Visualizza un messaggio singolo
Vecchio 26-01-2020, 21:24   #37
Antonio Tempora
Mukkista
 
L'avatar di Antonio Tempora
 
Registrato dal: 12 Nov 2002
ubicazione: Roma
Messaggi: 951
predefinito

07/08 – 08/09
Limni – Kala Nera – Hotel Victoria
Km.160 Tempo in Moto H.2,44 Media Kmh.58,20
Vacanza a Kala Nera




Sveglia alle 07,00, preparo la colazione, ci vestiamo e cominciamo a preparare la moto per la partenza.
Io sposto Diavolina dal parcheggio al chiuso per portarla sulla strada dove comincio a caricare le borse portate da Lilli giù per le scale dalla nostra stanza al primo piano.
Siamo ancora più carichi non solo per le cose comperate qui a Limni, oltre a quelle di Fethiye, ma anche per le marmellate di Antje, il vino che ci ha regalato Stefanos che ci è venuto a salutare con la fidanzata prima della partenza, ma soprattutto per l’insalatiera di plastica verde “ramarro” usata anche per condire la pasta messa in cima alla borsa con sotto un bel rotolo di carta Scottex acquistato che Lilli non ha voluto lasciare, salutiamo i nostri padroni di casa, i vicini con cui abbiamo fatto amicizia e partiamo alle 10,00 che fa già caldo riuscendo ad evitare il traffico mattutino ed uscendo da Limni attraverso le sue strette strade che possono rivelarsi difficoltose da percorrere in salita con il traffico di mezzi commerciali che scaricano la merce nei vari negozi.
Percorriamo la strada fino all’imbarco per il traghetto ed alle 11,00 sbarchiamo a Glyfa.
Lo scorso anno eravamo arrivati sul continente percorrendo la dorsale di Evia con una bella strada tra i boschi, saliscendi sul tratto montano fino al ponte che collega questa che è la seconda isola della Grecia con l’Attica.
Il percorso è bello ma lungo e vale la pena farlo se si vuole visitare il SUD di Evia, con meno alberi ed ancora più soleggiato, per poi magari dirigersi verso Atene, il Golfo di Corinto od il Peloponneso.
Se si vuole visitare il Pelion o la Penisola Calcidica il traghetto per Glyfa fa risparmiare un sacco di tempo.
Quando arriviamo a Volos, da cui partono i traghetti per le Isole Sporadi di cui consiglio vivamente Alonissos, la più lontana e meno frequentata delle due, Skyatos e Skopelos, rese celebri dal film “Mamma Mia” ed affollate di turisti che sbarcano direttamente nell’aeroporto internazionale di Skyatos, prendiamo per la prima volta la “Tangenziale” che, evitando il traffico di questa vivace cittadina famosa in Grecia per i suoi locali dove si beve lo “Tzipouro” e dove soggiornammo al ritorno del nostro primo viaggio in Turchia nel 2004 scoprendo le bellezze della Penisola del Pelion, immette sulla strada litoranea OVEST della penisola portandoci rapidamente alla nostra meta di vacanze di mare dal 2013: Kala Nera e l’Hotel Victoria







