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Originariamente inviata da marcy63
Sono d'accordo che le regole sono regole, però come dici sempre tu Blade, queste cose hanno un po' di "motociclismo epico dei vecchi tempi".
correre a petto nudo, con la tuta che si gonfia, pur riconoscendone la pericolositÃ* in caso di caduta, fa diventare il pilota un "eroe" che lotta contro il destino avverso.
Al posto di Ducati e Suzuki sarei stato zitto. IMHO
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A me piace quel ragazzo, con Morbido e Pecco ha portato una ventata di freschezza ai massimi livelli della MotoGP, ma ci sono limiti che non vanno superati. A parte che già solo per aver aperto la tuta (perchè questo secondo me è successo salvo smentite) per levare il chest protector (che probabilmente si era spostato e gli dava fastidio) ed averlo lanciato via ha messo potenzialmente a rischio altri piloti ed andava fermato immediatamente, bellissimo l'accostamento all'idea dell'eroe che lotta contro il destino avverso, ma se inizi a lasciare passare in cavalleria cose come questa poi non sai dove vai a finire. Ricordo di essermi esaltato ai tempi al quasi giro di pista su tre ruote di Gilles Villeneuve dopo un contatto (con la quarta persa in velocità e schizzata chissà dove lungo il circuito) ma a parte la coreografia del gesto sportivo in termini di sicurezza non fu certo un esempio, ma allora ci si guardava molto meno. Oggi è diverso.