Quote:
Originariamente inviata da cosimo
annullando l'effetto negativo tipico degli schemi suddetti, ossia la totale assenza di feedback delle sosp in certi frangenti, staccata in primis.
|
Sono apertissimo alle innovazioni tecnologiche e non ho nessun pregiudizio. Poi ritengo che per una guida stradale
normale non ci siano differenza siderali tra un sistema e l'altro se il pilota ha un minimo di voglie e attitudine ad adattarsi.
Pero' andando nel tecnico non credo sia cosi' semplice. E quanto segue non deve essere inteso come l'ennesimo confronto per dire cosa è meglio.
Il vantaggi del telelever non sono solo nella gestione della compressione dell'amortizzatore (l'unico aspetto in cui l'evoluzione delle idrauliche puo' compensare) ma anche e forse sopratutto dal comportamento geometrico, dal percorso che fa la ruota e questo non si puo' simulare eletronicamente nè con sistemi complessi di lamelle dentro al'idraulica.
La questione non è
evitare la compressione della forcella, per quello basta indurire certo, la questione è
consentire la compressione senza stravolgere la geometria della moto.
Il sistema perde di competitività solo in uso sportivo e cioè vicino al limite poichè si, è piu' difficile percepire cosa sta succedendo la sotto, sopratutto se si è abituati ad altro.
Al momento che io sappia le "event-based" non intervengono ancora modificando la resistenza durante un singolo evento. La singola buca la prendi con idraulica aperta o chiusa a seconda dell'mpostazione che in quel momento il sistema ritiene opportuna. Ma non è che nel corso di una singola compressione riesce a capire quanto è profonda l'irregolarità della strada e resta aperta per due cm per poi irrigidirsi nella escursione rimanente. per fare questo ci vorrebbero laser e radar che misurano la strada e le sue irregolarita mm per mm davanti alla moto.
Infine va considerato che un ammortizzatore even-based teoricamente puo' essere montato e opportunamente tarato anche per il telelever. Cosi' a pelle, due is megl che one (da verificare).