E qui oltre i due termini tecnici, indicanti per altra via l'abbandono della coloritura di parti disegnate, ponendo colori accanto a colori, va ricordata la tecnica dell'impasto dei colori, come chiaramente risulta da un testo del Cratilo in cui si dice: "Quando i pittori vogliono ritrarre alcunché, talvolta applicano il solo color di porpora, talaltra qualsiasi altro, e ci sono casi in cui ne mescolano insieme parecchi (ἔστι δὲ ὅτε πολλα συγκεράσαντες...)" (4 Cratilo, 24 d-e; cfr. Ad esempio, la sistemazione delle pietre è cosa diversa dalla scanalatura delle colonne ed entrambe le cose sono diverse dall'intera costruzione del tempio; e la costruzione del tempio è cosa peffetta (in essa non manca nulla per 10 scopo proposto), invece quella del piedistallo e quella del triglifo è imperfetta: entrambe, infatti, sono costruzioni di parti" (Etica Nic., x, 4, 1174 a, 19). Testi relativi alla scultura e alla statuaria: De part. ; Etica Nicom., I, 1094 b I, 1097 b 6, vi, 1141 a ss. Dai un'occhiata a … L'immagine è ciò che sorge attraverso un'imitazione, ma questo non appartiene alla legge. - Sono raccolte in questo articolo le notizie, contenute nelle opere dei due filosofi, che interessano la storia delle arti figurative è la terminologia critica. Il tono e il punto di vista sono quelli di un'élite che si prende cura dei meno capaci, ma a differenza dell'oligarchia spartana contro cui Platone combatteva, la Repubblica avrebbe seguito un percorso più filosofico e meno marziale. Nella logica, Platone era più incline a usare il ragionamento induttivo, mentre Aristotele usava il ragionamento deduttivo. Una cosa è lo stile oratorio, altra lo stile poetico, ché l'uno e l'altro, pur usando parole e pur essendo le parole (voci, suoni, ritmi) imitazioni (Retorica, iii, i), l'oratoria imita (cioè esprime) un mondo e certe ragioni, la poetica imita (cioè esprime e ‛fa') un altro tipo di mondo. Il significato, la ragione, la logica, la biologia, la passione d'oro, Teoria delle forme, idealismo platonico, realismo platonico, Politica, Metafisica, Scienza, Logica, Etica, Retorica, arte, letteratura, giustizia, virtù, politica, educazione, famiglia, militarismo, Alessandro Magno, Al-Farabi, Avicenna, Averroè, Alberto Magno, Maimonide Copernico, Galileo Galilei, Tolomeo, San Tommaso d'Aquino, Ayn Rand e gran parte della filosofia islamica, filosofia cristiana, filosofia occidentale e scienza in generale, Aristotele, Agostino, Neoplatonismo, Cicerone, Plutarco, Stoicismo, Anselmo, Descartes, Hobbes, Leibniz, Mill, Schopenhauer, Nietzsche, Heidegger, Arendt, Gadamer, Russell e innumerevoli altri filosofi e teologi occidentali, Socrate, Omero, Esiodo, Aristofane, Esopo, Protagora, Parmenide, Pitagora, Eraclito, Orfismo, 4 Valutazione moderna di Aristotele e Platone, 5 sfondi personali di Aristotele e Platone. anche Liside, 203 a; Fedro, 227 a); alla pista coperta e alle colonne del Liceo (Eutidemo, 273 a, 303 a-b); all'antica città egiziana di Sais (Timeo, 21 a) e di Tebe di Egitto (Fedro, 274 d); al quartiere del Cinosarge (Assioco, 364 a); alla forma delle tombe (Leggi, 947 e). Ma se, in effetto, da un lato - almeno nella Poetica quale noi leggiamo - la discussione di Aristotele si restringe al mondo imitativo espresso da suoni, ritmi e parole, e, in particolare, alla tragedia, con qualche accenno alla epopea e alla commedia - che, sembra, doveva venir trattata nel ii libro della Poetica ; dall'altro lato, sia il termine poesia sia il termine mimèsi, accolti dalla terminologia corrente, assumono - anche se non dichiaratamente - fin dalle prime pagine della Poetica un più ampio significato, tale da divenire il criterio formale onde un'opera possa dirsi poetica. Aristotele ha posto molta enfasi sulla supremazia dell'osservazione e … hist., xxxv, 77), il disegno cominciò a far parte delle materie d'insegnamento, proprie dell'educazione liberale, per l'influenza del pittore Pamphilos, maestro di Apelle, che ne sostenne l'uso. "Le creature della pittura si ergono come esseri viventi, ma se chiedi loro qualcosa serbano solennemente un assoluto silenzio..." (Fedro, 