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sostanzialmente e' la ragione per la quale, a torto o ragione, si pongono dei limiti su strada....
se facciamo diventare l'andatura una costante, per i ltramite dell'applicazione dei limiti, ecco che il ragionamento cambia del tutto.... una Panigale / R1 da 200 CV con sosfisticatissimi sistemi elettronici e' di certo piu' sicura di un kawa 2t, a condizione di rispettare il limite imposto. se le porti a manetta entrambe, il contesto urbano, l'imprevisto, la mancanza di vie di fuga rendono i mezzi potenzialmente letali in modo direttamente proporzinale alla velocità... a 200 km/h accade tutto maledettamente in fretta. ecco perche' il legislatore si concentrata sulla velocità massima piuttosto che sullo spazio di frenata o sull'accellerazione |
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mi sono dimenticato di aggiungere...
la "carriera" motociclistica e' determinante, se cominci con il 50ino cominci a capire subito come e quando si va per terra.... farlo a 50 km/h e' un conto, ricevere il battesimo dell'asfalto su un T-Max guidato con la patente B, magari ai 130 superando la fila di auto (pensando di essere piu' furbo di loro) e' tutt'altro... di solito non si racconta |
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E' purtroppo vero che oggi gli utenti delle due ruote considerano ogni moto con meno di 100 cv un mezzo da passeggio. Ho scoraggiato un mio collega dall'acquisto di un CBR600RR come prima moto, gli ho chiesto se gli puzzava vivere ancora qualche anno, gli ho consigliato di iniziare con qualcosa di più tranquillo che per uno senza esperienza è anche più divertente ma lui mi ha risposto che con moto che vanno piano non sapeva cosa farsene. Noi, fortunatamente, siamo cresciuti motociclisti! |
anche fare offroad aiuta a capire che il culo per terra si mette facilmente e fa sempre molto male...
poi sull'asfalto stai molto molto all'occhio. |
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La Kawa guidarla a 110 Km/h era un piacere unico, sull' R1 invece ti addormenti (quindi più pericolosa) :lol: |
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passi pure il diritto acquisito ma dare un Tmax in mano ad un signore di 50/60 anni che non mai guidato una moto, in piu' con l'aggravante della "relativa" semplicità d'uso, nel senso ruoti la manopola e va.... e' da pazzi... così come mettere la testa sotto la sabbia e far omologare le versioni "depotenziate".... senza apporre un vero vincolo per la tutela... un sigillo o qualcosa che ne permetta immediatamente di vericare la contraffazione |
Una volta si andava in moto per passione...
Oggi ci vanno un pò tutti..... |
comunque quello che manca e' farsi male e poterlo raccontare, non sempre conta ma in gran parte "educa".
se quando dai la botta la dai bene, ormai e' troppo tardi |
Visto che il progresso non si può fermare e la strada è di tutti, bisogna cambiare le proprie abitudini ed il proprio concetto di moto, capendo cosa vogliamo, e aggiornandoci alla bisogna.
Il passato è passato, si può vivere vintage, senza guardare cosa succede intorno, ma godendosi il proprio modo di andare in moto. |
Aspes, il tuo post non lascia spazio alla contraddizione. Tutto inappuntabile.
Anche l'intervento di Jack! lo trovo azzeccato, come molti altri. Purtroppo dagli 80Km/h in su si rischia e le protezioni non sono più sicure. Di sicuro oggi le potenze, complice la riduzione dei pesi, ti mette tra le chiappe dei missili. Parlavo proprio una sera con un mio amico, sui 55 anni, che ha sempre avuto super sportive (CBR1000, anni 90 che faceva già i 300 per capirci), che non capisce perchè io a 37 anni debba guidare BMW. Gli hio spiegato che per me 110cv sono abbastanza, che mi piace la coppia e la piega, e che sul misto le moto a mezzo manubrio se la sognano l'agilità, etc. MA lui nulla, per lui il massimo era quella potenza che ti butta fuori dalla curva ed in un attimo sei ai 200. Ecco, se buona parte dei motociclisti cerca questa emozione avremo sempre più supersport. PS: di mio gli consigliavo di andare a girare in un aeroporto se quello era il suo massimo. |
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Bisognerebbe sapere come sarebbe andata se negli anni '70/'80 i motociclisti avessero avuto casco e protezioni. Chissà, forse qualche sorpresa sarebbe saltata fuori. |
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Poi bisogna capire bene che cosa si intende per progresso !!!! |
benissimo , vedo che gli spunti sono numerosi. COsa comincia a uscire?