https://www.youtube.com/watch?v=h0JabJMyz2g

La scoperta dell’Hotel Victoria è stato il coronamento del mio sogno di vacanza di mare in Grecia.
Nel 2013 eravamo partiti ad Agosto per una vacanza in Grecia attraverso l’Albania (raggiunta con il “traghetto dei disperati” Brindisi-Valona), il Peloponneso (Koroni-Porto Kagio-Elafonissis), per poi raggiungere la penisola del Pelion e soggiornare sulla Costa Ovest che avevamo ammirato nel 2004, di ritorno dal primo viaggio in Turchia, girando tutta la penisola in un giorno durante la sosta di due notti a Volos.
In un articolo della rivista Bell’Europa dei primi anni 2000, rivista che colleziono con Bell’Italia dal primo numero, erano magnificate le bellezze di questa penisola con un monte su cui d’inverno di può praticare lo sci, coltivazioni di frutta tra cui famose le mele, fiori e piante medicinali che ne fanno un vero “Giardino Botanico, spiagge sabbiose ma esposte al “Meltemi” sul lato EST la cui costa frastagliata è raggiungibile da strette e tortuosissime strade che scendono dalla dorsale che attraversa la penisola, paesini dalle tipiche casette in pietra e tetti ricoperti da tegole dove si gustano i piatti più genuini di carne e pesce, coste ricoperte da ulivi che arrivano a lambire le piccole spiagge di ciottoli della costa OVEST, la punta della penisola con il piccolo e caratteristico paese di Trikeri i cui abitanti hanno sempre vissuto di pesca.
Fare sosta in uno qualunque dei paesi di questa penisola e girarla in moto alternando gite escursionistiche e relax in riva al mare fanno del Pelion una meta piacevolissima per una vacanza in Grecia lontano dalle folle delle località, soprattutto insulari più note e frequentate.
Certo non è per vacanzieri in cerca di divertimento notturno tipo Ibiza o Formentera, ma la sera comunque i locali dei paesi più frequentati, come Kala Nera si animano con taverne e locali che offrono cibo, drinks e musica non solo ai villeggianti ma anche ai cittadini della vicina Volos.
Quando nel 2013 eravamo partiti avendo come meta finale il Pelion non avevo fissato un paese dove sostare, mi ricordavo di un paesino sul mare dove avevamo fatto sosta per un drink e ci era piaciuto nel 2004 ma non ricordavo il nome, quando vedo un’indicazione che nel tratto della litoranea che corre all’interno riporta sulla costa mi butto dentro il paesino di Kala Nera che in Greco significa "Buona Acqua”.
Siamo nella settimana che precede il Ferragosto, per me è essenziale trovare una camera con la vista sul mare e possibilmente quasi di fronte al lungomare ma il posto è affollato e tutte le sistemazioni migliori sono già occupate.
Ci diamo quasi per vinti e decidiamo di lasciare Kala Nera per cercare un altro posto lungo la costa quando uscendo dal paese ripasso davanti ad un albergo proprio all’ingresso della località, esce un anziano signore che mi chiede “Room?”.
L’albergo, Hotel Victoria, è sulla strada larga solo circa 5 metri poi c’è il mare con una scaletta vicino a due panchine da cui si può scendere in acqua posta proprio davanti all’ingresso.
Io guardo in alto e vedo tre balconi affacciati sul mare, li indico e chiedo se sono liberi, mi dice di sì e lasciata Lilli accanto alla moto seguo Yorgo, il nome del proprietario dell’albergo che mi ha fermato, e salgo al primo piano a vedere la stanza.
Sembra un sogno: letto matrimoniale ed un letto singolo, bagno con doccia pulito, grande frigorifero, armadio, tavolino, televisore piccolo machisenefrega, aria condizionata ma soprattutto un ampio balcone con tavolo in marmo da 4 posti abbondanti ed una vista strepitosa sul mare sottostante ed il Golfo del Pelion.
L’albergo è come uno Studios ma con i servizi di pulizia di un albergo, c’è una piccola cucina al nostro piano dove prepararsi la prima colazione con tutto l’occorrente compresa un Moka, una più grande al piano terra con tutta l’attrezzatura per cucinare e come si vede dalle foto un grande pergolato con i tavoli per sedersi a mangiare.
L’albergo è a gestione familiare, Yorgo è l’anziano proprietario e sta alla piccola reception occupandosi della cassa, sua moglie Katerina che da ragazza faceva la cuoca ad Istanbul e si occupa, in assenza della figlia Victoria convalescente per una malattia, delle pulizie, dello stiro e della cura dei fiori e piante che adornano l’albergo dall’ingresso al giardino interno.
Nel corso degli anni, sono ora 7, l’albergo, che si rivolge per lo più alle famiglie che hanno a disposizione camere con più letti e di conseguenza più grandi della nostra ma all’interno e senza vista del mare, si è ammodernato con un televisore più grande e con schermo piatto in camera, cucina grande comune più attrezzata, servizio più accurato.
Victoria è tornata dalla convalescenza nel 2015 ed è stata una piacevolissima ed utile conoscenza dato che, a differenza dei genitori, parla molto bene l’inglese.
Giovane, simpatica e sposata con due figli, ha per quanto possibile ammodernato i servizi dell’Hotel Victoria che tra l’altro ha un Wi-Fi efficiente.
Naturalmente il prezzo della stanza ne ha subito le conseguenze: €40,00 a notte ad Agosto per la stanza “Vista Mare”!.
La prima cosa che ho fatto nell’Agosto 2013 dopo aver accettato la stanza e preso le chiavi e seguito il consiglio di Yorgo di bere l’acqua del rubinetto perché molto buona, da qui il nome “Buona Acqua” di Kala Nera, è stato mettermi il costume, scendere, uscire dall'albergo, attraversare la strada, scendere la scaletta e tuffarmi in acqua coronando il mio sogno di alloggio dei miei desideri.
Da quella vacanza la routine mattutina è sempre stata la stessa: sveglia alle 07,00, costume da bagno e telo da spiaggia, scesa all'ingresso ed uscita, telo e maglietta lasciata sulla panchina, discesa della scaletta e tuffo in mare per una piccola e rinfrescante nuotatina nell'acqua trasparente e mai fredda dato che, come si può notare dalla cartina, la Penisola del Pelion forma il Golfo Pagaseo che quasi si chiude tra l’Isola di Evia ed il Continente rendendo il golfo quasi un lago con le sue acque quasi mai agitate nonostante una brezza quasi costante che caccia via l’umidità Estiva.



