Visualizza un messaggio singolo
Vecchio 13-02-2020, 14:11   #14
Antonio Tempora
Mukkista
 
L'avatar di Antonio Tempora
 
Registrato dal: 12 Nov 2002
ubicazione: Roma
Messaggi: 951
predefinito

COMMENTO AL VIAGGIO

Un anno di preparazione, spese per attrezzare la moto per un viaggio di circa Km.20.000, corsa tra le Ambasciate di Iran e Turkmenistan per i visti d’ingresso, ritardo della partenza per le condizioni metereologiche di un inizio Estate condizionato da pioggia e freddo e soprattutto l’angoscia per la decisione del Governo Iraniano di applicare il divieto d’ingresso a moto ed auto di grossa cilindrata come non avevano fatto per il nostro viaggio in Iran nel 2017.
Con la moto stracarica ed appesantita come non mai per le taniche di benzina necessarie in Uzbekistan (dove la benzina è difficilmente reperibile e spesso solo al “Mercato Nero”) siamo finalmente partiti per un viaggio impegnativo e che per la prima volta ci avrebbe tenuto lontani da casa e dalle abitudini quotidiane per quasi 3 mesi facendoci preoccupare più per la stanchezza mentale che per quella fisica.
Come previsto e temuto non siamo riusciti a passare la frontiera con l’Iran e tutto il viaggio in Asia Centrale è saltato facendone nascere un altro che però si è rivelato comunque bello e memorabile.

La moto si è comportata benissimo ed a fine di un viaggio di circa Km.10.000 ha quasi raggiunto la “veneranda” età di Km.190.000 in 14 anni.
Nonostante il peso e l’ingombro della struttura porta taniche e delle taniche, la moto ci ha portato per circa Km.2.000 fino a Samsun con pioggia, freddo ed anche un breve tratto di strada interrotta, senza difficoltà.
Quando poi l’abbiamo liberata da una modifica rivelatasi sbagliata, Diavolina si è confermata una moto eccezionale.
A pieno carico, con gli ammortizzatori revisionati e calibrati prima della partenza, ci ha condotto in piena sicurezza per tutto il viaggio comprese le strade Armene il cui fondo stradale era contraddistinto da buche, crepe, dossi, asfalto usurato quando poi la strada non risultava interrotta per lavori in corso rendendo il tragitto, come quello in uscita dalla frontiera Armenia-Georgia, più impegnativo che mai.
Nessuna rottura, nessuna foratura, consumo d’olio quasi nullo, pneumatici Metzeller Tourance al solito ottimi con un battistrada residuo a fine viaggio che presentava ancora ampio margine d’usura.

La Georgia ci è piaciuta moltissimo, peccato non essere stati nello Svaneti per le avverse condizioni metereologiche (potrebbe essere una buona occasione per tornarci), ma Tiblisi, la Strada Militare Georgiana e le sue mete da visitare, Vardzia, il cibo, il vino, la simpatia della gente le strade in buone condizioni ed in continuo ammodernamento fanno della Georgia una meta consigliabilissima per ogni viaggiatore motociclista.

Dell’Armenia non abbiamo potuto cogliere l’aspetto migliore per le pessime condizioni delle strade che hanno sconsigliato di raggiungere le mete previste per mantenere integra una moto che avrebbe dovuto affrontare un lungo ed impegnativo viaggio.
Il Monastero di Tatev e la sua funivia, la strada per raggiungerlo, l’albergo a conduzione familiare dove abbiamo soggiornato mangiando il fantastico ed abbondantissimo cibo cucinato dai proprietari (per non parlare della Vodka a 60° prodotta in casa!), la strada fino al confine con l’Iran con i suoi tornanti ed i due passi ad oltre 1500 metri di altitudine con freddo, pioggia e nebbia all’andata e sole al ritorno che ci ha fatto ammirare finalmente i suoi splendidi panorami, rimarranno un ricordo indelebile.
Yerevan, città non bella ed interessante come Tiblisi, è stata una sosta piacevole per il comfort di un albergo dalla la cui terrazza si godeva lo spettacolo della vista del Monte Ararat, con uno staff che ha reso il nostro forzato ritorno dalla frontiera Iraniana, il giorno del compleanno di mia moglie Lilli, un piacevole inizio per un nuovo viaggio diverso da quello programmato.

La Turchia, visitata per la sesta volta, ci ha stupito di nuovo per le sue mete storiche e paesaggistiche visitate per la prima volta, come la incredibile ed affascinante Goblekitepe e la splendida Sagalassos, per la malinconia di Hasankeyf, che presto finirà sommersa dalla nuova diga in costruzione, per il fascino della Cappadocia (visitata per la quarta volta e dove ancora una volta il nostro amico Suha ci ha ospitato nel suo splendido Cave Hotel di Urgup) e di Pamukkale, così diverse dopo 14 anni dalla prima visita ma sempre mete imperdibili in un viaggio in Turchia così come il Lago Van con i suoi colori iridescenti e lattiginosi e tutta la parte “Anatolica” di questo splendido paese.
La sosta a Fethiye ci ha permesso di ritornare in un albergo dove dal 2004 ci sentiamo a casa, di riabbracciare in nostro amico fraterno Paolo e la sua famiglia e di fare i primi giorni di “Vacanza al Mare”.

