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aspes vuoi fermare il progresso?
adesso dopo il motto quello che non c'e' non si puo romperere dovremo dire questa moto non va un razzo cosi non ti puoi ammazzare?:confused: E personalmente sto pensando di cambiare la mia moto (ktm 990 adv) e prendere qualcosa di piu piccolo (ktm 690 e) per fare un enduro tranquillo dove ci sono molti meno pericoli rispetto a girare in strada come faccio io. anche nelle macchine e' cosi ma forse si percepisce di meno visto che li la sicurezza passiva che ha fatto salti da gigante e che non e' ovviamente trapiantibile sulle moto. 15 anni fa andare di media a 130 all'ora sulla genova ventimiglia con una golf voleva dire quasi correre adesso la stessa strada con una golf la fai a 160 e sembri di trotterellare. |
Riquoto Jack! . Aggiungo, tenuto conto della mole del traffico odierno mi vien da chiedermi se certe moto, per es. le obsolete/vintage/epoca, non siano "al limite del pericoloso".
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Jack bisogna vedere i morti in relazione ai motociclisti circolanti.
Non il valore assoluto ma quello relativo. E aggiungo una cosa strana. Le prime moto ancora vivevo con i mie. Bhè quando dicevo "moto" era una tragedia. Cioè l'associazione moto=pericolo era immediata per i miei genitori. Quindi tralasciando l'apprensione genitoriale il concetto di perico era insito anche allora. Anzi forse più allora che oggi. |
Certamente il peso è importante, e noto con rammarico quanta tecnolgia viene impiegata per le prestazioni e quanta poca pr la riduzione di peso.
Riguardo ai confronti, per essere veritieri andrebbero fatti a dopo l'obbligo del casco, che seppure utilizzato da quasi tutti gli utenti delle maxi moto, lo era poco dai giovani col 50 o 125. I morti per trauma cranico all'epoca erano tanti. |
Tric infatti tutti dicono il contrario ma a me pare che adesso le auto dove non c'è traffico vadano molto più veloci di allora.
Non ho dati quindi non insisto ma beccare un 320d su una strada curvosa senza traffico penso sarà capitato a tutti. ( un auto media, insomma) Oh mica che non si riesce a superarlo ma curve a 70/80 sono alla portata di moltissime auto che quella volta erano impensabili. |
Quote:
Ma dobbiamo partire da una base dati, altrimenti affidiamo il tutto alla ns. memoria (io per esempio mi ricordo che da ragazzino, quindi anni 90, appena passava una moto jap i "grandi" facevano subito l'associazione moto=cimitero), ma chiaramente questo non aiuta l'obiettività. Purtroppo mi manca il tempo, altrimenti sarebbe interessante vedere se sono state fatte delle pubblicazioni in merito. Non so, qualche commissione, qualche associazione ne potrebbe sapere di più. |
bella questa discussione civile e di educazione mentale:!:
la mia curva motociclistica è stata 50-125-350-600-650-750-800-900-1000-1150-1340 e anche se ho baciato l asfalto 3 volte...ritengo che la testa di chi guida è la ragione fondamentale che divide il MOTOCICLISTA da CHI HA UNA MOTO. e anche vero tutto quello che hanno detto ASPES e SKITO.....BRAVI :!::!::!::!: |
Tutto vero ciò che dite ma vi chiedo chi è che non combinava cazzate con la moto o con l'auto e fortunatamente le può raccontare? Reputo che all'apice di tutto, nelle cose pratiche quali la guida, necessiti una buonissima dose di culo e di esperienza. Triste da dire ma l'esperienza si acquisisce con l'andar del tempo e la giovane età motociclistica (diciamo sino ai 38/40) falcia tanti emuli di Valentino che si mettono alla guida di moto troppo potenti per le loro qualità di piloti senza gavetta.
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Tutti bei discorsi, ma senza dati sono solo chiacchere... e i dati (che ci sono, basta cercarli) mi sembrano dire tutto l'opposto: dal 2006 al 2010 il numero di feriti e morti in moto è diminuito (-18.6% feriti, -23% morti), nonostante le potenze delle moto siano aumentate.
Fonte: http://www.miolegale.it/notizia/Stat...enti-moto.html E sembra confermato anche dai dati dell'ACI: http://www.aci.it/fileadmin/document..._2008-2009.pdf E' però vero che il calo di feriti/morti negli altri veicoli avuto nello stesso periodo è stato molto maggiore. In sostanza sembra che l'aumento delle prestazioni dei motocicli sia stato sostanzialmente equilibrato con l'aumento delle relative "contromisure" (freni, ciclistica e protezioni immagino...), mentre negli altri veicoli l'aumento delle "contromisure" è stato decisamene prevalente. Interessante anche questa statistica (di tutti i veicoli) sull'indice di incidentalità rispetto al numero di veicoli circolanti (foglio Popol-incidenti http://www.aci.it/fileadmin/document..._1921-2006.zip): mostra che nel rapporto veicoli circolanti/incidenti, l'anno peggiore è stato... il 1956 (il primo della statistica)! Con un valore di 85 incidenti x 1000 veicoli, con 40 morti per 1000 incidenti. Nel 2006 (l'ultimo della statistica) è 5,14 incidenti x 1000 veicoli, con 23.8 morti per 1000 incidenti. Quindi non sembra vero nemmeno che l'incidenza percentuale degli incidenti dipenda dal numero totale di veicoli circolanti, e neanche che il numero di morti per incidente dipenda dalla potenza dei veicoli (che nel 2006 immagino sia superiore a quella del 1956). In questo caso però non ho trovato i dati disaggregati per i motocicli, dove le cose potrebbero essere differenti. Altri dati dell'ACI: http://www.aci.it/?id=54 :confused: |
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la mia curva motociclistica è stata 50-600-1200
ovvero a quasi trent'anni finalmente potevo comprarmi una moto e mi consigliarono il Transalp, una moto assolutamente adatta ai principianti dicevano. Non per nulla mi sdraiai (prima e unica volta) che avevo ancora il foglio rosa. Ora, dopo parecchi anni d'esperienza, ho il 1200 e lo giudico fin troppo potente (per me e per tanti altri). |
Si sperimentava anche di piu`..