Dopo il bagnetto mi asciugo e con il telo intorno ai fianchi e la maglietta vado dal panettiere a poca distanza dove acquisto il pane ai semi di sesamo appena sfornato, a volte biscotti o ciambelle sempre fatti in casa ed almeno una volta a settimana la buonissima e friabilissima Tiropita (pasta sfoglia ripiena di feta) che il fornaio Yorgo (qui quasi tutti i maschi si chiamano Yorgo e le donne Katerina, pochissimi, come il marito di Victoria si chiamano Adonis che in Greco significa Antonio) fa benissimo.
Dall’anno scorso ho preso l’abitudine di farmi dopo il bagno una passeggiata di circa due kilometri andata e ritorno fino alla fine della lunga spiaggia di sassolini scuri su cui si affaccia Kala Nera.
Ritorno in camera, doccia, di nuovo mi rimetto il pigiamino e vado nella piccola cucina al piano a preparare il caffè e scaldare il latte sui fornelletti a gas messi a disposizione dei clienti.



Nel frattempo Lilli che si è alzata prepara la tavola per la colazione con il succo di arancia, lo yogurt di capra, il miele al castagno del Pelion, marmellata di fichi e di ciliegie, pane appena sfornato.
Tutto all’ombra del primo sole e con lo splendido panorama del lungomare di Kala Nera e del Golfo Pagaseo.




Finita la colazione lascio a Lilli il compito di riassettare la stanza, che viene pulita tutti i giorni con lenzuola ed asciugamani cambiati ogni due, e me ne vado in spiaggia.
Lilli invece aspetta l’arrivo del furgoncino che ad Agosto ogni due giorni vende fichi freschi appena raccolti, un altro motivo per cui amo questo posto: fichi e ciliegie sono i miei frutti preferiti e qui posso togliermi soddisfazioni per tutti e due!





