Ho due figli di 20 e 16 anni molto indipendenti ma della moto non è mai importato alcunché a nessuno dei due.
Quando avevo la loro età, 30 anni fa, la moto era un modo per espandere gli orizzonti, per spostarsi oltre a quanto non consentissero i mezzi pubblici, per viaggiare, anche perché le alternative era proibitive.
Oggi le alternative sono maggiori, tra compagnie aeree low cost e B&B, i ragazzi viaggiano ben oltre a dove potevo arrivare io con un 125 (chi ricorda il malanca sc?) o il tenere 600, specie nel WE.
I miei due asini (e i loro amici strampalati e frikkettoni) poi fanno anche un discorso di ecosostenibilità: perché usare moto/macchina quotidianamente impestando l’ambiente quando posso muovermi in bicicletta o con i mezzi pubblici?
Ma questo vale forse solo nelle grandi città e certamente ad una età dove il timing è scandito solo dall’ormone urlante - ma non è certo quello isterico della produttività di noi altri adulti.
Ecco forse perché ai ragazzi di oggi manca la passione per la moto.
Ma concordo appieno anche con qualcuno che sopra ha scritto che ai giovini di oggi le passioni mancano proprio del tutto.
Quindi ecco perché non li troviamo (neppure) nei concessionari BMW, oltre ai tanti motivi raccontati sopra.
Ma, del resto, se mi fermo al Gavia o al Tonale, l’età media dei motociclisti è ancora più vicina ai 40/50 che non ai 20/30, a prescindere dal tipo di moto con la quale sono arrivati.
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