La situazione di mercato impone scelte drastiche, l’attuale bilancio non è sostenibile.
Non capisco nemmeno io perché, una volta vinto un titolo, i cinesi non abbiano venduto: sarà difficilissimo creare valore d’ora in poi con i ridimensionamenti prospettati e prevedo perdite future molto maggiori di quante ne avrebbero realizzate nell’immediato.
Conte ha vinto, ha creato identità di gruppo, ha valorizzato giocatori, ha spinto tutti oltre il proprio limite. Conte è un vincente, gli va riconosciuto. E vuole continuare a competere al meglio, non accetta di rinunciare ad alcuni elementi che ritiene fondamentali, mentre invece uno o due giocatori verranno necessariamente ceduti per creare plusvalenza e sistemare il bilancio disastrato da questi due anni assurdi (solo di incassi per lo stadio mancano 65 milioni quest’anno… pensate un po’ che impatto devastante!).
Conte ci ha fatto vincere dopo 11 anni, è uno dei nostri, grazie per sempre.
Si va avanti con prospettive ridimensionate, bisogna capire come la vivranno i giocatori che restano e come accoglieranno il nuovo mister, che da noi storicamente viene messo in croce in fretta a furia.
Prevedo altri 11 anni bui, di sconfitte amare e di disastri organizzativi, ma abbiamo visto che dopo la tempesta può tornare il sole.
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Mi è rimasta una Vespa 150 Sprint del 1969
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