A Kala Nera la spiaggia è molto lunga e ci sono molti stabilimenti, con alle spalle ristoranti o taverne, che offrono gli ombrelloni gratis ai loro clienti che ordinano le consumazioni al tavolo del ristorante o direttamente sotto l’ombrellone, un po’ come in tutta la Grecia fatto salvo per le località turistiche più di moda dove si paga per la sistemazione lungo la spiaggia ma ad un prezzo irrisorio rispetto a quelli praticati in Italia.
Noi abbiamo sempre preferito andare alla spiaggia libera, con la sediolina portata da Roma e l’ombrellone acquistato in loco di dimensione trasportabile sulla moto.
Le porzioni di “spiaggia libera” sono molto larghe, ci sono docce e piccole cabine spogliatoio ed i bar e taverne sono a pochi passi per chi vuole acquistare bibite o snacks.
Questo un video del 21/06/2014

https://youtu.be/jm--8HcVoZY

Dopo due anni che venivamo a Kala Nera un giorno do un’occhiata alle cartoline di un negozio di souvenirs.
Tra il settembre 1973, dopo l’esame di Maturità Scientifica e l’Agosto 1974, quando sono partito a vent'anni per il Servizio Militare, ho girato da solo il Centro Europa in “autostop”.
Quando mi recavo in una località turistica non avendo Guide Turistiche a disposizione guardavo le cartoline nei negozi di souvenirs perché ritraggono sempre monumenti e luoghi da visitare più importanti della zona dove ci si trova in vacanza.
Mentre do un’occhiata alle cartoline che ritraggono le località del Pelion ne vedo una di Kala Nera presa da una diversa prospettiva e che ritrae un’altra spiaggia, a me sconosciuta, poco distante dal nostro albergo.




Compro la cartolina e mi reco in albergo dove Katerina (Victoria non era ancora tornata dalla convalescenza) in Greco ed a gesti mi indica la direzione e la strada da fare per raggiungere la spiaggia chiamata Rodya (melograno).
Sono solo 7 minuti a piedi, si passano altri studios e case con appartamenti vacanza in affitto, un albergo con ristorante sul mare del fratello di Yorgo quindi per un sentierino si entra in un uliveto, di proprietà del demanio militare della marina che qui un paio di volte durante l’Estate viene a fare esercitazioni per le reclute delle “unità da sbarco”, con gli ulivi che arrivano a bordo mare e quindi una piccola ma graziosissima spiaggia di ciottoli con un enorme albero di fico che ha quasi coperto una costruzione diroccata che una volta era un frantoio per le olive.
L’acqua è trasparentissima e calma, ci sono due polle di acqua naturale e fredda che dal fondo vicino alla riva salgono in superficie rendendo ancora più piacevole il bagno.
Pochissimi bagnanti dato che quasi tutti preferiscono la comodità della lunga spiaggia di Kala Nera con i suoi bar e ristoranti mentre in questa non ci sono posti di ristoro e bisogna portarsi acqua ed il sempre presente in mano ai Greci Nescafé Frappé con la cannuccia.
Corro in camera per avvertire Lilli, la porto a vedere quella che ho già soprannominato “Paradise Beach” per poi piantare l’ombrellone in quella che da quel momento sarà la nostra spiaggia per tutto il corso delle vacanze a Kala Nera.
Ogni anno al nostro arrivo, sistemate le borse (Victoria ci tiene nel suo deposito ombrellone e sedioline, sacche con l’attrezzatura da cucina che nonostante la dotazione per gli ospiti io ho ampliato con acquisti di padelle, piatti, bicchieri, tazze…Insomma “come a casa”…E da quest’anno abbiamo lasciato anche vestiti e teli da spiaggia!) e fatto il primo bagnetto sotto l’Hotel Victoria vado subito a Rodya a piantare l’ombrellone in quello che sarà il nostro posto spiaggia per il resto della vacanza.
Non essendoci la sabbia l’operazione di piantare l’asta di un ombrellone non è facile, bisogna scavare un buco togliendo i ciottoli fino a raggiungere la sabbia sottostante, poi piantare l’asta e ricopertala di sassi sostenerla con veri e propri massi trovati lungo la spiaggia e trasportati faticosamente per creare una base solida in caso di vento.



https://youtu.be/wk6SppQL3dU

L’ombrellone chiuso rimane fisso tutta la durata della nostra vacanza senza che mai nessuno lo abbia toccato.
I nostri vicini, abitudinari come noi di questa spiaggia, sono sempre gli stessi, anche loro hanno i loro posti e nel corso degli anni siamo diventati amici facendoci grandi feste quando ci rincontriamo in spiaggia anno dopo anno.



