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Vecchio 13-01-2020, 21:45   #26
augusto
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Peccato che Vannucci non abbia negozi comodi o distributori a MBE
L'idea però è quella

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Vecchio 14-01-2020, 08:53   #27
Danielz77
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01/06/2019 (Istanbul)
Alle 06.15 sbarchiamo velocemente e iniziamo la nostra lunga cavalcata verso Istanbul.
Il tragitto non ci ha risparmiato gelo (inaspettato!!) acqua e nebbia e iniziamo ad avere a che fare anche con la guida dei camionisti turchi (fast and furious).
Alle ore 15 varchiamo il confine turco; non mi sembra vero che emozione!! Fatte le formalità ci dirigiamo verso Istanbul dove arriviamo la sera stanchissimi!
Nei vari report che ho letto prima di partire da parte di altri motociclisti, ho sempre capito che l’entrata ad Istanbul lascia sgomenti. Ho capito anche io perché. Palazzi enormi!! Un traffico allucinante e strade bellissime, curatissime che ci accompagneranno praticamente in tutti i Km fatti in territorio turco.
Parcheggiamo davanti al piccolo hotel “Sultan’s Inn” che si trova praticamente dietro la splendida Moschea Blu dove si può arrivare a piedi in circa 6/7 minuti. Le stanze sono piccole e datate ma la comodità strategica dell’Hotel non ha eguali. La sera andiamo a mangiare un boccone in un locale tipico con vista terrazza su tutta la città. Ne approfittiamo per andare a vedere da vicino la grande moschea Blu. Siamo alla fine del ramadan e la grande piazza e la moschea sono piene di famiglie che pregano e fanno pic nic sui prati antistanti. Entriamo di sfuggita nella moschea ma durante le preghiere l’accesso è vietato ai turisti; sento i brividi nel pensare che grande storia ha quel luogo. C’è tanta polizia sulle strade e mi sento bene e al sicuro. Mi godo la serata come non mai. La piazza è gremita di gente da tutto il mondo e sembra che nessuno faccia caso a noi. E’ BELLISSIMO! Alle 23 circa tutti a nanna; l’indomani ci aspetta un’altra bella cavalcata direzione SAMSUN. Mi dispiace lasciare Istanbul ma siamo sereni perché ci torneremo e staremo altri 2 giorni alla fine del tour. In albergo crolliamo.

P.S. qualcuno dice che quelli con il "17 sono sempre ultimi..... non è così.... è che abbiamo un certo stile.

n.b. nei report di Gs3no ricordate che quando leggerete "mangiare" prendete con le pinze il termine. Ho ancora fame.
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Vecchio 14-01-2020, 08:58   #28
GS3NO
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P.S. qualcuno dice che quelli con il "17 sono sempre ultimi..... non è così.... è che abbiamo un certo stile.
vero, non erano ultimi ma dovevamo aspettarli


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n.b. nei report di Gs3no ricordate che quando leggerete "mangiare" prendete con le pinze il termine. Ho ancora fame.
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Vecchio 14-01-2020, 09:55   #29
GS3NO
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predefinito 4.3 Istanbul - Osmancık - Samsun

4.3 Istanbul - Osmancık - Samsun


DAY1 - 02GIU2019
km percorsi: 1727
Km Tappa: 727

Finalmente la Marathon entra nel vero, e finalmente il DAY1 della nostra avventura caucasica ha inizio. E sarà una di quelle giornate che non si scorderanno facilmente. Il Ramadan non finirà mai di stupirmi. Di chilometri in Turchia con la moto ne ho macinati molti, e fino al 02 giugno 2019 al di fuori di Istanbul e i suoi dintorni non ho mai trovato traffico in stile venerdì sera autostrada A4 - oppure se volete un altro paragone: weekend estivi sulla A1 o A14 -. Il Ramadan 2019 finiva l'indomani e quindi la nostra tappa avveniva durante l'ultima domenica di festività.


Credo che tutti i turchi con un'auto fossero lì quel giorno. Un serpentone di auto che si articolava per tutti i 700 e passa chilometri che separano Samsun da Istanbul. Inoltre vi lascio immaginare cos'è il traffico intenso turco: caotico, disordinato con rallentamenti improvvisi e veicoli che liberamente interpretavano il codice della strada a loro discrezione. Come diceva Daniel: "COME CATANIA!" . Giornata delirante.





Partiamo alle 08:30 con un buon passo e cerchiamo di lasciarci Istanbul alle spalle nel più breve tempo possibile, ma con scarsi risultati.


Fino a Bolu il traffico è molto denso ma si va, la strada è ancora lunga. A una 50 di km si prima di Tosya sono verificate delle condizioni ideali: fame, mal di culo e baracchino nefasto sulla destra a ciglio strada:


Dopo il tassativo chai e su (=acqua in turco) ci siamo "calati" alcuni gozlemi (un gozleme singolare - più golzemi plurale ). Dal 2014 che non lo mangiavo: gozleme alle patate TOP!

