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Danielz77 14-01-2020 17:32

Quote:

Originariamente inviata da augusto (Messaggio 10217205)
Trebisonda molto bella, fantastica la nostra parcheggiata sulla terrazza, pazzesca la coda di camion verso la frontiera, ma che sia l'ultima volta che mi fai andare in giro con gente che guida moto così sporche, come quei due 17" :D

Io l'ho lavata mezza volta almeno :lol: "qualcuno" si è rifiutato di sottoporre la propria moto a un lavaggio per il recupero della "dignità" perduta :lol:

GS3NO 14-01-2020 18:10

Quote:

Originariamente inviata da Danielz77 (Messaggio 10217209)
I cartelli con l’immagine di Erdogan sono più frequenti rispetto Istanbul e Samsun. Questo perché la parte est della Turchia, insieme a quella rurale più a sud, è la parte dove Erdogan ha più successo e la sua immagine è quasi venerata.

La parte orientale, sud-orientale e in generale tutte le zone rurali sono decisamente più povere di quelle di Istanbul, Ankara e costiere quindi molti turchi delle zone povere hanno sussidi dal AKP (partito di Erdogan). Non hanno sussidi statali ma del partito! Questo era ovviamente illegale ma il parlamento - una volta conquistato da Erdogan - ha permesso questo tipo di sussidio.
La domanda è: come fa l'AKP ad avere tutti sti soldi??? Beh la risposta è chiara. Quando Erdogan è salito al potere si è conquistato la fiducia dell'Unione Europea. L'avvicinamento e la possible integrazione ha portato un'iniezione di liquidità nell'economia turca. Tutti i lavori statali (strade, ponti, ...) che sono evidenti sono stati finanziati in parte con quei soldi, più quelli russi. Il trucco sta che i lavori pubblici erano assegnati direttamente ad imprese che poi dovevano "saldare" i conti con l'AKP.

Erdogan è un politico molto abile e intelligente e i soldi non li ha usati per arricchirsi ma per garantirsi un potere illimitato eterno...

Spero di aver fatto chiarezza...

GS3NO 14-01-2020 18:11

DANIEL!!!!!


:lol:

don't be shy and embrace
Passo Marathon


https://moto-station.com/wp-content/...6-1024x682.jpg

:lol::lol::lol::lol::lol::lol::lol:

portare a casa una moto pulita dopo un viaggio è un peccato che dio non perdona!

Danielz77 14-01-2020 18:36

EEE ho capito ma avevo così tanti insetti e sterco sul faro che manco le lampadine filtravano ..... poveraaaaaaa k poverooooooo "17. Prometto che quest'anno la laverò di meno anzi parto con la moto già sporca farò un giro sullo stelvio mentre piove il giorno prima della partenza.

GS3NO 15-01-2020 11:28

4.5 Batumi - Kutaisi - Gori
 
4.5 Batumi - Kutaisi - Gori

DAY 3 - 04 giungo 2019
Km percorsi: 2976
Km tappa: 300


La Mattina dopo colazione partiamo alla volta di Kutaisi percorrendo la strada montana che conduce alla cittadina di Ozurgeti.


La strada si snoda su alcune formazioni collinari coperte da folta vegetazione e a tratti lascia spazio a squarci di panorama sul grande caucaso molto intensi. Ma ogni rosa ha la propria spina, le condizione dell’asfalto sono state spesso precarie, o in alcuni pezzi proprio assenti, e per quelli del team che avevano il 17’’ può essere stato considerato il battesimo al Caucaso. Quindi ancora più indietro… :lol:


All’altezza di Sajavakho la strada s’immete nella nuovissima autostrada e si arriva a Kutaisi abbastanza agevolmente e rapidamente. Dopo lo svincolo autostradale, il paesaggio agricolo lascia lo spazio a quello della periferia di uno città dell’ex Unione Sovietica. Avevo già visto queste periferie di altri paesi della Cortina di Ferro ma mai quelle di una repubblica appartenuta alla URSS. Ancora più deprimente.


Le radici della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica risalgono alla dissoluzione dell'Impero russo nel 1917, durante la Rivoluzione russa, quando le province del Caucaso si separarono e tentarono di formare uno stato federale a parte, chiamato Repubblica Federale Democratica Transcaucasica. I diversi interessi nazionali e la guerra con l'Impero turco portarono però alla dissoluzione della repubblica solo sei mesi dopo, nell'aprile 1918. Negli anni successivi, i tre stati costituenti passarono attraverso una guerra civile che coinvolse anche l'Armata Rossa, e ne uscirono come repubbliche socialiste sovietiche. Nel marzo 1922 la zona fu riunita come unione di repubbliche sovietiche. Nello stesso anno i tre stati costituivano un'unica repubblica, ma nel 1936 quest'ultima si dissolse e si divise in tre stati separati: la RSS Georgiana, la RSS Armena e la RSS Azera. Così la periferia di Kutaisi è un’insieme di casermoni fatiscenti tutti uguali e malandati che possono solo alienare chiunque ci si trovi a viverci.
Dopo alcuni incroci siamo finiti in una zona centrale con tutte le strade in rifacimento e pericolose. I tombini del sistema fognario sono aperti e l’assenza di pavimentazione stradale li rende poco visibili. Con pazienza da leopardi e maestria di navigazione siamo riusciti ad arrivare alla Cattedrale di Bagrati. La cattedrale venne costruita nei primi anni dell'XI secolo, durante il regno di Bagrat III che le diede il proprio nome. Un'iscrizione sul muro settentrionale rivela che il pavimento venne posato nel "chronicon 223", cioè nel 1003. Nel 1692 venne devastata da un'esplosione causata dalle truppe ottomane, che avevano invaso il Regno di Imereti. A causa di questo episodio, la cupola e il tetto crollarono, lasciando la cattedrale in rovina. Nel 2001, dopo i decenni di dominazione sovietica, venne restituita dalla Chiesa ortodossa e apostolica georgiana. Essa viene utilizzata limitatamente per i servizi del culto religioso, ma è una grande attrattiva sia per i turisti che per i pellegrini. I lavori di restauro si sono conclusi nel 2012, attraverso un intervento che ha riproposto le volumetrie originarie dell'edificio con materiali moderni, volutamente diversi sul piano figurativo. Questo intervento, giudicato invasivo e dannoso per l'autenticità del sito, ha portato l'UNESCO a inserire la cattedrale di Bagrati nella lista dei patrimoni dell'umanità in pericolo nel 2010 e poi a cancellarla dalla lista dei patrimoni dell'umanità nel 2017.