La spiaggia è anche la meta per un gregge di pecore e capre che almeno una volta a settimana scende dalle colline per venire a brucare nell’uliveto, raccogliendo le olive ed i fichi caduti a terra per poi abbeverarsi nelle polle di acqua fresca vicino alla riva con la meraviglia di chi non è a conoscenza della loro presenza che rende un breve tratto di mare vicino alla spiaggia quasi potabile.
Oramai siamo diventati amici del pastore Albanese che parla solo Greco ma con il quale riusciamo a scambiare poche parole felici di incontrarci ogni anno nello stesso posto.





Solo nel giorno di Ferragosto la spiaggia si affolla di turisti sempre per lo più locali ma senza che manchi lo spazio per ognuno per godersi il posto.
Gli altri giorni siamo quasi soli fino a Mezzogiorno quando cominciano ad arrivare i bagnanti che rimarranno in spiaggia fino al primo pomeriggio dato che a Giugno il sole scompare dietro le colline alle 20,00 mentre ad Agosto alle 19,00.
Noi arriviamo in spiaggia mattina presto intorno alle 10,00 e rimaniamo fino a quasi l’una quando il sole picchia e fa molto caldo, chiudiamo l’ombrellone e ritorniamo in camera per il pranzo.
In spiaggia leggo i libri che mi sono portato, fumo il sigaro o la pipa e mi bagno spessissimo limitandomi a brevissime nuotate.
Ho nuotato talmente tanto quando avevo 10 anni nei Centri Coni Nuoto e fatta tanto “Snorkeling” da grande che ora non mi va più di fare lunghe nuotate ma il fresco di quest’acqua limpida mi spinge a tuffarmi spesso e volentieri.





Dato che non riesco a stare fermo seduto a lungo mi faccio delle passeggiate lungo la spiaggia e verso il piccolo porticciolo dove ormeggiano le poche barche da pesca locali ed i natanti dei turisti.



Qui al molo tra i rifiuti anni fa ho trovato due vecchie piccole bandiere della Grecia buttate via perché troppo usurate, considerando vergognoso che una bandiera, anche se non della mia nazione, fosse buttata tra i rifiuti, le ho prese, lavate e messe una sul nostro ombrellone l’altra sul balcone della nostra stanza a dimostrazione del nostro affetto per questa Nazione ed il suo popolo.



Ritorniamo in spiaggia io alle 16,30 Lilli più tardi preferendo rimanere a poltrire in camera guardando la televisione Greca con le “Telenovele” Turche in lingua originale (in Grecia non doppiano, mettono i sottotitoli in Greco, un giorno hanno fatto “La Terra Trema” di Visconti e vorrei aver avuto i sottotitoli in Italiano perché non capivo il dialetto Siciliano!) con i sottotitoli in Greco e nonostante non parli nessuna delle due lingue era in grado di capire la trama e raccontarmela…!!!
Rimaniamo in spiaggia fino alle 20,00 godendoci il tramonto.



La spesa giornaliera la facciamo al Market di Kala Nera dove Kostantinos e Makj sua moglie hanno rifornito il loro negozio dei migliori prodotti locali e non tra cui una straordinaria Feta venduta a porzioni fatte a richiesta tagliandole da un grosso blocco.
La migliore costa €7,50 al kilo ed ha un sapore eccezionale da sola con un goccio d’olio ed origano (anche questo con la salvia e timo secchi locali e buonissimo tanto da riportarmeli in Italia ogni volta che veniamo qui), con pomodori rossi (dal sapore ormai da noi dimenticato qui in Italia)-olive Kalamata o del Pelion-cetrioli-cipolla bianca dolce nella classica Insalata Greca o come condimento degli spaghetti al sugo.
L’olio è EVO a spremitura a freddo prodotto nel SUD Pelion e costa €6,00 al litro.
Pomodori, spesso regalati visto che qui ognuno li coltiva nel proprio giardino, feta, olive, cipolle sono sempre presenti nel nostro frigorifero e costituiscono la nostra “dieta base”