Il Gozleme. E’ una sorta di piadina turca che di solito la si trova nelle bettole o barcchini lungo le strade di maggior traffico - importante per impolverare per bene gli impasti -. Fino ad oggi ho visto solo signore di sana e robusta costituzione alle prese con la loro cottura sulla tipica piastra convessa nera e unta che è meglio non farci caso. Prima dell’arrivo definitivo a Sansum abbiamo colto l’occasione per una pausa con acqua, chai e degustazione della mitica piada… tutti l’hanno mangiata o almeno assaggiata, tranne Emanuela che ne fece un cruccio fino al rientro ad Istanbul...




Nel 2014 arrivammo a Osmancik per puro caso; il nostro chiassoso arrivo non fu accolto molto calorosamente dai fedeli riuniti attorno a l'imam per gli esercizi spirituali. E quindi nel 2019 volevo rifarmi la reputazione. Complici il fatto che non ci sono altre cittadine degne di sosta, i 570 km di guida sul groppone e la necessità di riempire i serbatoi delle moto, anche quest’anno ci abbiamo fatto una pausa. Ad Osmancik vale la pena fermarsi per un chai e scattare alcune fotografie al ponte e alla fortezza entrambi d’epoca ottomana. Sebbene oggigiorno Osmancik è una cittadina assonnata e tranquilla costruita sul fiume Rosso non fu sempre così; in passato era un centro di controllo importante della via della seta. Testimonianza della sua posizione strategica per il controllo e la gestione dei traffici sono il suo famoso ponte e la fortezza, che costruita sullo sperone di roccia, domina l’ansa del fiume.








Ripartimmo fiduciosi che ormai il peggio fosse passato, ma dopo Merzifon, il traffico si fece ancora più pericoloso. Coda di auto ferme per parecchi chilometri, noi abbiamo pressochè percorso i rimanenti chilometri corsia d’emergenza. Sono stato fermato dalla polizia "bianca" perchè viaggiavamo sulla corsia d'emergenza - pure responsabile per gli altri! -. Iniziamo a confrontare i punti di vista ed escono i "Vero", "Ha ragione"... ma ci sono sempre i "MA" . Forse sono stato convincente quando gli feci presente la pericolosità di stare in coda o viaggiare tra le due file di macchina quando si ha un mezzo a due ruote. In ogni modo, dopo un po’ di discussione in inglese, turco e dialetto veronese mi hanno lasciato andare.


Che cosa starà mai puntando?

Quando arrivammo finalmente all’hotel fu un sollievo. Eravamo tutti stressati e stanchi.


L’Hotel è di una signora tedesca che emigrò in Germania e si costruì una famiglia. Con i risparmi di una vita si è costruita questa struttura nel centro di Samsun ed ora ci lavora anche la figlia, che sebbene sia nata in Germania ha deciso anche lei di ritornare nella città natale della madre. Se ci fermiamo un attimo a ragionare su questo, è stata a mio parere una scelta coraggiosa. Mi ha fatto riflettere di quanta energia, volontà e amore per il proprio paese natale ci vuole per fare ciò, soprattutto se consideriamo che è un’imprenditrice in una città conservatrice di un paese musulmano. BRAVA.

Comunque, dopo i convenevoli e grazie ad Anna che faceva da interprete abbiamo avuto la possibilità di mettere le moto nel loro garage sotterraneo.. Ma, zio lazzarone! hanno costruito una rampa d'accesso al garage sotterraneo non particolarmente ripida ma talmente bassa che Augusto con il KTM 990 ed io con l’Africa Twin ci siamo dovuti appiattire sul serbatoio per evitare di sbattere la testa. Ma dico io… vabbè almeno sono le moto al sicuro, ma il mio pensiero mentre scendevo era decisamente rivolto all’indomani mattina e la difficoltà di salire a testa china come ci successe nel 2018 nel garage dell’Hotel di Cordoba.
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Vecchio 14-01-2020, 12:15   #30
Danielz77
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02/06/2019 (Bolu/Samsun)
Sveglia presto, colazione e alle ore 08 siamo già in viaggio. Prendiamo il mitico ponte dove vige la scritta “Welcome to Asia” e ci dirigiamo verso la strada E80 direzione “Bolu” e poi Samsun. Il meteo non ci assiste e piove. Dobbiamo fare circa 750 Km e già a 180 Km fatti siamo costretti ad indossare gli antipioggia; questa azione la faremo taaaante volte purtroppo. Ci fermiamo in una specie di bar starbucks turco e mi viene offerto un caffè buonissimo...scopro che è gratis solo dopo e sarà spesso così per tutto il viaggio. La strada verso Bolu ci svela delle strade bellissime e tante curve. Sali/scendi spettacolari fino all’arrivo a Samsun. All’ora di pranzo ci fermiamo per strada per togliere gli antipioggia e per mettere qualcosa nello stomaco. I nostri compagni di viaggio, sicuramente più salutisti di me, sgranocchieranno un po' di frutta secca, metre io e Emanuela entriamo nella bettola antistante il parcheggio e più che altro per la curiosità prendiamo quello che sembrava del pollo con riso e salsa. Il tutto accompagnato con abbondante acqua e pane. Un pasto velocissimo pagato 4,50 € in totale e davvero buono. Si riparte dopo mezz’ora e purtroppo veniamo sorpresi da un traffico allucinante. Mancano circa 400 Km e non possiamo fare troppo tardi. Solo dopo capiamo che quel traffico era dovuto alla festività dedicata alla fine del ramadan. Zeno in capo al gruppo allora decide di iniziare una lunga cavalcata praticamente quasi tutta in corsia d’emergenza; moralismi a parte è stata davvero la scelta giusta. Di pomeriggio siamo già stanchi; peccato quel traffico ci ha demoralizzato; ma sulla E80 sono dislocate delle strutture molto grezze dove è possibile gustare il vero Gozleme turco fatto dalle massaie ribattezzate Gozlemare; questa pausa ci farà riprendere dalle fatiche del traffico. A calar del sole alle ore 20.30 circa arriviamo a Samsun e parcheggiate le moto al parcheggio riservato del nostro Hotel (Hotel Sahin), doccia veloce e cena vicino l’albergo. L’albergo non è male. Siamo nel pieno della nostra avventura e siamo tutti visibilmente emozionati.
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Vecchio 14-01-2020, 12:43   #31
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altre foto della stessa giornata:











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Vecchio 14-01-2020, 12:44   #32
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Zeno in capo al gruppo allora decide di iniziare una lunga cavalcata praticamente quasi tutta in corsia d’emergenza
come diceva la signora Anna, sono un grillo
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Vecchio 14-01-2020, 13:05   #33
Antonio Tempora
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02/06/2019 (Bolu/Samsun)
Si riparte dopo mezz’ora e purtroppo veniamo sorpresi da un traffico allucinante. Mancano circa 400 Km e non possiamo fare troppo tardi. Solo dopo capiamo che quel traffico era dovuto alla festività dedicata alla fine del ramadan. Zeno in capo al gruppo allora decide di iniziare una lunga cavalcata praticamente quasi tutta in corsia d’emergenza; moralismi a parte è stata davvero la scelta giusta. .
Seguo con attenzione e piacere.
Due soli suggerimenti a chi programma un viaggio in Turchia:

1-Evitare quanto più possibile il transito nelle strade Urbane ed Extra Urbane il giorno della Fine del Ramadan in quanto oltre al traffico si corre un altissimo rischio, specie nella Turchia Occidentale quella più"secolarizzata", di incidenti stradali dovuti all'assunzione di alcool seguita alle libagioni caratteristiche della fine di una Festività basata sul digiuno diurno ed astensione, almeno durante il periodo, di bevande alcooliche.
Le statistiche degli incidenti in questa giornata sono altissime.
2-La percorrenza delle due ruote sulla corsia d'emergenza non è contemplata dal codice stradale Turco ma ampiamente consentita come dimostrato dal fatto che per evitare il caotico traffico sul tratto autostradale interno alla città di Istanbul, noi abbiamo percorso ampli tratti in corsia d'emergenza sotto gli occhi delle frequentissime Videocamere di Sorveglianza Traffico puntate proprio sulle corsie, senza avere multe che ci sarebbero poi state contestate in uscita dalla Frontiera Turca.

Attendo il proseguo del racconto
Ciao
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Vecchio 14-01-2020, 13:06   #34
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Col telefono che guarda il Nord, sembra che noi siamo gli unici ad andare a ovest. Non è vero. Garantisco!


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Vecchio 14-01-2020, 13:42   #35
augusto
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Il 2 giugno è stata anche la giornata in cui Zeno, preoccupato per il traffico, ha cominciato ad avere fretta e, quando Zeno ha fretta, il passo turistico lascia il posto a quello che prenderà il nome di *passo marathon*


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Vecchio 14-01-2020, 13:51   #36
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Il 2 giugno è stata anche la giornata in cui Zeno, preoccupato per il traffico, ha cominciato ad avere fretta e, quando Zeno ha fretta, il passo turistico lascia il posto a quello che prenderà il nome di *passo marathon*


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Vecchio 14-01-2020, 14:33   #37
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Seguo con attenzione e piacere.
Due soli suggerimenti a chi programma un viaggio in Turchia:

2-La percorrenza delle due ruote sulla corsia d'emergenza non è contemplata dal codice stradale Turco ma ampiamente consentita come dimostrato dal fatto che per evitare il caotico traffico sul tratto autostradale interno alla città di Istanbul, noi abbiamo percorso ampli tratti in corsia d'emergenza sotto gli occhi delle frequentissime Videocamere di Sorveglianza Traffico puntate proprio sulle corsie, senza avere multe che ci sarebbero poi state contestate in uscita dalla Frontiera Turca.

Attendo il proseguo del racconto
Ciao
In realtà ci hanno fermato credo 2 volte per l'uso della corsia di emergenza ma siamo stati "graziati" dai poliziotti Turchi. Ogni Km, in quel periodo, era pattugliato dalle forze dell'ordine.
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Vecchio 14-01-2020, 15:11   #38
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predefinito 4.4 Samsun - Batumi

4.4 Samsun - Batumi

DAY 2 - 03 giungo 2019
Km percorsi: 2454
Km tappa: 525

Svegliati di buon'ora (ma che c’è di buono a svegliarsi alle 06:00 del mattino? prima o poi qualcuno me lo dovrà spiegare), prepariamo le borse, ci vestiamo e scendiamo in sala da pranzo in cui la figlia della proprietaria aveva preparato una colazione strabiliante. Un tripudio di vassoi pieni di cibo dolce e salato, piatti della cucina turca, tedesca e di quella internazionale, e finalmente frutta fresca: Una soddisfazione per chi alla mattina deve mangiare il proprio pasto principale.