FINE PRIMA PARTE

GS3NO 15-01-2020 12:27

PARTE SECONDA.

Dopo la visita siamo andati a trovare la confraternita dei padri Stimmatini per lasciare loro il materiale didattico che avevamo concordato. Con non poche fatiche siamo stati capaci di trovare Suor Loredana che ci ha prima accolti e poi presentati alle altre Sorelle e Padri che dal 1993 sono a Kutaisi per la loro missione. Abbiamo trascorso un’ora piacevole di discussione e confronto.



Una delle indicazioni prima di lasciare l’Imereti fu quella di visitare il Monastero di Gelati. Questo venne fondato dal re georgiano Davide II di Georgia, detto "Il Costruttore", nel 1106, ma fu completato solo dal figlio Demetrio. Per lungo tempo il monastero rimase uno dei principali centri culturali della Georgia medievale grazie alla sua accademia in cui lavoravano i maggiori scienziati del paese, soprattutto teologi e filosofi. Molti di questi avevano studiato o lavorato all'estero, soprattutto a Costantinopoli per poi farne ritorno. La fama del monastero divenne tale che i contemporanei la chiamavano "la nuova Grecia" o "il secondo Monte Athos".


Le sorprese della giornata non erano ancora finite. Lasciata Gelati abbiamo diretto le ruote verso Gori percorrendo la M1. Tra Gori e Kutaisi c’è da valicare un passo non molto alto di quota, ma… (chissà perchè c’è sempre un “ma”) la strada è stretta e terribilmente trafficata sia da auto sia da mezzi pesanti creando un ingorgo insuperabile. Ad aggiungere difficoltà è arrivata anche la pioggia torrenziale trasformando la strada, già in condizioni precarie, in un torrente di acqua pluviale.


Il 2019 sarà ricordato come l’anno della pula… anche in Georgia mi hanno fermato i pulotti: mi hanno accusato che ho superato un camion attraversando la riga di mezzadria. Daniel è arrivato in soccorso comunicando che pure lui fa parte delle forze dell’ordine e ha iniziato a negoziare con il pulotto.


Durante la negoziazione hanno chiesto tutti i documenti miei e della moto; non hanno trovato nulla ma (un altro ma!!!!) mi hanno stampato un foglietto lungo eterno tutto in georgiano in cui c’è scritto che sono AMMONITO!!!!!! cose da pazzi…

Per arrivare a Gori il piano era quella di passare dalla cattedrale di San Giorgio. Il piano di marcia prevedeva di percorrere alcuni km di strada bianca che immancabilmente la pioggia aveva reso viscido. Ovviamente per prima cosa la sicurezza quando si è in sti posti e per non metterci in difficoltà abbiamo saltato la visita dirigendoci dritti a Gori.

https://lh3.googleusercontent.com/Ys...l=w363-h562-no
Interazione di Daniel con motociclisti indigeni - ho messo solo uno screenshot del video appositamente :lol: meglio non vederlo :lol: :lol:

Arrivati finalmente a Gori senza pioggia abbiamo in qualche modo trovato il nostro B&B. Suoniamo e nessuno ci risponde cerchiamo di farci sentire chiamando a voce fino a quando una vicina si fa viva e dopo una discussione in georgiano capiamo che qualcuno sta arrivando. Dopo mezz'ora arriva la figlia della proprietaria scusandosi del ritardo. Lei non vive a Kutaisi ma nella capitale Tbilisi e pratica il notariato ma comunque è venuta a sostituire la madre che era in vacanza in Italia. Le coincidenze della vita.



Dopo aver preso possesso delle camere siamo andati a cena in ristorante molto sovietico in cui abbiamo cenato proprio bene e tutto di cucina georgiana. Ha ripreso a piovere e siamo rincasati proprio stanchi.