Con i proprietari del market dopo tanti anni di nostre vacanze a Kala Nera siamo diventati amici, questo inverno sono venuti a Roma e li ho portati a visitare i maggiori monumenti, parlano perfettamente l’inglese così come i figli che nel periodo estivo danno una mano in negozio, il più frequentato del paese.
Ma anche con gli altri negozianti abbiamo fatto amicizia, come naturale visto che siamo ormai vacanzieri “stanziali”, a cominciare da Katerina (pure lei si chiama così) la figlia del proprietario della macelleria dove maiale, agnello e pollo sono eccezionali.
Almeno un paio di volte durante la vacanza mi faccio tagliare delle belle cotolette di agnello alte e succulente che cucino in padella e mi spolpo con le mani mentre a Lilli faccio del petto di pollo condito con limone ed una punta di mostarda.



Quando non beviamo birra o vino acquistato nella fornitissima cantina del Market accompagniamo il cibo con lo Tzipouro “prodotto in casa” da Kostantinos che vanta il suo (ma qui tutti se lo producono in casa ed affermano che il loro è il migliore) come il più buono della zona.
Comunque è veramente buono e con ghiaccio ed un po’ d’acqua accompagna benissimo il cibo
Ma l’aspetto ancora più piacevole di essere diventati membri della famiglia dell’Hotel Victoria è quello di rientrare in camera e trovare le “sorprese” cucinate da Katerina e lasciate sul nostro tavolo od in frigorifero.
Tutti piatti tipici come la Moussaka, i peperoni e pomodori farciti di riso, fagioli e fagiolini al sugo con le polpettine di carne o quelle di patate, le foglie di vite ripiene di riso spruzzate di limone o mangiate con lo yogurt e fette di torta dolce o salata.







In compenso anche io mi do da fare in una specie di “scambio culturale” tra Cucina Greca e Cucina Italiana e quando preparo la pasta od altri piatti ne faccio sempre un po’ di più per dividerla con la mia nuova famiglia Greca.
Ma per i figli di Victoria, Yorgo e Katerina (…anche loro!) ogni settimana preparo un piatto di spaghetti pomodoro e basilico conditi con il Parmigiano Reggiano acquistato nel market.
Li ospitiamo al nostro tavolo e dopo spaghetti e Coca Cola non devono mai mancare i piccoli gelati allo stecco che a loro piacciono tanto.



Quando non ci va di mangiare “a casa” ce ne andiamo in taverna a mangiare un Gyro Pita o Gyro on Plate, un pesciolino alla griglia oppure a goderci il tramonto nel miglior Ristorante Tzipouro di Kala Nera proprio alla fine della spiaggia dove il tramonto è ancora più spettacolare.







Altra occasione per uscire la sera sono le manifestazioni folkloristiche, che vengono allestite sul molo o accanto alla chiesa, dove quasi ogni fine settimana si alternano gruppi di ballerini provenienti dalle varie regioni Greche o complessini che si esibiscono cantando canzoni popolari con il coro degli spettatori che intonano i motivo più popolari.












Poi viene Ferragosto che qui viene celebrato soprattutto per la Festività legata alla “Assunzione di Maria” celebrata sia dal Rito Ortodosso che da quello Cattolico.
I Greci sono un popolo legato alla Religione Cristiano Ortodossa ed i praticanti si astengono per diverse settimane dal mangiare carne e formaggi prima di questa festa, Katerina ci fa avere una versione “tradizionale” della Moussaka con la salsa besciamella ed una “osservante” fatta con il latte di soia.
Il giorno prima si svolgono funzioni preparatorie all’interno della Chiesa di Kala Nera mentre all’esterno viene posta l’Icona più importante e tutti, anche io, si mettono in fila per baciarla.
C’è anche una “Pesca di Beneficenza” con oggetti in palio offerti dalla comunità dei negozianti ognuno dei quali prepara la tradizionale Pizza Dolce che viene poi distribuita in pezzi ai fedeli raccolti davanti all'altare allestito sul molo dove viene celebrata una funzione dopo la processione che dalla chiesa porta l’Icona fino al molo.











