La Genesi
Ci avevamo ragionato a lungo e alla fine sembrava la soluzione migliore per tutti.
Io volevo scendere per fare la costa occidentale africana, ma l’idea di affrontare l’Egitto e tutte le sue pratiche per importazione, transito e uscita del paese mi avevano fatto scartare i suoi porti. Esiste però la possibilità di utilizzare un traghetto che opera tra Jeddah e Suakin in Sudan, oltretutto l’Arabia Saudita ha aperto dal 2019 al turismo e terminata la pandemia arrivarci via terra o via mare è relativamente facile.
I miei amici con i loro 4x4 dopo aver terminato il periplo dell’Africa non vedevano l’ora di ripartire, questa volta verso l’Asia.
Credo di averci messo 10 minuti a convincerli che in Arabia avrebbero ritrovato i parchi giochi sahariani a cui erano abituati e poi da lì potevano velocemente puntare all’Iran e ai paesi Stan.
La spedizione in container attraverso il mediterraneo destinazione Israele ci avrebbe dato tempi brevi e possibilità di visitare Gerusalemme e successivamente la Giordania, per entrare poi nel regno saudita. Arrivati a Jeddah io avrei preso il traghetto per il Sudan e loro avrebbero lasciato le auto per la tappa successiva.
L’idea di fare un “ultimo deserto” senza bagagli o limiti di autonomia, con l’ausilio di amici che portano anche viveri e acqua per il campo serale non è poi così male. Specie alla soglia dei sessanta e con un incrociatore da deserto che in versione light passa i 230 kg. Unico carico ammesso sarebbe stato il camelbag e qualche barretta energetica.
Mi prendo carico della preparazione dei percorsi, dei Carnet e dei visti, lasciando a Mario il compito di contattare l’agenzia marittima che settimanalmente viaggia dall’Italia a Israele e arriva il primo problema: la compagnia esige che le autovetture siano vuote e dotate solo di crick e ruota di scorta per essere caricate sul RO RO. Impensabile smontare tutto il contenuto, mettere in container e poi rimontare il tutto, si potrebbe infilarle così come sono ad un prezzo più alto. Alla fine sceglie una compagnia di Livorno che ci manderà il container qui da noi e lo spedirà via nave nel porto di Aqaba.
Avrei tanto voluto visitare Israele per cercare di capire tante cose, pazienza, in un’altra vita forse.
Poco dopo arriva il secondo No ai miei sogni africani: il Sudan non mi concede il visto di entrata e l’Etiopia non concede il visto via terra, ma solo via aerea. Risulta impossibile parcheggiare Fotty a Khartoum o Addis Abeba dove avevo contatti, salvo spedirla via aerea.
Con quello che sarebbe avvenuto pochi mesi dopo è stata una gran botta di culo.
Dieci giorni prima di caricare i mezzi il motore del 90 di Franco brucia la testata. Egidio ne ha uno in officina abbastanza fresco per cui passiamo gli ultimi giorni utili a cambiarlo, con la sostituzione di ben 3 pompe del gasolio che si rifiutano di funzionare regolarmente una volta montate.
Scherzando sulla cosa gli anticipo che la vedo dura trainare oltre 2 ton. con la mia moto in caso di emergenza.
E a volte il mio sesto senso sbaglia veramente di poco, debbo solo dargli retta più spesso.