Danielz77 15-01-2020 16:06

04/06/2019 l'avventura continua
Oggi si entra nel vivo del tour. Alle 07.30 partiamo per prendere la strada che ci porterà nella cittadina Georgiana di Kutaisi per visitare l’antica cattedrale di Bagrati risalente all’XI secolo. Di recente la cattedrale è stata ristrutturata dopo anni di declino. Una ristrutturazione che ha interessato principalmente l’esterno. Sinceramente non mi ha colpito molto. Ma pensare che esiste dal medioevo mette i brividi. Visitata la cattedrale facciamo una cosa insolita. Zeno era da tempo in contatto con delle suore che operano proprio a Kutaisi e si occupano di bambini orfani e gente bisognosa. Siamo andati a trovare la sede dell’ordine degli stimmatini. Siamo stati accolti con molto calore e abbiamo scambiato piacevoli chiacchiere davanti un caffè espresso italiano che già faceva sentire la sua mancanza. Emanuela, parlando con il prete ha anche trovato degli amici in comune; come è piccolo il mondo. Abbiamo lasciato una piccola offerta per i bimbi e dopo qualche foto di rito abbiamo ripreso la nostra marcia verso la fortezza di Surami. Faceva caldo e la lenta passeggiata fino alla vetta della fortezza iniziava a farsi sentire. Dalla fortezza si gode di una vista splendida! I paesaggi Georgiani ci accompagneranno per lungo tempo.
La sera arriviamo nel paesello di Gori. Ebbene io non sapevo cosa fosse Gori….. Niente di meno che la città natale di Stalin! Dentro Gori esiste un vero e proprio museo dedicato al dittatore comunista. Non avremmo avuto il tempo di visitarlo e forse…. Non ne avrei avuto nemmeno voglia. Arriviamo alla nostra pensione “Hotel Savane” la proprietaria non c’è sta per tornare ci dicono. L’esterno della struttura è fatiscente e il quartiere dove siamo non promette nulla di buono. Degli uomini nella casa accanto si ritirano da lavoro e fanno la doccia in giardino. Gori è un paese evidentemente molto molto povero. Arriva la proprietaria. Una signora molto elegante e gentile. Ci apre le stanze e…… sono stupende!!!! Tutto il mobilio ed il pavimento in legno massello e i servizi igienici curatissimi. Grande sorpresa. La sera andiamo in un ristorante, ci dicono il migliore della zona, e ceniamo sbranando qualsiasi cosa dal salmone al chakapuri e xinkhali. Mangiamo e beviamo fino ad oltre il limite di sazietà. A pranzo non avevamo mangiato quasi nulla. Paghiamo circa 8 euro a cranio!! Spettacolo!! Dopo cena Zeno mi invita a fumare un sigaro vicino al cortile dove abbiamo le moto. Questo è il segnale che la giornata è finita. Guardiamo le moto e io ancora non riesco a realizzare di essere lì con i miei compagni di viaggio ed ormai amici. Sono soddisfatto. Stanco, davvero ma soddisfatto.

Danielz77 15-01-2020 16:21

Quote:

Originariamente inviata da GS3NO (Messaggio 10217647)
PARTE SECONDA.

Il 2019 sarà ricordato come l’anno della pula… anche in Georgia mi hanno fermato i pulotti: mi hanno accusato che ho superato un camion attraversando la riga di mezzadria. Daniel è arrivato in soccorso comunicando che pure lui fa parte delle forze dell’ordine e ha iniziato a negoziare con il pulotto.

Curiosità:
- Pensavo lo volessero massacrare con sanzioni distruttive.... Alla fine nella peggiore delle ipotesi la sanzione sarebbe stata 20 euro circa. Siamo stati mezz'ora sotto la pioggia per avere il famoso fogliettino di ammonimento!!!
- Il poliziotto non credeva che fossi un "collega" (probabilmente perchè il mio fisico palestrato può trarre in inganno....dall'alto della mia panza) e ha voluto una prova.... gli ho dovuto mostrare una foto in divisa operativa hahaah perchè ovviamente il tesserino lo avevo lasciato a casa :-)

- In ogni caso aveva ragione il poliziotto; Gs3no aveva superato la linea longitudinale. E' stato bellissimo sentire Zeno imprecare in veronese mentre quello parlava Georgiano ...... ed io parlavo in quasi siciliano. Alla fine l'abbiamo spuntata :-) ma se ci penso rido ancora :-) quanto è brutto Zeno incazzato !!!

augusto 15-01-2020 21:43

Ps: quella roba a forma di aglio che si vede sopra, è zeppa d'aglio davvero.

GS3NO 16-01-2020 10:53

4.6 Gori - Uplistsikhe - Mtskheta - Tbilisi
 
4.6 Gori - Uplistsikhe - Mtskheta - Tbilisi

DAY 4 - 05 giugno 2019
Km percorsi: 3279
Km tappa: 95

In Georgia la colazione parte sempre dalle 09:00. Ma per noi è sempre troppo tardi e ogni giorno chiediamo se sia possibile anticiparla. Così anche ieri abbiamo avuto la stessa richiesta e la signora notaio, un po’ perplessa, annuì. Posso capire che per loro le vacanze possono essere viste come le nostri anni 70 e 80 ma noi abbiamo esigenze diverse da quelle del dormire.
E’ arrivata in ritardo (omissis, omissis, omissis). E se c’è una cosa che mi fa malumore è non rispettare quanto accordato (omissis, omissis, omissis). La colazione è quella tipica georgiana: la tavola viene imbandita con molto cibo ma tutto salato e nulla di dolce; così quelli di noi più tradizionalisti si sono trovati spaziati. Peccato avrebbe detto Paolo se fosse stato al mio posto.


Si esce!


La tappa odierna è la più breve di tutto l’itinerario caucasico, solo un centinaio di chilometri, ma prevede tre tappe importanti di visita che ci occuperanno l’intera giornata:
4.6.1 Uplistsikhe. Usciamo da Gori costeggiando la piazza in cui c'è il museo dello zio. La cosa sorprendente è che per farlo hanno raso al suolo il quartiere in cui nacque fatta eccezione per la sua casa natale: ossia le hanno costruito il baraccone attorno!!! :lol: Comunque la strada che divide Gori da Uplistsikhe è breve e piacevole e l'attraversamento del ponte ha il suo perchè:
Attreversamento del ponte -> https://www.youtube.com/watch?v=eHeP0x3cgbA <-

Arrivo al parcheggio -> https://www.youtube.com/watch?v=WIdY4B8yr0o <-
Entrare nel sito archeologico è stato un tuffo nel passato remoto di questa terra. I primi insediamenti umani ad Uplistsikhe avvennero quando questa terra si chiamava Iberia. Ebbene sì, a quanto pare genti di questa terra emigrarono in tempi remotissimi verso il nord della Spagno dandone il nome. Questo spiegherebbe molte similitudini tra la lingua Basca e quella Georgiana.
Il sito sorge su un’altura geograficamente strategica per controllare la valle fluviale sottostante. La cosa che ci ha impressionato è stata che la città fu abitata ininterrottamente dall'età del ferro fino al medioevo e la coesistenza di architetture pagane e cristiane evidenziano come i suoi abitanti fossero tolleranti. Ma l’arrivo del Cristianesimo ne sancì la perdita d’importanza a favore di Mtskheta e Tbilisi. Solo con l’invasione musulmana il centro fu rifugio per i cristiani e quindi nuovamente riportato in auge.