Il giorno di Ferragosto come da noi è una festa da trascorrere con la famiglia al mare o a tavola.
Io ho acquistato un bellissimo pollo ruspante in macelleria, speziato con olio-sale-rosmarino-salvia-origano, farcito con cipolle e spicchi di limone, legato e messo in una grande e profonda casseruola con coperchio prestatami da Makj con patate condite con abbondante olio e rosmarino e due cipolle dolci lasciate intere con tutta la buccia e portato a cuocere nel forno per il pane del fornaio Yorgo.
Qui a Kala Nera, come una volta anche nei paesi Italiani, ci si serve del forno del panificio per cuocere i propri cibi, quando il fornaio ha finito di sfornare il pane spenge il forno e cuoce pentole e teglie portate dai clienti nel forno ancora caldo.
Io porto il mio pollo e lo consegno a Yorgo, non mi considero un grande cuoco (non so fare i dolci ma me la cavo con il resto) ma sono un buon “rosticcere”.
Viviamo in un piccolo appartamento di 50 metri quadri ma ho una macchina da cucina semi-professionale da 6 fuochi ed un forno elettrico con due ventole e largo cm.100.
Mi piacciono le cotture lunghe a media temperatura e provo a dare indicazioni a Yorgo su come cuocere il pollo ma non solo non mi capisce non parlando Inglese ma mi guarda con aria di chi ne sa più di me prendendo la mia casseruola e dicendomi di tornare a mezzogiorno, tre ore dopo!
Ritornati dalla spiaggia, anche a Ferragosto non affollata, vado a prendere il mio pollo rendendomi conto del perché Yorgo non si fosse curato delle mie istruzioni e perché i suoi concittadini gli affidino da cuocere al forno il loro cibo: il pollo e le patate cotte a calore basso per lungo tempo appaiono perfetti, si è persino preoccupato di girare a metà cottura il pollo che risulta bello dorato.
Lo ringrazio, gli faccio i complimenti, pago €4,00 per il servizio e porto trionfante e contento la casseruola in camera.





Apparecchiamo la tavola, taglio il pollo che cotto a perfezione si porziona senza sforzo con la carne che viene via dalle ossa senza sforzo, porto qualche porzione di pollo e patate con mezza cipolla che cotta in questo modo per Victoria e famiglia è una novità alla mia Famiglia Greca e quindi ci dedichiamo al “Rito Ferragostano” che a Roma prevede “Pollo Alla Romana con i Peperoni” ma che questo pollo con le patate morbide, caramellate e saporite non fa rimpiangere.



Mangiato a sazietà e bevuto più del necessario con lo stomaco pieno gonfio del “Cocommero” rosso e fresco, ci buttiamo a letto per una pennica dovuta e necessaria.
Ci svegliamo al rumore dei tuoni, sta per scoppiare un fragoroso e violento temporale che rovina la giornata lavorativa delle taverne e ristoranti che aspettavano questo giorno come il più importante della stagione.
La pioggia cade incessante così come i fulmini in mare, poi tutto finisce come è iniziato ed il cielo torna sereno regalando alla luce del tramonto un bellissimo arcobaleno.



Le giornate passano pigre, tranquille e serene solo una volta prendo la moto e da solo vado a farmi un giretto prima in visita alla stazione della piccola Ferrovia del Pelion a scartamento ridotto che da Volos porta a Milea dove c’è il “Ponte De Chirico” progettato dal padre del pittore Giorgio De Chirico, poi lungo la strada tortuosissima e panoramicissima del lato EST del Pelio fino alla spiaggia di Chorefto dove mi fermo per una pausa pranzo conoscendo una coppia di motociclisti Svizzeri a cui do qualche consiglio in vista di un loro prossimo viaggio in Iran.










