Giorno 6
Il riad è confortevole e riusciamo a farci il bucato per bene; la passeggiata della sera prima sulle dune al tramonto ha dato un tocco di magia in più.
Partenza presto, verso sud ma non per seguire il consiglio di Fagot

, dopo pochi km risaliamo per piste verso il lago di merzouga. Il lago non c'è ma troviamo un cimitero di cammelli!
Ritorniamo sull'asfalto e percorriamo la valle dello Ziz per puntare al Cirque du Jaffar.
Mentre saliamo a Midelt , ci accorgiamo che diluvierà... chiediamo informazioni, un locale si prodiga a chiamare al telefono amici per sincerarsi sulla strada e, immancabilmente, ci vuole vendere qualcosa, invitandoci nel suo negozio (che se non sai dov'è non lo vedresti mai). Contrattiamo duro nello scantinato pieno di orpelli e ne usciamo con una pashmina in seta, braccialetti e qualche centinaio di dirham in meno.
Arriva un tedesco in sella ad un teneré 700 con gli artigli più lunghi dei raggi: ha appena fatto il jaffar, strada crollata, ha percorso l'oued per lungo, ci fa vedere il video. Il mercante arriva a confermare il tutto, comincia a piovere.
Cambio piano: passiamo la foresta dei cedri a 10-11gradi sotto la pioggia, vediamo una sola scimmia sconsolata a bordo strada. Tra trasporti improbabili che quasi si ribaltano dal vento, giungiamo a Ifrane (paesino che non c'entra nulla col Marocco, sede di una università internazionale, la chiamano la svizzera del Marocco). Siamo fradici e intirizziti, decidiamo di puntare a Fes... sbaglio a prenotare e ci ritroviamo in un riad a 20km di distanza dalla medina. Ma è carino e ci organizza un trasporto, o meglio ci organizzano la serata: scorta per viette tipiche, poi in un ristorante troppo lussuoso per i nostri standard: "qui ci spennano!" è il primo pensiero ma la guida ci rassicura. Con 15 euro a testa mangiamo.
Surreale la medina by night sotto scorta.


