segnato e da cui nel precedente viaggio non siamo riusciti a passare. Ne viene fuori un percorso di circa 2500 km… per una settimana di tempo che ho a disposizione dovrebbero bastare.
Un salto veloce nel centro storico per un caffè, poi un giro nell’affollato mercato del pesce: oltre ai venditori c’è la parte riservata agli addetti alla pulizia, almeno una trentina… basta rivolgersi alla cassa, pesare l’acquisto appena fatto e poi recarsi al banchetto numerato indicato dal cassiere per ottenere il tutto perfettamente pulito e lavato, dai gamberetti fino alle cernie.
La corniche questa volta è libera per la passeggiata serale.
WP 1
Esco rapidamente dalla città prima che le tangenziali a 6/8 corsie si riempiano di pendolari. La statale verso La Mecca è molto scorrevole malgrado attraversi territori montuosi, entrare in città è vietato ai non mussulmani quindi la bypasso a nord puntando poi a Taif.
Sulle statali e sulle autostrade le stazioni di servizio poste ogni 150 km. circa offrono quasi sempre un bancomat, un gommista\meccanico generico per cambio olio, un piccolo super mercatino gestito da expat dove potete trovare di tutto, un gabbiotto che fornisce bevande calde (i sauditi non scendono nemmeno dall’auto, ordinano il mezzo litro di americano e ripartono) e una piccola moschea.
Per meccanici più seri o altre necessità occorre entrare nei villaggi o cittadine lungo il percorso. Gli pneumatici nuovi son tutti avvolti in confezioni alluminate per evitare che si deteriorino con le alte temperature che si registrano… partito con 22 prima di mezzogiorno sono già oltre i 30.
Nel primo pomeriggio sono al WP1 – Al Wahbah Crater… un cratere vulcanico largo circa 2 km. e profondo oltre 300 mt. sul cui fondo restano perennemente residui salini dovuti all’evaporazione delle acque. Mentre mi sposto da un punto panoramico all’altro il custode mi insegue solo per dirmi che è vietato scendere in questo periodo, dato che c’è formazione di gas. Lo tranquillizzo, non ci penso minimamente a farmi i 45 minuti di discesa e i successivi di risalita con oltre 32 gradi.
Punto a nord seguendo strade minori e quando faccio sosta per il pieno decido che tanto è di strada per arrivare al WP successivo e vale quindi la pena fermarsi lì per la notte.
Medina è la seconda città santa per l’islam, quella da cui ebbe origine l’era del profeta Maometto che qui morì e fu sepolto. Sulla sua tomba venne edificata una moschea, in seguito il suo corpo venne traslato alla Mecca e l’edificio fu oggetto di continui ampliamenti.
Arrivo giusto per l’ora della preghiera serale che richiama una folla enorme di persone. Sbirciando da una delle porte di accesso riesco a vedere spazi esterni grandi come campi di calcio con i fedeli, quelli interni non sono da meno dalle immagini che si trovano in rete. Impossibile cogliere una foto globale se non da un palazzo limitrofo.
Fuori sul viale principale ci sono una miriade di pellegrini che dormono in prossimità delle aree riservate agli autobus… per questa destinazione mi sembra di aver capito che non esista l’ obbligo religioso come per la Mecca, di una visita durante la propria vita.