275 d). - Osservando un'immagine (eikòn), non ci compiacciamo per nessun altro motivo che per la forma (morphé) stessa (Politica, viii, 5, 1340 a, 25). Lo stesso va ripetuto per la descrizione che Aristotele fa delle varie concezioni urbanistiche e topografiche (cfr. Se v'è incapacità nel rappresentare un oggetto quale il poeta voleva rappresentare, allora l'errore è proprio della poeticità; se invece il poeta, dell'oggetto che vuol rappresentare, ha un'idea sbagliata, come chi, per esempio, dipingesse un cavallo nell'atto di spingere innanzi tutte e due le zampe di destra, allora l'errore... non riguarda la poetica in se stessa" (Poetica, 1460 b, 14, 16 ss.). I templi siano edificati tutt'intorno all'agorà, e la città tutta quanta venga costruita a cerchio su luoghi elevati, per sicurezza e pulizia. .... Piaceri della vista sono i colori, le figure le pitture (Etica Nic., iii, 10, 1118 a, 4)... Prendiamo piacere a contemplare le riproduzioni (eikòna) degli esseri inferiori e naturali, perché consideriamo a un tempo il talento dell'artista, pittore o scultore..." (De part. L'arte è un'attività che, lungi dal riprodurre passivamente la parvenza della realtà, quasi la ricrea secondo una nuova dimensione: è la dimensione del possibile e del verosimile. Platonĭcus, gr. Certo il testo è equivoco, ed è più credibile intendere con Ross (Commento all'edizione della Metafisica), piuttosto che con Alessandro (Comm. La icastica è l'arte che riproduce esattamente il vero (non ciò che appare reale): "Questa si trova specialmente quando uno realizza una imitazione rappresentando il suo modello in modo da mantenerne le esatte proporzioni in lunghezza, larghezza e profondità, e, oltre a ciò, fornisce anche i colori che convengono a ciascun particolare. Che Leochares, il quale lavorò con Skopas al Mausoleo di Alicarnasso, di cui è stato celebrato un Apollo (Paus., i, 3, 3), che fu messo al pari dei più grandi artisti (cfr. Chiarita in tal modo la polemica platonica, particolarmente nei confronti della pittura prospettica e della scenografia, della mimèsi fantastica (l'arte di oggi), restano da vedere tutti gli altri testi relativi alla pittura, intesa sempre come artigianato - e si badi che il greco non ha se non il termine tèchne per indicare tutte le arti figurativo-plastiche - testi in cui Platone si riferisce alla pittura per esemplificazione, ma che servono da un lato a mostrare la propensione di Platone per l'icastica, o meglio per quella pittura che - simbolico-arcaica - rappresenti, imiti le cose quali sono, nelle loro esatte proporzioni (una pittura geometrica che riempia di colori non impastati, ma quali sono in natura, le parti), sì che ne vengan fuori delle ideografie; dall'altro lato, a mostrare, ancora attraverso la polemica, quali fossero certe tecniche usate dai pittori del tempo e certi termini divenuti ormai tecnici nell'ambiente dell'artigianato pittorico. Considerato uno studente brillante, nel 367 a.C. fu mandato ad Atene per studiare filosofia con Platone. E tutta quanta la terra lassù è colorata di colori siffatti, e assai più rilucenti e puri di questi di qui: parte infatti è porporina... parte ha lo splendore dell'oro, parte, tutta quella che è bianca, è più bianca del gesso e della neve; e così dico di tutti gli altri colori che la colorano nel rimanente..." (Fedone, 110 b-c: si confrontino anche i colori del fuso della necessità, descritti nel x della Repubblica, 6115 d ss.). – 1. a. Appartenente o relativo al filosofo greco Platone (428-348 a. C.), alle sue dottrine, ai suoi principî e alle sue opere (v. platonismo): la filosofia platonico1; le dottrine,... platonismo s. m. [der. Enciclopedia dell' Arte Antica (1965). Ad ogni modo sappiamo che la lettera si finge scritta da Platone al tiranno Dionisio Il di Siracusa nel 366 circa. Aristotele vide l'unità politica di base come la città (polis), che aveva la precedenza sulla famiglia, che a sua volta aveva la precedenza sull'individuo. Aristotele e Platone erano filosofi nell'antica Grecia che studiavano criticamente questioni di etica, scienza, politica e altro. ), [qualora sia