https://lh3.googleusercontent.com/rk...6=w453-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/AL...=w1436-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/B3...=w1436-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/l8...=w1436-h806-no
Guardiano preistorico del sito.

https://lh3.googleusercontent.com/Cz...=w1436-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/KZ...=w1436-h806-no
C'è una minima percentuale di Augusto nella foto :lol:

https://lh3.googleusercontent.com/lO...=w1436-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/3s...=w1436-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/V5...S=w453-h806-no
Dettagli architettonici.

https://lh3.googleusercontent.com/tT...=w1436-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/Qv...=w1436-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/H8...=w1436-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/dw...=w1211-h400-no

https://lh3.googleusercontent.com/c4...=w1436-h806-no


Camminare su questo lastrone di tufo costellato di “buchi” fa fare degli scontati parallelismi con la Cappadocia o con Matera, ma in realtà questo è un sito diverso.
In ogni modo ripartiamo e per non spararci 30km si era deciso di fare 1.5 km di strada bianca. A me sembrava ragionevole... ma figurati quelli del 17!! Apriti cielo :confused: ed io che mi aspettavo che mi ringraziassero per averli allenati a quello che poi avremo trovato... ù

https://lh3.googleusercontent.com/vn...2=w606-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/RF...y=w606-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/xJ...9=w605-h806-no

https://lh3.googleusercontent.com/lP...p=w605-h806-no
-> https://www.youtube.com/watch?v=WJyqt1CQqUQ <-
Finito lo sterrato e ripresa la strada statale parallela a quella più banale lo spettacolo che offre in panorma è unico...



Poi la discesa è quasi immediata all'altra tappa odierna: Mtskheta
-> https://www.youtube.com/watch?v=R3wo4WXKCEg <-
-> https://www.youtube.com/watch?v=9_xmzeiw9BQ <-
Abbiate pazienza per l'audio... FINE PRIMA PARTE :D

augusto 16-01-2020 11:24

Grazie Zeno!

me'ndo 16-01-2020 11:47

... se disturba il volume si può sempre abbassare :lol:

Seguo con moltissimo interesse, in particolare aspetto qualche commento da "quelli del 17" ... se mai dovessi seguire le vostre orme anch'io quella ho ;);)

GS3NO 16-01-2020 12:02

Parte Seconda
 
4.6.2 Mtskheta. Lasciata Uplistsikhe ci sono due modi per arrivare a Mtskheta, il primo sulla veloce autostrada e il secondo proseguendo per la strada M29 che attraversa un leggero altipiano. La strada inizia con attraversare alcuni villaggi remoti per poi prendere quota e offrire panorami che sono molto suggestivi. Ci sono coltivazioni di piante a cui non abbiamo saputo dare un nome, ma assomigliano straordinariamente alla Dactylorhiza maculata (Google Lens). Questi campi spiccavano con il color viola sull’erba verde vivo. La strada scende e costeggiando il Mtkvari arriva a Mtskheta.


Certo la Cattedrale di Svetitskhoveli lascia veramente stupiti. Circondata da mura e un bel giardino svetta nel centro dando un senso di sacralità al sito. La leggenda vuole che sia il luogo in cui sarebbe stata sepolta la tunica di Gesù Cristo. Secondo la tradizione fu Santa Nino a scegliere il luogo di confluenza dei fiumi Mt'k'vari e Aragvi come sede della prima chiesa georgiana. Le fonti agiografiche del paese sostengono che nel I secolo un ebreo georgiano di Mtskheta, chiamato Elia, assistette alla crocifissione di Gesù a Gerusalemme. Egli avrebbe acquistato la tunica di Cristo da un soldato romano sul Golgota e l'avrebbe poi portata in Georgia. Tornato nella sua città natale, Elia fu accolto da sua sorella Sidonia. Costei morì dall'emozione subito dopo aver stretto forte al petto la tunica. La presa della donna era talmente forte che la tunica venne seppellita insieme a lei. Il luogo di sepoltura di Sidonia è custodito nella cattedrale. Sul punto in cui fu seppellita la sorella di Elia crebbe poi un enorme albero di cedro. Nel IV secolo, dopo la conversione di Mirian III, l'albero fu abbattuto per costruire la chiesa. Una volta eretti sei pilastri, il settimo (da posizionare sul punto in cui era cresciuto il cedro) si alzò miracolosamente in aria e ritornò per terra solo dopo che Santa Nino passò un'intera notte in preghiera.


Molti fedeli georgiani sono estremamente devoti a santa Nino e il sito è frequentato da veri devoti. La nostra presenza però non desta fastidio e siamo liberi di guardare e curiosare per la chiesa principale. La sua leggenda e la sua architettura hanno un forte potere persuasivo e l’atmosfera che si respira dentro è veramente solenne e sacra.

Durante la visita alla Cattedrale di Svetitskhoveli abbiamo deciso un piccolo cambio di programma, e per fortuna... siamo saliti al Monastero di Jvari da cui scopriremo una vista mozzafiato! Le due guide riportavano una strada impervia e curvosa... ora, o l'hanno rifatta oppure abbiamo parametri di tortuosità diversi

Monastero di Jvari. Dopo la visita ci siamo diretti al Monastero di Jvari che domina la confluenza dei fiumi Mt'k'vari e Aragvi e la città di Mtskheta. Secondo la guida la strada era tortuosa, in realtà ha poche curve e un tornante solo, quindi tutta questa tortuosità nessuno di noi l’ha notata. Sebbene l'edificio eclesiastico è meno suggestivo, sorge su una posizione davvero unica, e il panorama che offre è unico nel suo genere.


