fratellone qui non si discuteva della qualità assoluta delle moto giapponesi, ovviamente indiscutibile, ma di una assunzione che solo loro la avessero e che l'avessero avuto migliore trent'anni fa che adesso. Entrambe le affermazioni sono campate per aria e inverosimili.
Trent'anni fa lo scarico quattro un uno delle CB400 era un capolavoro di produzione industriale, probabilmente fuori portata, allora, per i costruttori italiani o inglesi. Ma oggi si fa ben altro. E così per tutto il resto.
Altrimenti scadiamo a livello dei pensionati che osservano una Panigale o una S1000RR e scuotendo il capo affermano "cumme u Gussi de na votta nu ghe né…"