realizzato un certo prestabilito disegno]. Se ancora al tempo di Platone, lo studio del disegno era dato solo ai ‛figli' dei pittori, a coloro che avrebbero fatto per mestiere il pittore, l'introduzione del disegno come strumento mediante cui affinare il gusto e intendere l'opera pittorica, dev'essere avvenuta verso i primi anni della seconda metà del IV secolo. Senza dubbio non è bello il cercar la salute nella saldezza delle muraglie verso nemici dello stesso valore e di numero non soverchiante: ma poiché suole accadere che la superiorità numerica degli aggressori sia sproporzionata al valore umano, se la città vuole salvarsi e non patire maltrattamenti ed oltraggi, bisogna pensare che il presidio più sicuro di guerra sta nella saldezza delle mura, soprattutto perché sono stati ora trovati gli strumenti più peffetti pel lancio dei proiettili e per le opere d'assedio [da Ermia di Atarneo]. Nic., vi, 4, 1140 a, 7)... Gli amanti dell'architettura (ϕιλοκοιδόμοι) e delle altre arti, ciascuno progredisce nella propria opera quando prova piacere in essa (Et. Il suo primo periodo ha caratterizzato molto di ciò che è noto su Socrate, con Platone che prende il ruolo dello studente rispettoso che mantiene vive le idee del suo tutor. sì capisco... come hanno progredito le altre arti, e di fronte agli artisti di oggi gli antichi valgono ben poco, così bisogna dire che anche l'arte di voi sofisti segna un progresso... E così, o Ippia, se ora Biante ci tornasse vivo dinanzi, sarebbe, rispetto a voi, oggetto di riso, come anche di Dedalo dicono gli scultori che, se facesse oggi quelle opere per le quali divenne famoso, si farebbe addirittura canzonare" (281 e-282 a). Anche se il sistema di classificazione di Aristotele è stato sostituito, gran parte del suo metodo rimane in uso nella nomenclatura moderna. E, appena sopra, chiarendo quali siano i mezzi della mimèsi (mutando i quali muta la specie di poesia), sostenendo che anche i danzatori, pur usando il solo ritmo, compiono opera poetica, aveva affermato che questo avviene perché l'opera di costoro, mediante certi gesti e movimenti, riesce a "rappresentare caratteri (ἤϑη) emozioni (πάϑη) e azioni (πράξεις)" (1447 a, 25 ss.). Chi sapesse questo non riuscirebbe per forza a scoprire senza fatica se bella è l'opera o se in qualche modo abbia un qualche difetto?" - Sono raccolte in questo articolo le notizie, contenute nelle opere dei due filosofi, che interessano la storia delle arti figurative è la terminologia critica. G. Pasquali, Le lettere di Platone, Firenze 1938, p. 197 ss.). Logiche dell'alterità. anche Rep., 540 c; Politico, 311 c). anche Rep., 501 b: la discussione che, invece, si ha sui colori nel Timeo, 68 a-b, può servire per sapere come si componessero i colori al tempo di Platone). Le scene teatrali sono grandi, vi è un alto e un basso (236 a, i), sono insieme opera di plastica (modellare, πλάττειν) e di pittura (dipingere, γράϕειν), dove chi guarda deve porsi dal punto di vista migliore. Rimase all'Accademia di Platone fino al 347 a.C.. Sebbene il suo periodo accademico fosse produttivo, Aristotele si oppose ad alcuni insegnamenti di Platone e potrebbe aver sfidato apertamente il Maestro. Entro questi termini, da questa distinzione tra arte del dire come capacità di costituire un ordine che scaturisce dalla medesima forza in atto del discorso, avente le sue ragioni e in se stesso la propria realizzazione (onde la retorica è pur sempre pratica) e arte del dire, invece, come capacità di realizzare un certo mondo a parte, un prodotto che assume una sua realtà, per sé (questo il significato dato da Aristotele a pòiesis), e non più solo nel suo esplicarsi, imitazione di una certa verità umana, assumono significato, nel complesso del pensiero aristotelico non solo il celebre frammento sull'arte poetica, ma anche le esemplificazioni che Aristotele trae dalle arti figurative e plastiche. anim., 645 a 13 ss. Aristotele e Platone avevano filosofie diverse su molti argomenti come la giustizia e l'ingiustizia, la funzione degli umani, la verità, l'anima umana, l'arte, la politica, ecc. Le osservazioni