Così dopo visita e foto di rito siamo ripartiti per andarcene all’hotel di Tbilisi.
Siamo arrivati a Tbilisi facendoci strada tra un traffico che non ha un minimo di disciplina. Dovete sapere che sono accusato di essere un pirata vandalo della strada perchè seguo pedissequamente la traccia GPS senza curarmi della segnaletica, ignorando sensi unici, divieti di transito, aiuole e gradinate delle chiese… a volte può essere successo…. Comunque, abbastanza semplicemente, e questa volta senza percorrere sensi unici al contrario, siamo arrivati alla nostra destinazione: l’hotel Opinion. La struttura è nel centro storico di Tbilisi ai margini della zona pedonale e a traffico limitato, in una zone più belle di una città che affascina solo entrandoci.

https://lh3.googleusercontent.com/VH...P=w994-h745-no
Come parcheggiano i 17: educati e civili

https://lh3.googleusercontent.com/t8...0=w994-h745-no
Parcheggio ignorante del 21 :lol:

Anna e Marianna vanno a fare il check-in alla reception e vogliono essere pagati in anticipo. Noi in qualche modo tentenniamo, facciamo melina e riusciamo ad avere le chiavi senza pagare prima. Dopo aver preso possesso delle camere, una doccia ci troviamo seduti ai tavolini nel vicolo dell’hotel, chiuso al traffico ed adibito a plateatico del bar, e quasi tutti si lamentano del caldo delle stanze. Così andiamo in reception e manifestiamo il nostro disappunto. Ci viene detto che l’hotel si è già mosso per l’installazione dei condizionatori nelle stanze e noi rimaniamo perplessi: fanno dei lavori con le stanze occupate?


Come dire... Un po’ rassegnati (per un usare altri verbi) andiamo a passeggio per la zona nord del centro città con l’obiettivo di andare a cena al “Old city wall”. Zigzagando più o meno a caso iniziamo a capire quanto sta Tbilisi è bella. Vedi che dico vero! ;) A pochi passi dall’hotel c’è la famosa torre dell'orologio, la casa blu, la piccola sinagoga e al patriarcato di Georgia. Che dire, Tbilisi ci sta conquistando. Il ristorante è ricavato dentro ad una fortificazione delle vecchie mura di cinta della città ed è chiaramente un posto molto alla moda in città. Veniamo accolti e condotti ad un bel tavolo rialzato rispetto alla principale, di cui godiamo una vista privilegiata.


Ordiniamo ognuno un paio di piatti tipi diversi e ci facciamo portare un vino georgiano prodotto con il loro metodo classico.
Visto che negli ultimi 20 anni tutti sono diventati esperti di vino, recensiscono e capiscono di ogni dettaglio tecnico... (figa lasciatemi fare polemica sulla società odierna) Un po' di dettagli sul Vino Georgiano. Nel 2013 il metodo tradizionale di vinificazione in qvevri è stato iscritto nella lista Unesco del Patrimonio Immateriale dell'Umanità proprio per la sua tipicità e per il suo strettissimo legame con la cultura rurale georgiana. Il qvevri è fatto per durare: non è raro trovare esemplari di oltre due secoli ancora in uso. I primi qvevri risalgono a circa 8000 anni fa, in epoca pre-romana e differiscono dalle anfore (utilizzate per il trasporto) per non essere dotati di manici e per essere destinati all'interramento. Costruiti in terracotta, non sono smaltati ma vengono ricoperti all'interno da un sottile strato di cera d'api al fine di limitare l'evaporazione e lo scambio con l'ambiente esterno. Dopo essere stati avvolti esternamente con uno strato di calce, sono interrati in ambienti coperti anche se non è escluso il posizionamento all'aperto. Questa pratica garantisce il mantenimento della temperatura sia in fase di fermentazione che in fase di maturazione e affinamento.Esistono differenti metodi di vinificazione utilizzati a seconda delle zone di produzione, tutti molto simili tra loro se non nella diversa quantità di vinacce utilizzate. Il metodo "kakheto", utilizzato nella Georgia orientale, prevede l'utilizzo nel mosto delle vinacce (chacha in georgiano) complete di bucce, vinaccioli e raspi. Al contrario, il metodo "imereti", della zona occidentale, prevede l'utilizzo solo di una piccola parte (circa il 10%) di bucce e di vinaccioli senza i raspi. Un altro metodo, il "Kartli", utilizzato nell'omonima zona, prevede l'impiego di bucce, vinaccioli e raspi per circa il 30%. Il processo di vinificazione, identico per tutti i metodi, prevede che, dopo una soffice pigiatura, il mosto sia messo nei qvevri. La fermentazione alcolica inizia spontaneamente con l'azione dei lieviti indigeni; durante questa fase, di una decina di giorni circa, il qvevri rimane aperto per consentire all'anidride carbonica di uscire dal recipiente e permettere di spingere sul fondo il cappello di vinacce a favore dell'estrazione dei polifenoli e delle altre componenti presenti nelle vinacce. La temperatura di fermentazione viene controllata naturalmente; è il fresco della terra nella quale le anfore sono interrate che la mantiene relativamente bassa. A fermentazione conclusa, le vinacce si depositano sul fondo restando, solo in piccola parte grazie alla particolare forma del qvevri, a contatto con il vino. I qvevri sono riempiti fino all'orlo con altro vino della medesima tipologia; un semplice coperchio viene appoggiato sopra l'apertura fino al completamente della successiva fermentazione malolattica. Completato il processo fermentativo, il qvevri viene chiuso ermeticamente sigillando il coperchio con argilla o cera e coprendolo con uno strato di sabbia. La maturazione prosegue a temperatura stabile (intorno ai 13°C) per altri 3 o 4 mesi. Verso marzo o aprile, il vino viene prelevato lasciando sul fondo le fecce e messo in un altro qvevri pulito a decantare per un paio di mesi, passati i quali si procede a un nuovo ultimo travaso in un'altra anfora nella quale la maturazione prosegue ancora per 2 o 3 anni, anche se ci sono casi in cui si protrae fino a 20 anni. Le pareti del qvevri, nonostante la chiusura ermetica, permettono una lenta ossidazione del vino a fronte di una limitata evaporazione che comunque costringe al controllo quindicinale del livello e all'eventuale rabbocco.
Non c’è da ribattere su nulla, un vino simile al nostro Chianti a cui bisogna togliersi il cappello!
Finita la cena continuiamo con la passeggiata allungando fino al Ponte della Pace progettato da Michele De Lucchi.