Dopo la bella colazione abbondante ci armiamo e scendiamo in garage per caricare le moto. Quando pronti con non pochi patemi affrontiamo la salita del garage e uno dopo l’altro riusciamo a metterci in fila all’ombra pronti a partire. Caricato la traccia GPS partiamo alla volta del confine georgiano.


Lavaggio vetri in piena sicurezza

La superstrada costeggia il Mar Nero e scorre veloce senza particolare traffico, testimoniando l’eccezionalità di quello trovato il giorno prima. A Trebisonda arrivammo verso mezzogiorno dopo 330 km sui 540 da piano di viaggio. Lasciata la superstrada per le strade urbane, il traffico caotico delle città turche è un must; se non ci fosse significa che qualcosa di strano è successo. Ma ci abitua a tutto, e questo traffico ha reso un po’ complicato arrivare alla fortezza e da lì raggiungere il cuore pedonale della città. Riusciamo comunque a parcheggiare le moto in moto scenico vicino a İskenderpaşa Cami e da lì fare un giro per quello che rimane dell’antica città strategica.






Quelli del 17 sono sempre indietro

Non c’è invece traccia di monumenti o targhe commemorative dei due eventi nefasti che sono successi nel recente passato: Negli anni dieci e venti del XX secolo fu teatro della tragica sorte delle popolazioni cristiane della zona, fu una delle città più colpite durante il genocidio armeno perpetrato dai turchi ai danni della popolazione armena e uno dei porti per il grande esodo della popolazione greca del Ponto durante la cosiddetta catastrofe dell'Asia Minore.








Lasciata Trebisonda ci siamo diretti verso Hopa e da lì dritti a Sarpi dove ci aspetta la frontiera.

Arrivammo, ci guardammo negli occhi e senza dir nulla capimmo che nessuno di noi aveva mai visto una coda simile. A 20 km dalla frontiera di Sarpi inizia un serpente metallico di TIR che arriva fino al border turco. Il nastro d’asfalto, che si snoda sulla costa rocciosa, è una superstrada a due corsie per senso di marcia; e noi, stando su quella di sinistra, superiamo questa fila interminabile e non possiamo rimanere indifferenti davanti a questi camionisti che, a bordo strada, fraternizzano e condividono quello che hanno con i loro compagni di sventura. Sono turchi, russi, georgiani, ucraini, kazaki, turkmeni, uzbeki e addirittura un ceco, un mix di etnie, culture, religioni e idee che sono lì assieme e vivono tutti uguali ai nostri occhi, a bordo strada, anche dentro le gallerie non fa differenza.
Al nostro arrivo alla frontiera turca le nostre passeggere devono scendere dalle moto; loro devono procedere in una fila separata. Proviamo a discutere, ma non c’è verso, il doganiere scandisce chiare le parole: “drivers only”.












Le nostre signore procedono divise da noi in un edificio alla nostra sinistra, mentre noi guidatori procediamo verso i meticolosi controlli di documenti e mezzi. Superiamo la barriera turca e anche se la procedura è lenta ce la sbrighiamo in un’oretta. Appena arriviamo alla barriera georgiana la faccenda si preannuncia tosta: cofani e bauli aperti, in un’ora e mezza passano solo due auto. Il nostro entusiasmo inizia a calare soprattutto perchè anche il pomeriggio volge in sera e non abbiamo notizie delle nostre passeggere. Mentre ero perso nei miei pensieri, sento i miei compagni di viaggio scherzare con un poliziotto di frontiera e vengo come svegliato. Fortuna vuole che gli italiani gli facessero simpatia al punto da farci saltare una fila di circa 20 veicoli, salvandoci da molte ore d’attesa.








Quando usciamo dalla barriera le nostre compagne sono lì, in mezzo ad una moltitudine di persone diverse e chiassose; è chiaro che lì la Turchia è finita davvero e siamo finalmente arrivati in Georgia. In quella bolgia di genti venute da ogni dove, riusciamo a cambiare due soldi, stipulare l’assicurazione obbligatoria e partire verso Batumi, la Las Vegas del Mar Nero in terra di Colchide.


Arriviamo in hotel e andiamo a passeggio per Batumi in cerca di un ristorante. Batumi non è la Georgia, è un qualcosa di unico nel bene e nel male.