Ci si mettevano le mani nel proprio mezzo,anche per semplici cose. Per me,anche adesso da l'idea di interagire,o forse aumentarne la conoscenza,quindi il rispetto di cio`che si guida. |
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Rapporto peso-potenza 1-1. Sono troppo potenti per chiunque, anche per Valentino... ...su strada. Accelerare l'esperienza è possibile: educazione stradale. 10-100-1000 pdf come quello sul thread del Muraglione, ma con foto più scabrose... sono stati fin troppo sensibili. |
molto interessante la statistica di Biwu.
Circa il 1956 mi vien da supporre che in quegli anni si era agli albori della motorizzazione di massa e probabilmente moltissimi sia in auto che moto erano alle prime armi. PEraltro sempre interessante il discorso che le contromisure in auto siano state di efficacia prevalente (come avevo supposto anche io), mentre in moto siano state pari (io invece supponevo insufficienti). Probabilmente dal 2006 al 2010 si puo' supporre che si sia incrementato il discorso protezioni e forse anche l'abs ha cominciato a diffondersi. E perche' non supporre che un certo peso non l'abbia avuto anche lo spostamento massiccio del mercato dalle supersportive alle enduro turistiche? non dimentichiamo che le supersport dal 2006 a oggi han perso l'80% del mercato e forse piu'. E se vogliamo ragionare di morti in moto, credco che avere (ma penso sia impossibile) una statistica di morti per tipologia di motociclette dovrebbe confermare quello che sappiamo bene, si ammazzano quelli delle ss. per lo piu'. E torniamo daccapo....la ss dovrebbe essere quella a maggior sicurezza intrinseca di ciclistica, ma se usano il motore e non son buoni....e la discussione resta aperta. |
Ciao Aspes ,
è un piacere anche per me leggerti unitamente la fatto che siamo spesso d'accordo su parecchie questioni...sarà l'anagrafe :lol: forse ? Io ad esempio sostengo da sempre che ora , nonostante vi siano "sbk stradali" , si va più piano di solo 10-15 anni fa quando le stesse moto avevano 130 cv circa. Lo sostengo con cognizione di causa perchè più di una volta si partiva alla sera (infrasettimanale) da Bologna e dopo 45 minuti eravamo seduti alla Perla di Milano Marittima a mangiare il gelato (alto che tutor !) . Oppure le tirate che si facevano in Appennino se le fai ora ...ti arrestano e ti ficcano dentro a un blindato ! La riga continua ?? Se la strada era dritta (e se è dritta ...perchè continua ??? Ma questo è un'altro discorso !) o c'era una minima visibilità il sorpasso in moto era sempre moralmente consentito ;) E' questo che stride un pò a chi ne ha passate come me...a parte qualche sporadico caso, la maggioranza guida molto più prudentmente rispetto a qualche lustro fa ma nonostante questo le sanzioni sono divenute insostenibili (ovvero inversamente proporzionali al fenomeno) ! Come infine sono d'accordo con chi dice che 20-30-40 anni fa andava in moto chi aveva Passione e non per moda o per spirito di parità verso qualche competitor !! Riferito invece alle giovani generazioni...dalle mie parti nisba (nemmeno una traccia). Siamo tutti anzianotti con la maggioranza che va dai 35-40 fino ai 70 anni (Prima di questa età...playstation o Tmax :mad: !!) saluti |
condivido nella teoria, pregevolmente esposta, e applico: ho una moto degli anni '70 da 35 kW e giro a velocità coerenti; inoltre mi vesto da ventunesimo secolo; purtuttavia, sono riuscita a frantumarmi una tibia a 30 km/h... :(
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Isa, nella teoria sei sempre stata la numero 1.
Difetti nella pratica :lol: |
Cafone e maleducato! Isa e' bravissssSima.
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Isa, in 36 anni che vado in moto e numerossisime cadute e incidenti (per fortuna quasi tutti concentrati nei primi 15 anni), il danno piu' grave che mi son fatto, che mi ha fatto soffrire fisicamente e di cui porto le conseguenze (che peggioreranno negli anni), l'ho fatto a 30 km/h in passeggiata a mare a santa margherita ligure. E per giunta "di fuori" non mi ero nemmeno fatto un graffietto.
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Quote:
ma la paura di essere pizzicato da un controllo di velocità (più o meno ortodosso) m'ha rallentato tanto nella guida. cioè se 10 anni fà era l'ultimo dei pensieri per strada, oggi è il primo. e la MIA velocità si è ridotta drasticamente. |
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