Un giorno arrivo presto in spiaggia ed aprendo l’ombrellone ho la sgradita sorpresa di non trovare la piccola Bandiera Greca lasciata arrotolata e legata all’ombrellone chiuso ogni sera.
La cerco in giro ma non la trovo, poi vado a chiedere informazioni ad un ragazzo Greco che come noi frequenta giornalmente la spiaggia, arrivando i Mountain Byke, prendendo un piccolo ombrellone lasciato nascosto tra gli alberi, facendo un lungo bagno per poi mettersi a leggere all’ombra.
Mi dice in Inglese che la bandiera l’ha presa lui è la ha portata a casa sua.
Alla mia richiesta di spiegazioni mi spiega che quella bandiera rappresenta la sua Nazione e tutta strappata non gli sembrava un simbolo dignitoso, come se la avessi disonorata esponendola tutti i giorni attaccata al mio ombrellone.
Gli faccio presente che è vero il contrario, che ho trovato la bandiera buttata tra i rifiuti e che la ho raccolta, pulita ed esposta proprio in segno di rispetto ed amore per la Grecia ed il suo popolo.
Mi chiede scusa e mi promette di riportarmela cosa che avviene il giorno dopo quando mi presenta la piccola bandiera lavata, piegata e messa in una piccola busta di plastica.
Nel frattempo Kostantinos me ne regala una nuova da mettere al mio ombrellone così quando Panayodis, il nome del ragazzo, mi restituisce la vecchia la nuova già “garrisce” al vento.



Da quello che poteva sfociare in un alterco nasce invece una nuova amicizia con un ragazzo che, scopro nei giorni a seguire, ama la lettura, si occupa del suo uliveto, cucina cibo proveniente dal suo orto e vive nella sua casa di campagna a pochi kilometri da Kala Nera arrivando in bici alla spiaggia di Rodya dove si ferma a nuotare anche d’Inverno quando il tempo lo consente.
Un giorno si presenta con una busta piena di cibo cucinato da lui tra cui un ottimo pane fatto in casa, pomodorini del suo orto, patate arrosto con funghi selvatici.
Tutto buonissimo e graditissimo della serie “Stamo Sempre A Magnà”





Passano i giorni ed anche Agosto finisce, passiamo la prima settimana di Settembre con le giornate che si accorciano, i turisti che se ne vanno e la voglia di tornare a casa dato che sono quasi 3 mesi che siamo via.
Approfitto per farmi i capelli presso il barbiere locale che per accorciare i miei “Quattro Peli” si prende €7,00.



Troviamo buttato tra gli ulivi in tigrotto di peluche che Lilli raccoglie, cuce e lava facendolo entrare di diritto nella nostra stanza con il nome di “Tigro”






Fissiamo la data di partenza per il 08/09 e mi do da fare per prenotare un traghetto trovando posto sul traghetto Igoumenitza-Ancona prendendo una cabina doppia.
L’ultimo giorno la sera andiamo in spiaggia a togliere l’ombrellone smontando la costruzione da me tanto faticosamente fatta per tenerlo saldo e diritto per tutta la vacanza e diciamo “Arrivederci per Quest’Anno” alla nostra amata spiaggia alla luce del tramonto.



Impacchettato tutto e messo tutto in 4 borse porto tutto giù a Victoria che custodirà la nostra roba, che aumenta ogni anno, fino alla prossima stagione.
Stasera non si cucina, andiamo a dire “Ciao” a Kala Nera mangiando in Taverna.
Domani si parte e si torna a casa.
__________________
Antonio Tempora
"Ama il tuo sogno ogni inferiore amore disprezzando" - Ezra Pound
Antonio Tempora non è in linea   Rispondi quotando