Fino qui, tutto bene... e domani prima tappa georgiana vera!!!!
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Vecchio 14-01-2020, 16:25   #39
augusto
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Trebisonda molto bella, fantastica la nostra parcheggiata sulla terrazza, pazzesca la coda di camion verso la frontiera, ma che sia l'ultima volta che mi fai andare in giro con gente che guida moto così sporche, come quei due 17"
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Vecchio 14-01-2020, 16:30   #40
Danielz77
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03/06/2019 (Trebisonda/Batumi)
Oggi è un giorno importante. Da questo momento ogni strada e percorso non è mai stato fatto da nessuno in particolare da Zeno che è il nostro cicerone turco. Oggi entreremo in Georgia! Quindi direzione Sarpi. All’ora di pranzo facciamo sosta a Trabzon (Trebisonda). Il centro della città è bellissimo; piazze curate, fiori e tantissime persone. Il traffico è un bordello!!! Non scherzo dicendo che per le condizioni del traffico cittadino mi sono sentito per un attimo a casa …. a Catania!!! Zeno compra per pochi euro un paio di occhiali tamarrissimi dai quali non si staccherà più per tutto il viaggio.
Dopo aver pranzato in un ristorante nella piazza centrale ci dirigiamo verso il confine Georgiano. La strada scorre veloce. I cartelli con l’immagine di Erdogan sono più frequenti rispetto Istanbul e Samsun. Questo perché la parte est della Turchia, insieme a quella rurale più a sud, è la parte dove Erdogan ha più successo e la sua immagine è quasi venerata.
In prossimità della dogana Georgiana a circa 30 km inizia la fila di camion turchi. Una fila impressionante. Chissà quanti giorni saranno stati quei poveri Cristi in fila. Da quel momento ho riconsiderato i camionisti turchi. Respect.
Alle ore 18:55 arriviamo al confine Georgiano di Sarpi. Siamo in dogana!!! Svolte le formalità e cambiato un po di moneta ci dirigiamo verso Batumi. Subito dopo il confine c’è un museo in una ex roccaforte romana. E’ tardi non la visiteremo. Alle 20 circa arriviamo all’albergo Tsereteli Palace di Batumi. Siamo stanchi quindi una doccia veloce e via per la cena. Facciamo una passeggiata per Batumi che risulta essere una accozzaglia di antichi palazzoni del periodo comunista russo e grattacieli di nuova costruzione. Il lungomare è discreto e piacevole per una passeggiata ma le spiagge sono discariche. L’impressione è di una città volta al turismo ma che ancora non è pronta. In fin dei conti il mare non è nemmeno un granchè di spettacolo. Ceniamo in un ristorante dove i prezzi sono alti ma con l’euro ci difendiamo bene. Beviamo qualche birra, due risate e considerazioni sulla giornata passata e quella che passeremo l’indomani. Dei tanti dubbi una certezza…. Siamo arrivati in Georgia e a mezzanotte siamo nei nostri letti.
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Vecchio 14-01-2020, 16:32   #41
Danielz77
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Trebisonda molto bella, fantastica la nostra parcheggiata sulla terrazza, pazzesca la coda di camion verso la frontiera, ma che sia l'ultima volta che mi fai andare in giro con gente che guida moto così sporche, come quei due 17"
Io l'ho lavata mezza volta almeno "qualcuno" si è rifiutato di sottoporre la propria moto a un lavaggio per il recupero della "dignità" perduta
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Vecchio 14-01-2020, 17:10   #42
GS3NO
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I cartelli con l’immagine di Erdogan sono più frequenti rispetto Istanbul e Samsun. Questo perché la parte est della Turchia, insieme a quella rurale più a sud, è la parte dove Erdogan ha più successo e la sua immagine è quasi venerata.
La parte orientale, sud-orientale e in generale tutte le zone rurali sono decisamente più povere di quelle di Istanbul, Ankara e costiere quindi molti turchi delle zone povere hanno sussidi dal AKP (partito di Erdogan). Non hanno sussidi statali ma del partito! Questo era ovviamente illegale ma il parlamento - una volta conquistato da Erdogan - ha permesso questo tipo di sussidio.
La domanda è: come fa l'AKP ad avere tutti sti soldi??? Beh la risposta è chiara. Quando Erdogan è salito al potere si è conquistato la fiducia dell'Unione Europea. L'avvicinamento e la possible integrazione ha portato un'iniezione di liquidità nell'economia turca. Tutti i lavori statali (strade, ponti, ...) che sono evidenti sono stati finanziati in parte con quei soldi, più quelli russi. Il trucco sta che i lavori pubblici erano assegnati direttamente ad imprese che poi dovevano "saldare" i conti con l'AKP.

Erdogan è un politico molto abile e intelligente e i soldi non li ha usati per arricchirsi ma per garantirsi un potere illimitato eterno...

Spero di aver fatto chiarezza...
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Vecchio 14-01-2020, 17:11   #43
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DANIEL!!!!!




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portare a casa una moto pulita dopo un viaggio è un peccato che dio non perdona!
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Vecchio 14-01-2020, 17:36   #44
Danielz77
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EEE ho capito ma avevo così tanti insetti e sterco sul faro che manco le lampadine filtravano ..... poveraaaaaaa k poverooooooo "17. Prometto che quest'anno la laverò di meno anzi parto con la moto già sporca farò un giro sullo stelvio mentre piove il giorno prima della partenza.
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Vecchio 15-01-2020, 10:28   #45
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4.5 Batumi - Kutaisi - Gori

DAY 3 - 04 giungo 2019
Km percorsi: 2976
Km tappa: 300


La Mattina dopo colazione partiamo alla volta di Kutaisi percorrendo la strada montana che conduce alla cittadina di Ozurgeti.



-> https://www.youtube.com/watch?v=wGxui7oiIe8 <-
Pezzo di strada nel bosco colchide.