Dopo le foto di rito, ormai stanchi rientriamo in hotel.

GS3NO 16-01-2020 12:04

Quote:

Originariamente inviata da me'ndo (Messaggio 10218210)
... se disturba il volume si può sempre abbassare :lol:

Seguo con moltissimo interesse, in particolare aspetto qualche commento da "quelli del 17" ... se mai dovessi seguire le vostre orme anch'io quella ho ;);)

:lol::lol::lol: sempre ultimi anche nei commenti :lol::lol::lol::lol: :arrow::arrow::arrow::arrow::arrow:

GS3NO 16-01-2020 16:25

DAY 5 - 06 giugno 2019
Km percorsi: 3374
Km tappa: 0
Oggi dopo una settimana di viaggio è il giorno di riposo da moto, ma faremo molto moto... a piedi!!!!

Tbilisi è una città che mi è piaciuta moltissimo. Contrasti dell'antico con monumenti ed edifici futuristici ben mescolati. Città cosmopolita, giovane piena di vita e turismo. Il giorno che abbiamo dedicato alla visita ha lasciato il segno.

Dopo una colazione da veri vacanzieri in stile resort Mar Rosso abbiamo uscito le chiappe dall'hotel.

https://lh3.googleusercontent.com/sA...W=w532-h946-no
Hotel con curiosi che ammirano Queen...

Direzione ponte della pace, per andare a al teatro dell'opera e prendere l'ovetto che porta alla fortezza.


Salire con quel robo lì merita, la vista che si ha è proprio bella:


La fortezza è carina, ma vale di più il panorama che si gode da lassù. Discesi ci siamo fermati nella parte dove l'architettura musulmana è ancora fortemente visibile


Per visitare il palazzo presidenziale e la famosa cattedrale della santissima trinità bisogna attraversa il Mtkvari, ma la cattedrale merita


Dopo la visita diretti in hotel per pausa e riposo. La sera ci siamo fatti un aperitivo al mitico Linville, in cui qualche anno fa Vinicio Capossela tenne un concerto molto ristretto.


Direzione cena. Avevo selezionato un ristorante di robe strane... nella speranza di uscire appanzato alla fine abbiamo avuto una seconda cena... :confused:


Vabbè siamo finiti a magiare altro per poi andare a cena...

augusto 17-01-2020 00:41

Non posso inserire commenti a quanto così ben esposto.
Molto curiosa quest'ultima cena. In una parte un po' fuori mano e molto diroccata della città, dovendo passare attraverso cancelli malchiusi, il locale è innegabilmente ricavato in un garage e viene gestito da una ragazza originaria della Scozia, quì giunta seguendo il cuore. L'unico piatto che è possibile assaggiare al "crayfish" sono questi gamberoni d'acqua dolce, magari anche buoni, ma che non tutti hanno gradito.
Ecco perchè quella sera avemmo due cene. E fiumi di birra.

https://www.tripadvisor.it/Restauran...s-Tbilisi.html

Le recensioni mi danno torto. Ascoltate loro.

