24/07
Fethiye – Sosta e Gita in Motoscafo a Gocek
Passiamo la mattinata a bordo piscina, oggi siamo stati invitati ad una gita in barca sul motoscafo di Emre, il marito di Ikbal, naturalmente anche con Paolo e Serap.
Lilli è preoccupatissima perché ama moltissimo il mare ma solo dalla spiaggia non sapendo nuotare.
Nel 1992 durante una vacanza in moto in Corsica eravamo a
St.Florent e per visitare la bellissima spiaggia della
Saleccia, dove eravamo già arrivati in precedenza con la nostra
Honda Dominator, affittai un motoscafo d’altura ad un prezzo che mi vergogno a dire (ma il lavoro andava bene e guadagnavo moltissimo), saliti a bordo il pilota chiese: ”Volete andare a
St.Tropez?”…Non vi dico la sua faccia quando risposi che la destinazione era la troppo vicina Saleccia.
Nel 1994 eravamo sempre in moto in Sicilia e soggiornammo a
Lipari per una settimana durante la quale avevo un gozzo con marinaio tutto per noi…Solo in un giorno di “Calma Piatta” siamo riusciti ad arrivare a
Panarea, tutti gli altri, sempre con mare calmo, dopo poco dal molo di partenza sotto al nostro albergo dovevamo attraccare alla solita caletta vicino ad un ristorante di pesce fortunatamente eccellente.
Nel 1995 dopo anni che frequentavamo il
Luna Convento Hotel di Amalfi alzatomi presto mi affacciai per ammirare uno splendido mare liscio come l’olio chiamando la reception per farmi venire un’imbarcazione a prenderci sotto la
Torre Saracena e farmi finalmente, con mia moglie, la Costiera e Capri in barca.
A
Ponza invece, l’anno che affittammo per un mese un appartamento, per l’unica gita in barca a
Palmarola dovetti affittare un Peschereccio attrezzato per fare da appoggio agli escursionisti subacquei, naturalmente eravamo solo noi senza bombole ma con tanta fame da gustare il pranzo a base di pesce compreso nel noleggio giornaliero.
Sono cresciuto con uno zio che ha sempre avuto la passione per le barche, prima i motoscafi
Riva, poi trasferitosi in “esilio” all’Isola D’Elba alla fine degli anni cinquanta (quando essere omosessuale a Roma non solo ti rendeva un “paria” nella società, a prescindere dal fatto che sei ricco, ma ti faceva anche oggetto di intervento da parte dell’Autorità Giudiziaria) si fece costruire prima un
Ketch di 16 metri chiamato
Thea-Thea poi trovata spiaggiata a Viareggio quella che era la più vecchia nave del Registro Navale Italiano, costruita dai
Cantieri Picchiotti di Riva D'Arno, per anni adibita al trasporto del vino dall’Isola D’Elba al continente, la fece rimorchiare al Cantiere Navale di Portoferraio dove con l’aiuto del padre dei suoi due marinai (che all'epoca erano tenuti a stipendio tutto l’anno da chi possedeva uno yacht)
Angelo Mattera, che aveva navigato sui bastimenti a vela anche a Capo Horn, fece armare a “
Brigantino” quella che era sempre stata una “
Goletta” battezzandola
Makatea.
Usata in diversi film tra cui uno con Antony Quinn e Rosanna Schiaffino di cui si possono riconoscere le firme,
fu affittata da
Olschky, il direttore della rivista
Mondo Sommerso con cui realizzò i primi reportage subacquei nel
Mar Rosso
Con queste due imbarcazioni ho trascorso innumerevoli vacanze, fino al 1968 quando avevo 14 anni, attraverso l’Arcipelago Toscano sognando di diventare anche io un velista.
Mio zio vendette le due imbarcazioni perché erano diventate, anche per lui, insostenibili ed anche perché quello che prima era un “esclusiva” con il Chartering era diventato alla portata di non dico tutti ma di molti e la cosa non lo soddisfaceva più.
Il Makatea è affondato anni fa ad Hurgada nel Mar Rosso dove effettuava attività di Chartering per i subacquei tra i quali spicca il nome di Leni Rifenstahl.
Insomma io sognavo da ragazzino di potermi comperare un Alpa 9,50 a vela e di andarmene in giro per il Mediterraneo e quando arrivato a 40 anni, con un reddito che mi poteva permettere l’acquisto di una piccola barca a vela non mi vado a sposare una donna che ha paura di andare in barca?
In compenso le piace la moto e si è “sciroppata” Km.250.000 sul sellino del passeggero accompagnandomi fedele e preziosa in tanti viaggi!
Ora però è preoccupata per quello che le aspetta e le mie rassicurazioni non sembrano rassicurarla.
Alle 12,30 prendiamo un taxi che ci porta, con mezz’ora di anticipo, nella splendida “Marina” di Gocek dove aspettiamo l’arrivo dei nostri amici sorseggiando una bibita all'ombra di un bar.
Dopo un po’ saliamo sul motoscafo di Emre, grande e comodo ed il nostro pilota, sapendo di Lilli, ci conduce in una splendida gita attraverso l’arcipelago di isolette che affolla il Golfo di Gocek ad un’andatura più da barca a remi che a motore.
Gettiamo l’ancora in una bella e riparata caletta e tutti, con l’eccezione di Lilli ci tuffiamo nell'acqua stupenda per poi berci le bottiglie di vino bianco che abbiamo offerto accompagnate dagli snacks preparati da Serap.
Manca solo Ikbal alle prese con il lavori della nuova casa ma ci raggiungerà stasera quando sarà anche lei nostra ospite alla cena che abbiamo organizzato al nostro hotel.
Ritorniamo al porticciolo e questa volta, col consenso di Lilli, Emre accelera fino a pieno regime e mia moglie non solo non si spaventa ma addirittura gradisce la corsa!
Torniamo in albergo accompagnati in macchina da Paolo che rimarrà con noi aspettando l’arrivo degli altri per la cena di stasera.
Ci rinfreschiamo e poi raggiungiamo il nostro amico per un aperitivo in attesa dell’arrivo di Serap, Emre ed Ikbal.
Dopo un po’ arrivano tutti e ci accomodiamo a tavola dove ci viene servita la stessa cena a base di pesce che avevamo consumato la prima sera da soli ma con quantità abbondanti persino oltre il nostro numero.
Vino, Raki, risate e ottima compagnia e per finire uno straordinario “Balklava” portato direttamente da Istanbul dove si era recato in mattinata dal proprietario dell’albergo.
Un ultimo brindisi e poi un saluto ai nostri amici che ci auguriamo di rivedere presto a Roma e ce ne torniamo in stanza a dormire.
La giornata è stata lunga ma splendida soprattutto perché trascorsa con la nostra “Famiglia in Turchia”.