La strada si snoda su alcune formazioni collinari coperte da folta vegetazione e a tratti lascia spazio a squarci di panorama sul grande caucaso molto intensi. Ma ogni rosa ha la propria spina, le condizione dell’asfalto sono state spesso precarie, o in alcuni pezzi proprio assenti, e per quelli del team che avevano il 17’’ può essere stato considerato il battesimo al Caucaso. Quindi ancora più indietro…





All’altezza di Sajavakho la strada s’immete nella nuovissima autostrada e si arriva a Kutaisi abbastanza agevolmente e rapidamente. Dopo lo svincolo autostradale, il paesaggio agricolo lascia lo spazio a quello della periferia di uno città dell’ex Unione Sovietica. Avevo già visto queste periferie di altri paesi della Cortina di Ferro ma mai quelle di una repubblica appartenuta alla URSS. Ancora più deprimente.




Le radici della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Transcaucasica risalgono alla dissoluzione dell'Impero russo nel 1917, durante la Rivoluzione russa, quando le province del Caucaso si separarono e tentarono di formare uno stato federale a parte, chiamato Repubblica Federale Democratica Transcaucasica. I diversi interessi nazionali e la guerra con l'Impero turco portarono però alla dissoluzione della repubblica solo sei mesi dopo, nell'aprile 1918. Negli anni successivi, i tre stati costituenti passarono attraverso una guerra civile che coinvolse anche l'Armata Rossa, e ne uscirono come repubbliche socialiste sovietiche. Nel marzo 1922 la zona fu riunita come unione di repubbliche sovietiche. Nello stesso anno i tre stati costituivano un'unica repubblica, ma nel 1936 quest'ultima si dissolse e si divise in tre stati separati: la RSS Georgiana, la RSS Armena e la RSS Azera. Così la periferia di Kutaisi è un’insieme di casermoni fatiscenti tutti uguali e malandati che possono solo alienare chiunque ci si trovi a viverci.
Dopo alcuni incroci siamo finiti in una zona centrale con tutte le strade in rifacimento e pericolose. I tombini del sistema fognario sono aperti e l’assenza di pavimentazione stradale li rende poco visibili. Con pazienza da leopardi e maestria di navigazione siamo riusciti ad arrivare alla Cattedrale di Bagrati. La cattedrale venne costruita nei primi anni dell'XI secolo, durante il regno di Bagrat III che le diede il proprio nome. Un'iscrizione sul muro settentrionale rivela che il pavimento venne posato nel "chronicon 223", cioè nel 1003. Nel 1692 venne devastata da un'esplosione causata dalle truppe ottomane, che avevano invaso il Regno di Imereti. A causa di questo episodio, la cupola e il tetto crollarono, lasciando la cattedrale in rovina. Nel 2001, dopo i decenni di dominazione sovietica, venne restituita dalla Chiesa ortodossa e apostolica georgiana. Essa viene utilizzata limitatamente per i servizi del culto religioso, ma è una grande attrattiva sia per i turisti che per i pellegrini. I lavori di restauro si sono conclusi nel 2012, attraverso un intervento che ha riproposto le volumetrie originarie dell'edificio con materiali moderni, volutamente diversi sul piano figurativo. Questo intervento, giudicato invasivo e dannoso per l'autenticità del sito, ha portato l'UNESCO a inserire la cattedrale di Bagrati nella lista dei patrimoni dell'umanità in pericolo nel 2010 e poi a cancellarla dalla lista dei patrimoni dell'umanità nel 2017.













FINE PRIMA PARTE
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Vecchio 15-01-2020, 11:27   #46
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PARTE SECONDA.

Dopo la visita siamo andati a trovare la confraternita dei padri Stimmatini per lasciare loro il materiale didattico che avevamo concordato. Con non poche fatiche siamo stati capaci di trovare Suor Loredana che ci ha prima accolti e poi presentati alle altre Sorelle e Padri che dal 1993 sono a Kutaisi per la loro missione. Abbiamo trascorso un’ora piacevole di discussione e confronto.



Una delle indicazioni prima di lasciare l’Imereti fu quella di visitare il Monastero di Gelati. Questo venne fondato dal re georgiano Davide II di Georgia, detto "Il Costruttore", nel 1106, ma fu completato solo dal figlio Demetrio. Per lungo tempo il monastero rimase uno dei principali centri culturali della Georgia medievale grazie alla sua accademia in cui lavoravano i maggiori scienziati del paese, soprattutto teologi e filosofi. Molti di questi avevano studiato o lavorato all'estero, soprattutto a Costantinopoli per poi farne ritorno. La fama del monastero divenne tale che i contemporanei la chiamavano "la nuova Grecia" o "il secondo Monte Athos".


Le sorprese della giornata non erano ancora finite. Lasciata Gelati abbiamo diretto le ruote verso Gori percorrendo la M1. Tra Gori e Kutaisi c’è da valicare un passo non molto alto di quota, ma… (chissà perchè c’è sempre un “ma”) la strada è stretta e terribilmente trafficata sia da auto sia da mezzi pesanti creando un ingorgo insuperabile. Ad aggiungere difficoltà è arrivata anche la pioggia torrenziale trasformando la strada, già in condizioni precarie, in un torrente di acqua pluviale.


Il 2019 sarà ricordato come l’anno della pula… anche in Georgia mi hanno fermato i pulotti: mi hanno accusato che ho superato un camion attraversando la riga di mezzadria. Daniel è arrivato in soccorso comunicando che pure lui fa parte delle forze dell’ordine e ha iniziato a negoziare con il pulotto.