Danielz77 17-01-2020 11:49

05/06/2019
Oggi non dobbiamo fare molti km solo un centinaio. Perciò colazione prorogata alle ore 9 un po' di relax. La proprietaria allestisce la sala da pranzo situata al pian terreno sotto le nostre camere con una tavola degna di un re. Crauti, polpettazze, roba unta e sorpresa sorpresa…..LA PASTA!!!! Chiaramente rimane quasi tutto tra chi mangia poco, chi è vegano ecc.ecc. Io ho il coraggio di assaggiare le polpette unitamente al buon Paolo, con il caffè solubile; ancora me le sogno la notte in modalità incubo. Fatta questa strana colazione si parte alla volta del sito di Uplistsikhe, una città scavata nella roccia verso il 1000 A.C. arriviamo, parcheggiamo e iniziamo la lenta salita per la vetta. Fa caldo ma è ventilato ed il mio sovrappeso non mi impedisce di arrivare sul punto più alto. Il posto è bellissimo. Anna da buona guida turistica ci legge qualcosa che approfondiremo privatamente in altre sedi. “Non sono molto preparata” frase che Anna userà simpaticamente molto spesso.
Torniamo alle moto, io sono un po' sudato e mi dirigo verso il chiosco della bibitara dove ho lasciato la mia roba ed i caschi. Si, sono un po' paraculo e riesco a chiedere ed ottenere anche delle cortesie parlando una lingua diversa dal georgiano. I georgiani finora sono stati tutti squisitamente gentili. Rifocillati prendiamo armi e bagagli e continuiamo alla volta della splendita Mtskheta che fu capitale dell’antico regno georgiano tra il III secolo A.C. e il V sec. D.C. patrimonio dell’unesco. La strada che ci accompagna in questa tappa attraversa antichi vigneti e si sente l’odore del mosto. Attraversiamo la strada di Zahesi ed è stupenda. Una striscia di asfalto dove ai lati insistono due splendide colline in fiore. Ci fermiamo per fare alcune splendide foto. La cittadina è stupenda, pulita e …. antica!! Fa caldo e ci rinfreschiamo con acqua e gelsi comprati per strada. Non ho mai mangiato dei gelsi così buoni. Iniziano a piacermi davvero i sapori caucasici. Visitata la cattedrale facciamo una deviazione per visitare la cattedrale di Svetitskhoveli. Si trova a pochi km in linea d’area dall’antica capitale. Dalle mappe gps non esiste una strada asfaltata ma di fatto troviamo una strada praticamente nuova da percorrere. La vista dalla cattedrale ci offre uno spettacolo unico. Ne è valsa la pena. Siamo stanchi e dobbiamo ancora arrivare alla nostra meta odierna. Si va a Tbilisi, la capitale che ha sostituito la vecchia Mtskheta in quanto ritenuta più difendibile grazie alla sua posizione geografica più strategica. Probabilmente sarà stato vero. Alle 19:30 circa entriamo a Tbilisi, che sarà la nostra casa per ben 3 notti. Arriviamo all’Hotel Opinion e parcheggiamo di fronte l’albergo. L’albergo è praticamente in centro a piedi si raggiunge qualsiasi luogo di interesse. Dopo alcuni piccoli inconvenienti con le camere la sera usciamo per le vie del centro e andiamo a cena in un ristorante il “old City Wall” chiaramente dal nome un ristorante all’interno delle vecchie mura. Beviamo Gwino (vino) e ognuno di noi assaggia dei piatti tipici in base le proprie esigenze. Io e Paolo scofaniamo di brutto e Emanuela mentre mi rimprovera assaggia tutto. Cena ottima accompagnata da un coro di artisti locali con canzoni che ricordavano i cori trentini di montagna...mah….
Prima del viaggio sono entrato in contatto tramite facebook con altri viaggiatori che avrebbero fatto più o meno il nostro tour. Arrivano notizie scoraggianti. Paolo Secomandi e Stefano Cipollone mi informano che le strade armene fanno schifo e che la strada M1 che dovremo prendere tra qualche giorno per ritornare dall’Armenia alla Georgia è praticamente distrutta ed inesistente. Studiamo a tavolino un piano B con Zeno e gli altri ma una cosa è certa. La M1 dobbiamo farla!!!! Non c’è una soluzione diversa. Inizia qui una preparazione psicologica importante sulle tempistiche di percorrenza e sulla fattibilità della strada; già perché il problema è principalmente il mio visto che ho una moto sportiva.
Tbilisi by night è uno spettacolo!!! Ma siamo stanchi e rimandiamo la vita notturna a domani. Fa caldo e in hotel non funziona l’aria condizionata. Io faccio uso del mio criticato ventilatore portatile ….. riesco a dormire grazie a lui tutta la notte.

06/06/2019
Dopo quasi 3.500 Km oggi è giornata relax ….. relax un cazzo!!! Giriamo tutta la città a piedi per un totale di 12 km (fonte android wear watch). Visitiamo i luoghi più belli della città. Musica ovunque e locali sempre pieni di vita e musica. Nel pomeriggio andiamo a visitare un locale su indicazioni di un amica di Marianna, il “Le Ville”. Il locale è situato nella parte più vecchia di Tbilisi ovvero la parte che non è stata ristrutturata a seguito del terremoto del 1994 anno della guerra con la Russia e del terremoto (se non è sfiga questa…) Gli edifici in questa zona sono diroccati e “storti”...accartocciati e pericolanti. Il Le Ville è situato in un appartamento al primo piano risalente agli anni 50. Le camere e i muri sono storti e il mobilio ti riporta indietro nel tempo di 50 anni. Stupendo. In questo locale si è anche esibito Vinicio Capossela gratuitamente … si dice che fosse di passaggio e si sia messo al pianoforte mah magari è vero. La sera ceniamo beviamo in un locale di cui non ricordo il nome. Domani sveglia presto andremo quasi al confine russo. Prima di andare a nanna rimaniamo ad ascoltare il violinista che suona davanti il cortie dell’albergo; prendiamo una birra e parte una splendida canzone di Ennio Morricone, la canzone a tema del film nuovo cinema paradiso. L’artista è bravissimo; una grande emozione mi riporta indietro nel tempo e mi fa ricordare da dove vengo, chi sono e dove sono in quel momento. Viaggiare probabilmente serve anche per portare un pezzo di noi in luoghi lontani.

Danielz77 17-01-2020 11:57

Quote:

Originariamente inviata da GS3NO (Messaggio 10218222)
:lol::lol::lol: sempre ultimi anche nei commenti :lol::lol::lol::lol: :arrow::arrow::arrow::arrow::arrow:

Il mio contro-report è meno professional e meno preciso sicuramente diciamo approssimativo, degno di un "17

a proposito di ciò per men'do..... Si può fare con il "17 ma con delle criticità che verranno raccontate soprattutto nelle pagine successive del Report. Una cosa posso anticiparla.....se vuoi andarci non puoi limitare la tua voglia in base al cerchio, prendi e vai. D'altra parte non stiamo parlando di andare in Pamir, bensì di paesi in via di sviluppo e in una maniera o nell'altra "fai tutto". Fisicamente certo ti stanchi molto di più rispetto ad avere la moto adatta. Non mi sono mai pentito di essere partito con la k1200s ma in gruppo certamente speravo di non essere di intoppo per i miei compagni. Quindi piuttosto che pensare al diametro della gomma bisogna preoccuparsi di partire con persone comprensive e costruttive. Il gruppo serve anche a questo. Per questo non parto più con Zeno ahahaahahah (non è vero si riparte tra qualche mese n'do cazzzzzo vanno Zeno e nonnoAugy senza di me ormai :eek::eek: )

GS3NO 17-01-2020 12:30

Quote:

Originariamente inviata da Danielz77 (Messaggio 10218830)
n'do cazzzzzo vanno Zeno e nonnoAugy senza di me ormai :eek::eek: )

Ormai Daniel è uno di noi... solo che pure st'ano ce stanno i sassi!!!