1) la densita' di traffico in aumento e' una causa sicuramente fondamentale, su questa purtroppo non ci sono azioni correttive possibili 2) la tipologia di utenza non fa piu' la gavetta, e anche su questo non e' possibile fare molto, al di la' del fatto che il mezzo sia depotenziato, SECONDO ME, conta anche molto l'eta', se noi cominciavamo col 50 e poi con il 125, era perche' comicniavamo a 14 e poi proseguivamo. Sappiamo tutti molto bene che piu' l'eta' e' precoce e piu' e' facile l'apprendimento , in piu' le moto piccole hanno peso e dimensioni da moto piccole, una depotenziata e' solo meno potente, ma maneggiarla e' come una grossa (e per un principiante c'e' una bella differenza). 3) per le auto il progresso sulla sicurezza e' stato effettivamente capitalizzato (a parte cellulari e navigatori) perche' le velocita' medie sono addirittura diminuite causa traffico. Resta il dettaglio che con un miniincidente fai tanti danni che conviene demolirla, ma questo e' altro discorso, purtroppo comune a moltissime moto. 4) veniamo al concetto piu' SCABROSO e rilancio con una affermazione pesante. La sicurezza in moto e' fatta al 99% dall'uomo e dalla velocita' che tiene. Daccordo tutti che di motore ce n'era a sufficienza per farsi molto male anche negli anni 70, arrivo a dire che freni scarsi, ciclistica scarsa, gomme scarse portano auna guida proporzionale, se non si vuole essere perennemente sdraiati (me ne accorgo quando guido la mia obsoleta). Quindi sempre secondo me, ci si diverte tanto uguale perche' si e' comunque a "lottare "con i limiti del mezzo,ma la lotta avviene a velocita' molto piu' basse, per cui si ha piu' tempo per reagire all'imprevisto e se proprio si va a gambe all'aria si fa a velocita' molto piu' basse. L'unico modo per godere della maggior sicurezza "ciclistica" di una moto moderna sarebbe tenere le andature di 30-40 anni fa , come fanno gli automobilisti, ma quanti di noi lo fanno? |
mi sembra che il thread sta prendendo la piega del "si stava meglio quando si stava peggio".
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Gli incidenti spesso avvengono in piena autonomia, ma fanno meno notizia perchè non implicano un certo iter giuridico (assicurazioni, colpe, risarcimento danni ecc.) Comunque quotone anche a SKITO per il post #15! |
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Invece, parlando per esempio dei limiti di velocita' stringenti e relativi controlli, per me e' molto piu' efficace un limite di velocita' intrinseco, dato dai limiti del mezzo. Se su una strada mista ho una moto che dopo i 90 km/h su quasi tutte le curve sbacchetta e mi "consiglia" di non andare oltre , e' piu' efficace che un limite a 90 km/h con una moto moderna che se me ne fotto del limite vado a 150. Capisco che e' tirata per i capelli, ma nel primo caso se voglio tornare a casa devo andare piu' piano per forza, non perche' lo impone la legge. E non e' affatto detto che mi diverto di meno, il divertimento non e' proporzionale alla velocita' assoluta , ma alle sensazioni di guida. |
Le potenze e le velocità sono aumentate, la prima gsx/r 750 aveva 90 cv, ed era considerata una moto per esperti, la 1100 con 116 cv, mi pare la prima versione, era riservata a pochi e quasi tutti avanti con l'età.
A 21 anni con la 750 ci ho preso dei bei spaventi, specie in autostrada, perchè stà bastarda, aveva pure una carenatura da GT, e a 200 si andava quasi in scioltezza. Sono sicuro che se avessi avuto qualche cv in più, a quell'età, non sarei qui. Oggi si comincia con la Hornet da 100 cv, moto che viene consigliata anche ai neopatentati. Manca la graduale evoluzione delle cilindrate. Il rischio di uscire di curva credo che sia indipendente dalla potenza, ma quello di arrivare a velocità elevatissime davanti ad un ostacolo improvviso, no. |
senza i dati non si può fare niente...solo supposizioni.
serve sapere con esattezza quanti dueruotisti sono morti tra il 1980 e il 1985 e quanti tra il 2005 e il 2010. Così copriamo un trentennio e vediamo se, e per quali possibili cause, il numero delle vittime su due ruote è cambiato. |
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