Durante la negoziazione hanno chiesto tutti i documenti miei e della moto; non hanno trovato nulla ma (un altro ma!!!!) mi hanno stampato un foglietto lungo eterno tutto in georgiano in cui c’è scritto che sono AMMONITO!!!!!! cose da pazzi…

Per arrivare a Gori il piano era quella di passare dalla cattedrale di San Giorgio. Il piano di marcia prevedeva di percorrere alcuni km di strada bianca che immancabilmente la pioggia aveva reso viscido. Ovviamente per prima cosa la sicurezza quando si è in sti posti e per non metterci in difficoltà abbiamo saltato la visita dirigendoci dritti a Gori.


Interazione di Daniel con motociclisti indigeni - ho messo solo uno screenshot del video appositamente meglio non vederlo

Arrivati finalmente a Gori senza pioggia abbiamo in qualche modo trovato il nostro B&B. Suoniamo e nessuno ci risponde cerchiamo di farci sentire chiamando a voce fino a quando una vicina si fa viva e dopo una discussione in georgiano capiamo che qualcuno sta arrivando. Dopo mezz'ora arriva la figlia della proprietaria scusandosi del ritardo. Lei non vive a Kutaisi ma nella capitale Tbilisi e pratica il notariato ma comunque è venuta a sostituire la madre che era in vacanza in Italia. Le coincidenze della vita.





Dopo aver preso possesso delle camere siamo andati a cena in ristorante molto sovietico in cui abbiamo cenato proprio bene e tutto di cucina georgiana. Ha ripreso a piovere e siamo rincasati proprio stanchi.

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Vecchio 15-01-2020, 15:06   #47
Danielz77
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04/06/2019 l'avventura continua
Oggi si entra nel vivo del tour. Alle 07.30 partiamo per prendere la strada che ci porterà nella cittadina Georgiana di Kutaisi per visitare l’antica cattedrale di Bagrati risalente all’XI secolo. Di recente la cattedrale è stata ristrutturata dopo anni di declino. Una ristrutturazione che ha interessato principalmente l’esterno. Sinceramente non mi ha colpito molto. Ma pensare che esiste dal medioevo mette i brividi. Visitata la cattedrale facciamo una cosa insolita. Zeno era da tempo in contatto con delle suore che operano proprio a Kutaisi e si occupano di bambini orfani e gente bisognosa. Siamo andati a trovare la sede dell’ordine degli stimmatini. Siamo stati accolti con molto calore e abbiamo scambiato piacevoli chiacchiere davanti un caffè espresso italiano che già faceva sentire la sua mancanza. Emanuela, parlando con il prete ha anche trovato degli amici in comune; come è piccolo il mondo. Abbiamo lasciato una piccola offerta per i bimbi e dopo qualche foto di rito abbiamo ripreso la nostra marcia verso la fortezza di Surami. Faceva caldo e la lenta passeggiata fino alla vetta della fortezza iniziava a farsi sentire. Dalla fortezza si gode di una vista splendida! I paesaggi Georgiani ci accompagneranno per lungo tempo.
La sera arriviamo nel paesello di Gori. Ebbene io non sapevo cosa fosse Gori….. Niente di meno che la città natale di Stalin! Dentro Gori esiste un vero e proprio museo dedicato al dittatore comunista. Non avremmo avuto il tempo di visitarlo e forse…. Non ne avrei avuto nemmeno voglia. Arriviamo alla nostra pensione “Hotel Savane” la proprietaria non c’è sta per tornare ci dicono. L’esterno della struttura è fatiscente e il quartiere dove siamo non promette nulla di buono. Degli uomini nella casa accanto si ritirano da lavoro e fanno la doccia in giardino. Gori è un paese evidentemente molto molto povero. Arriva la proprietaria. Una signora molto elegante e gentile. Ci apre le stanze e…… sono stupende!!!! Tutto il mobilio ed il pavimento in legno massello e i servizi igienici curatissimi. Grande sorpresa. La sera andiamo in un ristorante, ci dicono il migliore della zona, e ceniamo sbranando qualsiasi cosa dal salmone al chakapuri e xinkhali. Mangiamo e beviamo fino ad oltre il limite di sazietà. A pranzo non avevamo mangiato quasi nulla. Paghiamo circa 8 euro a cranio!! Spettacolo!! Dopo cena Zeno mi invita a fumare un sigaro vicino al cortile dove abbiamo le moto. Questo è il segnale che la giornata è finita. Guardiamo le moto e io ancora non riesco a realizzare di essere lì con i miei compagni di viaggio ed ormai amici. Sono soddisfatto. Stanco, davvero ma soddisfatto.

Ultima modifica di Danielz77; 15-01-2020 a 15:09
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Vecchio 15-01-2020, 15:21   #48
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PARTE SECONDA.