in un gruppo servono i personaggi diversi perchè mitigano gli spigoli dei singoli: ad esempio noi eravamo sortiti così:
- un pianificatore capillare che va in ansia se qualcosa non s'incastra nel cubo costruito a priori; inoltre d'incazzo facile.
- uno che pacificamente accomoda e media tra le parti.
- uno che aiuta tutti nel bisogno.
- uno che sdrammatizza nelle situazioni tese, trova il positivo ed riesce a tirar fuori il meglio da tutti .
Insomma, in 3 settimane ne succedono di cose e di queste ogni tanto ci si trova in situazioni tese o che mettono a disagio. Ma è proprio il team di viaggio (a me piace chiamarla carovana) che supera le avversità grazie all'intervento di uno o più singoli. Per questo credo fervidamente che nel team non si deve essere tutti uguali, quello non è un team efficiente. Per esserlo ognuno deve essere bravo a far qualcosa in cui gli altri deficitano. Questo vale per tutti i team, e il nostro lo è stato: un super team efficiente. :happy6:

inoltre una cosa deve essere detta: in questo tipo di viaggi l'armonia la fanno al 80% le donne. noi uomini riusciamo a trovare più facilmente la quadra. Invece se le "femmine" non vanno d'accordo il giochino si sminchia. Mi piacerebbe dire che questa è stata un'altra fortuna, ma in realtà è più questione di carattere, intelligenza, abilità relazionale, abitudine... eravamo in 7 e tutti siamo andati d'accordo.

Grazie team!

GS3NO 17-01-2020 13:44

4.7 La strada del vino
 
4.7 La strada del vino

DAY 06 - 07 giugno 2019
KM percorsi: 3374
KM tappa: 320

La sveglia è impietosa ma anche oggi abbiamo da visitare tre località di rilievo storico e socio-culturale. Come già detto, generalmente in Georgia le colazioni sono servite dopo le 09:00 e quando chiediamo di anticiparle notiamo sempre reazioni di preoccupazione. In ogni modo siamo autosufficienti anche in Hotel e in qualche modo riusciamo a prepararci il caffè e troviamo un po’ di frutta fresca e yogurt per mangiare durante il solito briefing di tappa. Quando arriva la preposta alla colazione non fu proprio felice che c’eravamo arrangiati da soli. Sebbene capisco non posso partire alle 10:00 del mattino perchè qualcuno si secca.

Dopo il primo pasto del giorno, spostiamo le moto da dove erano parcheggiate e metterle ben ordinate con la ruota anteriore in direzione nord verso il viale Nikoloz Baratashvili. Attraversato il ponte omonimo, si costeggia il lato nord-orientale del parco Rike e togliendo ogni indugio si parte in direzione est con riding mode: "Passo Marathon".

La nostra prima destinazione è il monastero di Alaverdi. Appena usciti da Tbilisi imbocchiamo la M38 e attraversiamo le montagne tra i due parchi nazionali di Tbilisi e Mariamjvari. Curiosa l'insegna che indica un qualcosa di non ben identificato con un nome a me caro: "VERONA"...




Il monastero di Alaverdi appare dietro alle sue mura di cinta sulla sinistra, il complesso religioso è estremamente interessante sia per la storia millenaria sia per la sua architettura.


dentro le sue mura di fortificazioni ci sono oltre all'edificio per le funzioni religiose anche altri edifici che fungono da dormitori, refettori, panettiere e ogni altra attività indispensabile per la comunità di monaci. Inoltre anche qui la produzione di vino con il loro metodo classico fu ampiamente praticata. Ancora oggi il monastero produce vino.


Tornati alle moto...


Si parte per raggiungere la seconda tappa odierna: Gremi.


L'arrivo a Gremì ha il suo perchè, si vede la fortezza lentamente ingrandirsi a sinistra piano piano che ci si avvicina.

La fortezza di Gremì svetta e domina la valle del fiume Alazani.


Pargheggiamo ed entriamo nella "roccaforte"



La fortezza è proprio una costruzione puramente difensiva, sebbene ci abitasse un nobile con la sua famiglie e la propria guarnigione è proprio spartana. Ma nel medioevo qui non doveva scherzare molto...


Ma la tappa odierna non è ancora finita e dobbiamo percorrere ancora circa il 50% della strada e visitare una cittadina particolare per la regione caucasica: Sighnaghi. Durante la salita troviamo un georgiano che si è ingegnato con il turismo, offrendo passaggi sul proprio sidecar:


Sighnaghi è costruita in cima alla collina che tanto ricorda le cittadine italiane delle regioni centrali.


Dopo pranzo, alla ripartenza, Augusto ferma tutti: “Ho la gomma posteriore a terra”. Nella piazza principale cerchiamo un chiodo, una vite o qualsiasi altra cosa che possa aver bucato lo pneumatico. Ma nulla.


Dopo alcuni tentativi individuiamo la causa: un piccolo foro in una posizione difficilmente riparabile. :mad: Tamponiamo al meglio e andiamo dal gommista. Appena arrivati vediamo nell’ordine: una ruspa, un camion e un’auto. Qualche dubbio ci assale: avranno mai aggiustato una moto? Così cerchiamo di interagire alla meglio, quando capiamo che la situazione va gestita diversamente. Così offrendo 4 birre e un sigaro toscano l’atmosfera si fa più scherzosa. Daniel inizia a collaborare attivamente con il gommista mentre di mio mi intrattengo con il proprietario e grazie alla funzione “conversazione” di Google translator le comunicazioni si fanno più agevoli. Alla fine abbiamo avuto un invito a cena a casa loro, ma purtroppo con rammarico estremo abbiamo dovuto rinunciare. In qualche modo il proprietario gommista ha voluto essere riconoscente e c’ha offerto la riparazione.

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Come dicevo: :lol: :lol: ognuno il proprio ruolo: il veronese seduto a fumare e intrattenere, il catanese a laorar!!! :lol: :lol:

Lasciato il gommista siamo frettolosamente tornati in Hotel a Tbilisi visto che la sera si stava facendo strada e guidare la moto al buio in quelle zone non è forse la miglior cosa da fare.



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