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Vecchio 08-07-2023, 18:44   #46
tirzanello
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REPORT VIAGGIO - parte 2


Ho preso le droghe e proseguo con il report dal 7° giorno .


7° gg - 3 maggio : Dogubeyazid - Kandovan - 346 km

È arrivato il grande momento atteso da mesi. Oggi si entra in IRAN !!.
Destinazione odierna Kandovan. Non ci sarei voluto passare perché in fondo mi pareva un deja vue della Cappadocia e non volevo fare il tris. Tuttavia il mio amico Iraniano ci ha voluto prenotare lì ed insistito perché ci andassi e quindi ok così. Aveva ragione lui e dopo spiego perché.
Stimo 3 ore per la dogana, sommo il tempo previsto alla meta e mi risulta che possiamo fare con calma.
Arriviamo a Gurbulak, lato turco in uscita, verso le 10. Ci vorranno 5 ore per riconquistare la libertà dall’altro lato. E’ un tempo superiore alla media dei vari reports che avevo letto. Se non mi avessero rotto le palle con la supercazzola del carnet falso, avrei risparmiato almeno un paio di ore.
Con il senno di poi, piuttosto che arrivare alle 10, consiglierei di anticipare almeno alle 9 perché gli imprevisti possono essere vari. Non dettaglio qui l’attraversamento della dogana perché al primo post ho detto molto al riguardo.


Ingresso al settore turco. Nel lungo corridoio ci sono i “dannati” a piedi che scariolano sacchi.


Nel settore Turco andiamo al riconoscimento de visu attraversando i gabbioni per il bestiame fatti con sbarre di ferro 5x5cm . Servono ad implotonare i dannati che alle 7 del mattino sono centinaia e spingono come mandrie di tori spagnoli ( visto nel video di Drago ).


Alle mie spalle il cancello d’ingresso al settore Iraniano. Prima o poi arriva uno ad aprirvelo e comincia il secondo tempo del film.


Uno scorcio del settore Iraniano. Al tavolino c’è l’ufficiale supremo con potere di vita o di morte a cui i fixer si rivolgono timorosi e a basso tono. Tutti gli altri sono una marmaglia indefinita tra fixer, cambiadenaro e arraffatori di vario tipo. Sulla destra, la stanza delle torture.
Scatto poche foto perché ho gli occhi incollati sui nostri documenti. Alle 10 c’è poco casino eppure troveranno loro il modo di crearlo. Neppure nelle dogane africane ho mai visto nulla di così assurdo e indefinito.
Incontriamo Drago, motociclista romeno in solitaria con GS Adv tutto top di gamma.
Deve raggiungere moglie e amici che atterrano a Teheran il giorno dopo. Visiteranno l’Iran con un bus e lui li seguirà col GS perché la moglie in moto non ci vuole salire. Penso che in certi casi sarebbe meglio divorziare e che io sono molto fortunato.
Drago è arrivato alle 7 e dal suo cellulare ci ha fatto vedere la bolgia di tori spagnoli fra i gabbioni. È ancora lì perché non trovano più il suo passaporto consegnato al suo fixer. Ci facciamo compagnia in attesa che si sblocchino le reciproche situazioni. Nel mentre, da cinici privilegiati, ci divertiamo ad assistere a litigate furibonde con urla e minacce fra i doganieri iraniani alcuni dei dannati ( vedi primo post ) a cui sequestrano le merci che trasportano nei sacchi in spalla e questi letteralmente impazziscono. Le parole sono incomprensibili ma i toni e le facce parlano chiarissimo. Uno viene preso di forza e portato in una stanza sul retro. Mi aspettavo un’esecuzione capitale davanti a noi ma per fortuna non abbiamo visto sangue.
Drago e sempre più disperato per il suo passaporto. Teme che sarà ritrovato fra qualche anno dalla CIA in un covo di terroristi. Non può neppure tornare indietro perché gli servirebbe per rientrare in Turchia. Comincia anche lui ad alzare la voce con i fixer e i doganieri. Inutilmente gli suggerisco di stare calmo. Verso le 14:00 qualcuno decide che a quell’ora il mio carnet non è più un falso come lo era al mattino. A me ed Emanuela ci danno semaforo verde, ci riconsegnano i passaporti e ci dicono “you can go”. A quel punto Drago impazzisce e comincia a piangere a 40 anni come un bambino. Poi scompare negli uffici decidendo che se lo troverà da solo.
Quando stiamo per accendere la moto finalmente ritrovano il suo passaporto. È dimagrito 10 kg e quindi alla fine è stato un bene anche per lui.
Sono certo che per noi turisti è tutto un film e guarda caso le cose si risolvono quando si avvicina l’orario pomeridiano di chiusura ed il cinematografo riapre il giorno dopo. Premunitevi di panino ed acqua e, se avrete intoppi, attendete fiduciosi perché nessuno vuole impedirvi di entrare ma solo darsi un tono e farvela pesare un po’. Quasi certamente è tutto orchestrato in modo che il fixer possa farvi intendere che vi abbia risolto lui chissà quale casino affinché non esitiate a pagarlo di più. Certamente dividerà l’incasso giornaliero con i doganieri perché ovunque “pesce grande mangia di più di pesce piccolo”
Anche questo è parte dell’avventura. Se vi mette ansia, invece che in Iran suggerisco di valutare di andare un mese in Molise. Sono di quelle parti e se volete posso farvi io da fixer.