Della Grecia cosa dire se non che oramai è diventata una meta di “Vacanze al Mare” imprescindibile per la bellezza delle sue coste, specie nella parte “continentale”, meno turistica ed anche per questo più bella, per la gentilezza ed ospitalità dei suoi abitanti (“Italiani-Greci una faccia una razza” è molto di più di un semplice modo di dire!), per la genuinità ed il sapore del cibo e non ultimo per importanza per l’economicità dei prezzi.
Tornare anno dopo anno nei luoghi e negli alberghi dove si è soggiornato in precedenza ti fa sentire non semplici turisti ma membri di una comunità che ti riconosce e ti saluta quando passeggi per le strade e fai acquisti nei negozi.
L’Hotel Victoria e Kala Nera sono più che un luogo di villeggiatura una “seconda casa” dove trascorrere vacanze rilassanti e piacevolissime.
Arrivarci in moto è un pretesto per percorrere tragitti sempre diversi e di conseguenza piacevoli e ricchi di nuove scoperte di paesi, spiagge, panorami e sensazioni sempre più piacevoli tanto da far trascorrere le lunghe giornate invernali nel desiderio di tornarci.

Mia moglie Lilli ancora una volta, specie nelle difficoltà dovute al meteo caratterizzato da pioggia e freddo e dalle pessime condizioni delle strade Armene, si è confermata più di un compagno di viaggio: un vero e proprio co-pilota in grado di darmi assistenza, morale e pratica, nei momenti di difficoltà che caratterizzano ogni viaggio impegnativo come questo.
I tanti anni ed i tanti kilometri sul sellino posteriore delle nostre moto, almeno 250.000, hanno lasciato il loro segno.
Le strade sterrate, i ripidi tornanti di montagna, le deviazioni non programmate magari su strette strade poco frequentate, non sono più di suo gusto e danno origine a decisi rifiuti a percorrerle salvo poi affrontarle, quando la necessità lo impone come nel caso della entrata-uscita dall’Armenia, con decisione e condivisione.
Quello che conta è che una volta tornati a casa la visione di foto e video non provochi un rifiuto dell’idea di un nuovo viaggio verso mete impegnative ma la voglia di affrontarle di nuovo.

Stare lontani da casa per così tanto tempo è stata un’esperienza che, quasi sicuramente, non riproveremo.
Le abitudini acquisite col passare degli anni, 65 anni io e 66 Lilli, si fanno sentire e l’ultima settimana di vacanza, con il tempo che nella prima settimana di Settembre ci regalava ancora splendide giornate nella quasi solitudine della splendida spiaggia di Rodya a Kala Nera, ci faceva sentire ogni giorno di più la voglia di tornare a Roma per ritrovare il piacere del nostro letto, del nostro cuscino, del nostro bagno, del telecomando del televisore con tutti i suoi canali con cui fare “zapping convulsivo”, dei nostri amici e parenti e delle passeggiate in giro per una città che pur ferita dall’incuria e la “monnezza” rimane sempre splendida.

Gli anni passano ma la voglia di viaggiare in moto no.
Magari non saranno più viaggi impegnativi come quelli affrontati in questi anni: Namibia, Libia, Marocco, Siria e Giordania, Iran…
Ma la fantasia ed il desiderio non si possono fermare, ogni documentario, report di viaggio, rivista di viaggi, concorrono ad alimentare un sogno che si vuole prima o poi tradurre in realtà.
Chissà che anche il viaggio in Asia Centrale, che non abbiamo potuto affrontare per questioni burocratiche non dipendenti da noi e successivamente risolte, non diventi in futuro un’occasione per un nuovo “report di viaggio” da condividere per chi, come me, ha la passione dei viaggi in moto.
Come nella poesia che fin da ragazzo ho sempre fatto mia come fonte d’ispirazione:

“Ama il tuo sogno
Ogni inferiore amore disprezzando,
Il vento ama
Ed accorgiti qui
Che i sogni solo possono esistere veramente ,
Perciò in sogno a raggiungerti m'avvio.”

Ezra Pound (1885-1972)

Auguro ad ognuno di raggiungere la meta sognata qualunque essa sia.

Vi ringrazio della pazienza avuta nel leggere questo racconto di viaggio e vi lascio con il suo riassunto visivo sulle note e voce di Prince nella sua “Gold”
Buona Strada a Tutti

[YT]https://www.youtube.com/watch?v=h8qoJ228eac&t=16s[/YT]
__________________
Antonio Tempora
"Ama il tuo sogno ogni inferiore amore disprezzando" - Ezra Pound
Antonio Tempora non è in linea   Rispondi quotando