Il 2019 sarà ricordato come l’anno della pula… anche in Georgia mi hanno fermato i pulotti: mi hanno accusato che ho superato un camion attraversando la riga di mezzadria. Daniel è arrivato in soccorso comunicando che pure lui fa parte delle forze dell’ordine e ha iniziato a negoziare con il pulotto.
Curiosità:
- Pensavo lo volessero massacrare con sanzioni distruttive.... Alla fine nella peggiore delle ipotesi la sanzione sarebbe stata 20 euro circa. Siamo stati mezz'ora sotto la pioggia per avere il famoso fogliettino di ammonimento!!!
- Il poliziotto non credeva che fossi un "collega" (probabilmente perchè il mio fisico palestrato può trarre in inganno....dall'alto della mia panza) e ha voluto una prova.... gli ho dovuto mostrare una foto in divisa operativa hahaah perchè ovviamente il tesserino lo avevo lasciato a casa :-)

- In ogni caso aveva ragione il poliziotto; Gs3no aveva superato la linea longitudinale. E' stato bellissimo sentire Zeno imprecare in veronese mentre quello parlava Georgiano ...... ed io parlavo in quasi siciliano. Alla fine l'abbiamo spuntata :-) ma se ci penso rido ancora :-) quanto è brutto Zeno incazzato !!!
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Vecchio 15-01-2020, 20:43   #49
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Ps: quella roba a forma di aglio che si vede sopra, è zeppa d'aglio davvero.
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Vecchio 16-01-2020, 09:53   #50
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predefinito 4.6 Gori - Uplistsikhe - Mtskheta - Tbilisi

4.6 Gori - Uplistsikhe - Mtskheta - Tbilisi

DAY 4 - 05 giugno 2019
Km percorsi: 3279
Km tappa: 95

In Georgia la colazione parte sempre dalle 09:00. Ma per noi è sempre troppo tardi e ogni giorno chiediamo se sia possibile anticiparla. Così anche ieri abbiamo avuto la stessa richiesta e la signora notaio, un po’ perplessa, annuì. Posso capire che per loro le vacanze possono essere viste come le nostri anni 70 e 80 ma noi abbiamo esigenze diverse da quelle del dormire.
E’ arrivata in ritardo (omissis, omissis, omissis). E se c’è una cosa che mi fa malumore è non rispettare quanto accordato (omissis, omissis, omissis). La colazione è quella tipica georgiana: la tavola viene imbandita con molto cibo ma tutto salato e nulla di dolce; così quelli di noi più tradizionalisti si sono trovati spaziati. Peccato avrebbe detto Paolo se fosse stato al mio posto.


Si esce!




La tappa odierna è la più breve di tutto l’itinerario caucasico, solo un centinaio di chilometri, ma prevede tre tappe importanti di visita che ci occuperanno l’intera giornata:
4.6.1 Uplistsikhe. Usciamo da Gori costeggiando la piazza in cui c'è il museo dello zio. La cosa sorprendente è che per farlo hanno raso al suolo il quartiere in cui nacque fatta eccezione per la sua casa natale: ossia le hanno costruito il baraccone attorno!!! Comunque la strada che divide Gori da Uplistsikhe è breve e piacevole e l'attraversamento del ponte ha il suo perchè:
Attreversamento del ponte -> https://www.youtube.com/watch?v=eHeP0x3cgbA <-

Arrivo al parcheggio -> https://www.youtube.com/watch?v=WIdY4B8yr0o <-
Entrare nel sito archeologico è stato un tuffo nel passato remoto di questa terra. I primi insediamenti umani ad Uplistsikhe avvennero quando questa terra si chiamava Iberia. Ebbene sì, a quanto pare genti di questa terra emigrarono in tempi remotissimi verso il nord della Spagno dandone il nome. Questo spiegherebbe molte similitudini tra la lingua Basca e quella Georgiana.
Il sito sorge su un’altura geograficamente strategica per controllare la valle fluviale sottostante. La cosa che ci ha impressionato è stata che la città fu abitata ininterrottamente dall'età del ferro fino al medioevo e la coesistenza di architetture pagane e cristiane evidenziano come i suoi abitanti fossero tolleranti. Ma l’arrivo del Cristianesimo ne sancì la perdita d’importanza a favore di Mtskheta e Tbilisi. Solo con l’invasione musulmana il centro fu rifugio per i cristiani e quindi nuovamente riportato in auge.








Guardiano preistorico del sito.




C'è una minima percentuale di Augusto nella foto






Dettagli architettonici.












Camminare su questo lastrone di tufo costellato di “buchi” fa fare degli scontati parallelismi con la Cappadocia o con Matera, ma in realtà questo è un sito diverso.
In ogni modo ripartiamo e per non spararci 30km si era deciso di fare 1.5 km di strada bianca. A me sembrava ragionevole... ma figurati quelli del 17!! Apriti cielo ed io che mi aspettavo che mi ringraziassero per averli allenati a quello che poi avremo trovato... ù








-> https://www.youtube.com/watch?v=WJyqt1CQqUQ <-
Finito lo sterrato e ripresa la strada statale parallela a quella più banale lo spettacolo che offre in panorma è unico...


Dove sono quelli del 17???




Non puoi lasciare Augusto solo un attimo! si perde facilmente








E poi qualcuno lo deve andare a prendere







Poi la discesa è quasi immediata all'altra tappa odierna: Mtskheta
-> https://www.youtube.com/watch?v=R3wo4WXKCEg <-
-> https://www.youtube.com/watch?v=9_xmzeiw9BQ <-
Abbiate pazienza per l'audio... FINE PRIMA PARTE
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