Discussione: Morte sul Bracco
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Vecchio 06-05-2021, 13:57   #8
aspes
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per fare una ulteriore chiosa, ci sono a mio parere due livelli di esperienza e capacita'.
Uno e' quello ragionato, che puo' essere pure metabolizzato con i corsi eventualmente, ovvero impostare bene le traiettorie (non per fare il tempone, ma per la sicurezza, il che puo' benissimo voler dire traiettorie diverse!!!) .QUesto effettivamente viene dall'esperienza ma essendo per l'appunto una cosa che avviene in tempi lunghi per il cervello i corsi possono certamente andare bene, se non dicono cose che gia' si sapevano (e spesso e' cosi').
L'altra e' la questione in "banda passante stretta", ovvero tempi di reazione e manovra istintiva. Oltre una certa soglia tutte le azioni sono automatiche e non frutto di ragionamento. Il corpo si comporta da macchina meravigliosa quale e', con tutti i suoi sensori e tutti i suoi attuatori. QUi se uno e' sempre andato piano e' completamente tagliato fuori. La capacita' di reazione viene dalla velocita' a cui si e' abituati a reagire, dalla "banda passante" dei nostri regolatori in anello chiuso . Chi si intende di regolazione sa cosa intendo.
Voglio fare un esempio concretissimo.
Ho fatto almeno 15 anni di fuoristrada prima di passare alla strada nel 1990.
Ero abituato a guardare in terra a pochi metri davanti la ruota, per schivare gli ostacoli o preparare il corpo ad assorbirli. TUtte le reazioni erano automatiche ma le velocita' erano praticamente sempre sotto i 70 -80 km/h !
Andando su strada e guidando in quel modo ero incerto e poco fluido.
Poi qualcuno mi insegno' che bisogna guardare il piu' lontano possibile. Se entri in curva devi guardare l'uscita. Improvvisamente tutto cambio'. Andavo piu' veloce, sciolto e sicuro.
Tecnicamente ho intuito che davo piu' tempo al cervello per elaborare le informazioni visive, per cui il suo tempo di reazione diventava adeguato alla velocita' piu' elevata. Prima lui reagiva per i 70 km/h in maniera frenetica elaborando informazioni inutili, l'asfalto non cambia ogni 3 metri come un tracciato fuoristrada. Le asperita' non avevano piu' importanza ma diventava importante la traiettoria.
Ora, dopo questa papardella ....se si comicnia a d andare piu' piano la parte ragionante resta intatta, la parte automatica purtroppo andra' scemando perche' non piu' allenata.
A tutti capita di essere impacciati dopo un po' che non si va in moto.
Come chiosa quasi umoristica....il mio dirimpettaio di scrivania, con cui vado in moto da anni, ogni tanto a sorpresa mentre mi vede scrivere al pc, mi lancia una caramella.
La vedo arrivare con la coda dell'occhio e immancabilmente la acchiappo al volo e lui ci viene matto....la moto e' sempre un bell'allenamento per i riflessi
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