Finita la fase passaporti-carnet, facciamo l’assicurazione RCA ( vedi primo post) e possiamo finalmente attraversare il cancello di uscita. Ora è davvero fatta. Siamo in Iran.
Percorro qualche km per allontanarmi dal delirio e cerco un primo posto dove sostare liberi e metabolizzare le ultime 5 ore surreali. Ci fermiamo in un piccolo negozio e compriamo bibite, frutta e poco pane .
Come l’ing. Cane ho il portafoglio strabordante di millemilionidimiliardi di Rial ma quando faccio per pagare….” No No No!! Free ! “ E’ solo il primo di una lunga inaspettata serie.
Vorremmo guardarci intorno , vorremmo scattare foto ma capiamo che il tramonto si avvicina e Kandovan non è ora così vicino. E quindi ricomincio a tirare ma rapidamente mi rendo conto che questo non è più possibile. Qui asfalto e stile di guida folle richiedono attenzione massima. In un attimo la Turchia ti sembra ti sembra la Svizzera.
Arriviamo a Tabriz di notte. È tardi e lo Zumo, per raggiungere Kandovan ci fa attraversare dentro la città.
Il traffico è assurdo. Mi ci vorranno alcuni giorni per prevedere le cose inimmaginabili che sono capaci di fare ma ora sono a zero e devo guidare totalmente concentrato.
Alla fine usciamo dalla città e la strada comincia a salire. Vorremmo vedere i paesaggi ma oramai è notte. Il freddo aumenta e gli ultimi 5 km li facciamo pure sotto la neve. Arriviamo a Kandovan con 1 grado e a quel punto sacrifico le mani per un breve video https://youtube.com/shorts/NC9OMVrRAEM

Giornata incredibilmente lunga. Arriviamo al Laleh Rocky Hotel e sotto la neve ci arrampichiamo con le borse fino alla camera. Suite meravigliosa con vascone/piscina idromassaggio che ci si sta in 4. Ringraziamo Maometto ed il mio amico. Cena rapida in hotel e ci tuffiamo in acqua calda per risorgere.
Il Laleh hotel sa un po’ di ricostruzione hollywoodiana. In parte è scavato nella roccia e parte in finta costruzione ma è di notevole scicco. A Kandovan è quasi obbligatorio e non è che abbia visto molte altre alternative. Ci sono anche case tradizionali in affitto in cui ci sarebbe piaciuto andare ma, visto il momento polare, il vascone di acqua calda lo benediremo per anni.


Laleh hotel. Le camere sono dentro le rocce.


8° gg - 4 maggio : Kandovan - Zanjan - 352 km
Finalmente abbiamo finito di rincorrere i km e da oggi cambia il passo e possiamo visitare l’Iran.
Ci svegliamo con calma e passeggiamo per Kandovan. Le rocce assomigliano a quelle della Cappadocia ma la vera differenza è che questo villaggio è ancora autentico e abitato da autentici personaggi. In questo senso vale la pena vederlo. Per strada siamo gli unici due turisti.









Ripartiamo con per Zanjan.

Rifornimento di frutta secca lungo la strada.

A circa 240 km da Tabriz usciamo dalla freeway per addentrarci fra le bellissime rocce dell’arcobaleno



Si tratta di formazioni rocciose particolarmente colorate e ci si diverte un po’ con la moto su un facile sterro.
Vi agevolo le coordinate Gmaps 37.13090, 47.58991 . Puntano all’inizio dello sterro. Dalla Freeway in direzione Zanjan, uscite sulla piazzola sterrata a destra e tornate indietro per scendere nel sottopasso e riemergere dal lato opposto della freeway. Da li proseguite: Ci sono sicuramente altri punti da cui poter uscire ed addentrarsi . Programmate almeno un’oretta di giro. Avendo una tenda è anche un bel posto per wild camping.

Proseguiamo per Zanjan. Alloggiamo al Dadaman traditional hotel. Bella dimora tradizionale.


La moto per la notte me la fanno parcheggiare dentro la moschea di fronte .

Bellissima cena tradizionale nel caravanserraglio di Zanjan.
Mangiamo sui tappeti e siamo subito coinvolti in conversazioni sull’Iran. Sempre divertente vedere le facce quando diciamo che siamo arrivati in moto.






Totale per la cena 2 milioni e mezzo di rial = 5 euro .

Gran bella giornata. Siamo felici e non è che l’inizio.


9° gg - 5 maggio: Zanjan - Teheran - 346 km
Zanjan è una piccola cittadina fra Tabriz e Teheran. Fra le cose da vedere c’è sicuramente l’antico bazar risalente al 1700 con le volte in mattoni rossi e con piccole moschee e hammam interni.
Purtroppo è venerdì e tutte le botteghe, ma proprie tutte, sono chiuse. Siamo soli nei corridoi completamente vuoti. Si sentono solo i nostri passi e l’atmosfera risulta molto suggestiva.



