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Vecchio 08-01-2020, 18:06   #25
Antonio Tempora
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18/07
Pamukkale – Sosta e visita a Hierapolis


Alle otto siamo già vestiti da “Piccoli Esploratori” e scendiamo a fare colazione che non è a livello della cena: molto “salata” e poco “dolce”.
Ci facciamo chiamare un taxi che con una guida da “Formula 1” ci porta all’ingresso delle Rovine di Hierapolis.
Ci sono tre ingressi verso quelle che sono le attrattive di questa località, una di fronte al nostro albergo, superato il laghetto si sale attraverso la parte delle Vasche di Travertino che può essere percorsa a piedi, un’altra a destra raggiungibile in macchina o con pullman turistici, l’altra è quella che prendiamo noi proprio all’ingresso di quella che dovrebbe essere l’attrattiva più importante di Pamukkale: HIERAPOLIS
Invece ci troviamo in un vero e proprio “Deserto dei Tartari”, un ampio parcheggio deserto, biglietterie pure loro deserte tanto che devo “svegliare” i dipendenti indaffarati a parlare tra di loro.
Ci siamo solo noi ed incontreremo solo un’altra coppia in visita a questo splendido sito.
Le acque sulfuree sono sempre state famose sia nel periodo Ellenistico che durante l’Impero Romano, le loro proprietà curative facevano venire migliaia di visitatori in cerca di rimedio alle loro malattie, quelle che guarivano tornavano al loro luogo di origine, quelli che morivano a causa dell’aggravarsi delle loro patologie venivano sepolti, tra questi ultimi i più ricchi pagavano per una sepoltura degna del loro lignaggio dando vita ad una delle più grandi Necropoli dell’Antichità.




Superata la Necropoli entriamo per la Porta Romana, molto simile nella forma a quelle presenti nelle mura delle maggiori città dell’Impero Romano lungo le antiche Vie Consolari.



Siamo nella Via Colonnata di Festino, dal nome dell’architetto che la ha progettata, i monumenti più importanti sono i Bagni Basilica ed anche le bellissime latrine per non parlare della via stessa perfettamente conservata mentre rimane quasi nulla delle colonne che doveva adornare il percorso ma la cosa non deve stupire dato che, come a Roma, le colonne di travertino, nel periodo successivo alla caduta dell’ Impero Romano, venivano rotte e gettate nelle fornaci per la produzione di Calce che con la Pozzolana dà vita alla Malta Cementizia ancora oggi usata.








Siamo soli in visita a queste splendide rovine e seguendo il percorso ben segnato deviamo per quelle che in realtà sono la maggiore attrattiva di Pamukkale ed anche la più fotografata e pubblicizzata nei dépliant turistici che riguardano la Turchia: le Vasche di Travertino.
Qui orde di turisti si affollano per fotografare e farsi fotografare, non sono tutte affollate perché la penuria d’acqua sulfurea, che con i depositi di travertino hanno creato e reso famosa questa località, deviata per riempire le piscine termali degli alberghi sorti persino dentro il sito archeologico, ha reso le piscine non solo prive del loro “sostentamento” ma a causa del continuo camminare da parte di orde di turisti, nere di sporco.
Prima invece il flusso continuo dell’acqua lasciava circa 3 centimetri al giorno di sedimento calcare.
Già nel 2004 lo splendore dato del riflesso dei raggi solari sul bianco del calcare era quasi del tutto svanito e le autorità erano intervenute proibendo le “passeggiate” ed iniziando un’opera di pulizia con scopettoni per togliere la patina di sporco e cercare di ripristinare il bianco originale che però solo lo scorrere continuo dell’acqua può riportare al suo splendore.
Oggi le vasche sono “bagnate” in maniera selettiva e solo in un percorso, quello che porta all'ingresso centrale, è consentito camminare in mezzo alle vasche.




Naturalmente quasi tutti i turisti in visita si affollano nelle vasche per fotografare e farsi fotografare, qui una piccola selezione di alcune “Bellezze al Bagno”










Lasciamo la folla e ci dirigiamo verso la collina dove sorge il Teatro Romano che molti turisti raggiungono in pulmino per evitare la “fatica” di una breve passeggiata.







Scendiamo ed andiamo a visitare le Terme Romane ora Centro Museale dove sono raccolti i maggiori reperti, statue e sarcofagi, rinvenuti nel sito, prima però entriamo in quella che dopo le vasche risulta essere la maggiore attrattiva di Pamukkale: la Piscina.
Praticamente i pullman scaricano nell’ingresso OVEST orde di turisti che arrivano in costume da bagno e sandali con il telo da spiaggia come solo vestito, tutti corrono a mettersi in fila per fare il bagno tra i ruderi Romani per farsi fotografare dai fotografi professionisti o semplicemente per un “selfie”.
Passeggiando per il paese non riuscivo a capire il perché di teli da spiaggia, sandali, pinne e maschere, braccioli e ciambelle venduti nei negozi pur essendo così lontani dal mare.
Cinesi e turisti dell’Europa dell’Est che affollano Pamukkale non vengono per le rovine di Hierapolis ma per fare il bagno nelle Vasche di Travertino e nella Grande Piscina!





Finalmente visitiamo il museo, ancora una volta da soli, pieno di reperti certamente degni di una visita, mentre fuori passano i turisti completamente disinteressati.









Il Museo è vicino all’uscita del Sito Archeologico contraddistinta da una Porta di epoca Bizantina e dall’Agorà





A questo punto la visita è finita e dobbiamo scendere e ritornare al nostro albergo, decidiamo di utilizzare il percorso tra le Vasche di Travertino che in discesa e senza nessuna difficoltà se non quello di dover mettere a volte i piedi in ammollo e districarsi tra la folla di turisti, riporta alla base di partenza giù al paese.
Devo ammettere che dove il bianco del calcare è tornato al suo splendore originale la luce del sole riflessa è davvero abbagliante.
Lilli che non vuole togliersi le scarpe per paura di scivolare se le lava accuratamente sotto l’acqua di una fontanella ed alla fine le sue suole non sono solo pulite ma così scivolose da doversele, finalmente, togliere.





Tornati al nostro albergo ci facciamo portare in camera un vassoio di frutta mista e poi ci concediamo il solito riposino pomeridiano.
Quando esco per fumarmi un sigarino incontro Sam, un motociclista Coreano, anche lui ospite del nostro albergo, che è arrivato qui direttamente da Seul con il suo GS, simpatico mi dà un po’ di informazioni sulla Transiberiana (fatta da Vladivostock per poi passare in Georgia dalle Porte Caucasiche) che definisce “trafficatissima”, ripartirà anche lui domani come noi per proseguire il suo viaggio in direzione Grecia e Centro Europa.



Lilli mi raggiunge ed insieme facciamo una passeggiatina intorno al laghetto artificiale prima di cenare di nuovo a bordo piscina.
Anche qui come in Cappadocia è scoppiata la moda delle gite in Pallone Areostatico e mentre ceniamo vediamo passare i palloni che atterrano poi a poca distanza dal nostro albergo.




Tornati in camera preparo le borse, domani si riparte e torniamo ancora una volta, la quinta, a FETHYIE, sulla Costa della LYCIA nel nostro solito albergo e sempre nella stessa stanza.
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Antonio Tempora
"Ama il tuo sogno ogni inferiore amore disprezzando" - Ezra Pound
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