Poi visitiamo il Rakhtshooi Khaneh . E’ un edificio con un sistema idrico creato il secolo scorso per fornire acqua ai lavatoi sotterranei della città cher potevano essere utilizzati dalle donne con ogni condizione metereologica. Interessante.

Questa è una scena ricostruita con i vestiti dell’epoca.
Vediamo anche il museo delle mummie di sale.

Quindi torniamo a prendere bagagli per ripartire verso Teheran.
Riprendo la moto che mi hanno fatto parcheggiare dentro la moschea, luogo che tutti immaginiamo di massima sacralità religiosa per gli iraniani. A quanto pare per l’Islam il GS è altrettanto sacro.
https://youtu.be/qSAtLaMhbys

Alla fine Zanjan si è rivelata un buon punto tappa, se torna comodo secondo il vostro planning, ma non lo classificherei fra i luoghi imperdibili.

A Soltanyeh, una 40 di km dopo Zanjan, si trova il mausoleo di Oljaytu. È uno dei numerosi siti Unesco dell’Iran che avremmo voluto vedere. Non ci punto il navigatore perché vedo che è lungo la strada ma poi, distrattamente, non me ne accorgo e salto l’uscita . Quando realizzo, sono troppo avanti per tornare indietro. Peccato. Dalle foto sembrava bello da vedere. Potrebbe essere una scusa per tornare in Iran.

Continuiamo sulla freeway e sento sfrecciare un missile ultrasonico che quasi non lo vedo. E’ un GS che si ferma più avanti. Eh si, è proprio lui …Drago, l’unico motociclistica Europeo incontrato in Iran

A quanto pare ha già ripreso i 10 kg persi in dogana.
Ci informa che viaggia a 190 km/h di media e che sarà a Teheran in ora. Non ci penso proprio a rischiare la moto e la vita e ci salutiamo di nuovo. Proprio non lo invidio a pensarlo per 10 giorni da solo dietro al torpedone dei suoi amici.

Abbiamo ancora tempo e ci fermiamo a Qazvin per visitare il caravanserraglio Saad al-Saltaneh.
Parcheggiamo la moto davanti ad una gelateria dove chiediamo se gentilmente possono tenerci caschi e giacche per non stare a legare tutto. L’anziano proprietario è lieto di farlo. Mangiare 2 gelati ci pare il minimo per la cortesia ma quando cerco di pagarglieli non ne vuole sapere di prendere il denaro..

Entriamo nel caravanserraglio. Costruito in epoca Qajar, è stato recentemente ristrutturato e tirato a lucido. Molto grande, pieno di cortili interni con giardini, bar, fontane e negozi di un certo lusso in un contesto antico. Forse un architetto o uno storico potrebbero eccepire sulla conservazione dello stile originale del monumento ma, per noi che non ci formalizziamo, è risultato bellissimo. Se siete in zona, è un must to see.








Torniamo alla moto che per la prima volta abbiamo lasciato in strada e troviamo un comitato di accoglienza.
Varie persone sono intorno alla moto con il gelataio, stupefatti di vederci lì con la moto dall’Italia.
Foto, sorrisi, saluti, scambi di telefoni, inviti a casa diventeranno la regola ad ogni sosta ma questa per noi è la prima volta che ci capita e siamo meravigliati e contenti di prestarci al rito.
Col passare dei giorni la cosa comincerà a trasformarsi in un’abitudine ed a volte in una seccatura ma la gentilezza degli iraniani è talmente disarmante che sarà sempre impossibile negarsi o mostrarsi infastiditi.






Continuiamo verso Teheran dove saremo ospiti del mio amico Yavar. Mi ritrovo in ingorghi colossali per entrare in città. A fatica riesco a trovare gli spazi per passare con lo moto.

E’ venerdì sera e tutti rientrano in città. Di Teheran ne avrei fatto volentieri a meno ma mi fa molto piacere rivedere Yavar ed inoltre dobbiamo rimborsagli tutti gli hotel.
Lo Zumo con le mappe Osm fa splendidamente il suo lavoro e ci porta senza errori a destinazione anche fra strade dal nome illeggibile ed impronunciabile.
Yavar ama cucinare e ci ha preparato una cena da matrimonio napoletano con un sacco di squisiti cibi tradizionali.

Al mattino non c’è fretta e possiamo bere di tutto . Gran bella serata assieme alla sua famiglia ed altre amiche che, potrete notare, in casa vestono senza doversi coprire.
Ancora un’ altra giornata entusiasmante.



Stop per oggi. Devo cercare di cambiare passo perché mancano ancora altri 12 in Iran ma le foto e i ricordi sono davvero tanti.


Episodio successivo al post #56
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Attuale R1250GS 2019. Ex R1200GS bialbero; R1100GS.

Ultima modifica di tirzanello; 24-02-2024 a 21:02 Motivo: correzioni
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