scientifiche di Aristotele furono considerate l'ultima parola in conoscenza fino al XVI secolo, quando il pensiero rinascimentale sfidò e alla fine ne rimpiazzò gran parte. Se descrivendo un canto è giusto dire che è ben ritmato, se descrivendo un gesto che è ben misurato, dell'uno e dell'altro non è giusto dire che è ben colorito, secondo l'espressione inventata dai maestri dei cori" (Leggi, 655 a). in Archeologia e Cultura, Milano 1961); R. Martin, L'Urbanisme dans la Grèce antique, Parigi 1956; B. Schweitzer, Plato und die Kunst seiner Zeit, Tubinga 1958. Non solo, ma è oramai accertato che del tempo del Sofista è il frammento di ceramica che si trova presso l'Università di Würzburg, rappresentante una perfetta fronte scenica in esatta prospettiva, assonometria architettonica, con, in più, figure più piccole e più grandi a seconda della loro distanza (cfr. Anche così, l'approccio empirico di Aristotele basato sull'osservazione, l'ipotesi e l'esperienza diretta (sperimentazione) è almeno una parte della base dell'attività scientifica in quasi tutti i campi di studio. Nel La teoria delle forme e altri lavori, Platone afferma che solo le idee sono costanti, che il mondo percepito dai sensi è ingannevole e mutevole. anche Clitofonte, 409 b). L'opera più famosa di Platone, La Repubblica, quale era la sua visione di una società utopica, fu scritta durante questo periodo. ; De anima, iii, 427 b 18 ss. del nome del filosofo Platone (v. platonico1)]. I pittori, infatti, passano su di un colore più vivido un altro colore, come quando vogliono fare apparire qualcosa nell'aria o nell'acqua, in un rapporto di colori fra quelli che sono in superficie e quelli che sono sotto" (De sens. E così le altre arti (τέχναι) e scienze (ἐπιστῆμαι)" (Rep., 438 c-d; cfr. E non senza interesse, sembra, proprio per la questione del punto di vista migliore, riferentesi, più che a statue da collocare in alto, agli scenarî, il seguente testo del Teeteto, composto tra la Repubblica e il Sofista: "Se non che, caro Teeteto, ora che mi sono avvicinato un po' di più a quel che stiamo dicendo, come chi si avvicina a uno scenario dipinto (σκιαγραϕία), non ne capisco più niente del tutto; mentre finché ne stavo discosto, qualcosa mi pareva pure che si dicesse" (Teeteto, 208 e). E tale, appunto, è l'arte di oggi (νῦν). platònico1 agg. "E così diremo che anche il poeta, in un certo qual modo, colorisce ciascun'arte con i suoi colori (Rep., 6o1 a), il ritmo e l'armonia (Rep., 398 d). : De mundo, 396 b 12, 399 b 33-34; De coloribus, 792 b 17; Problemata, 895 b 37, 932 a 31 (pur essendo acqua, differenti sono i colori del mare, dei laghi, dei fiumi, "onde i pittori, non inettamente, sono soliti dipingere pallidi i fiumi, ceruleo il mare, candido il lago"); De audibilibus, 8o1 a 33, 802 a 38; De mirabilibus auscult., 846 a 18]. Costanzi). Per esempio, se uno separasse in qualche modo in tutte le arti l'arte dell'aritmetica, l'arte del misurare, del pesare, quello che resterebbe di ciascuna arte sarebbe cosa di poco conto... Resterebbe almeno dopo di ciò l'arte di far congetture, di esercitare i sensi con un certo uso e con l'esperienza adoperando le capacità proprie dell'indovinare, capacità che i molti chiamano arte se siano rafforzate con l'esercizio e con la fatica... E la musica, prima di tutto, è piena di queste cose, direi, in quanto armonizza le consonanze non con la misura, ma concettualmente con l'esercizio... [e così avviene per la medicina, per l'agricoltura, per l'arte del pilota e della guerra...]. Stando le cose in questi termini, bisogna aver cura non solo di cingere le città di mura, ma provvedere anche che queste siano di ornamento alle città, e nello stesso tempo corrispondano alle esigenze guerresche, soprattutto a quelle prodotte da nuovi mezzi d'offesa. E poiché la ragione è tesa a realizzare proporzione e misura, l'opera poietica è tale in quanto la realtà ch'essa assume si struttura secondo misura e proporzione, che si rivela a chi la contempla. hist., xxxv, 149). "I ricami del cielo debbono servirci a mo' d'esempio (τῇ περὶ τὸν οὐρανὸν ποικιλίᾳ παραδείγμασι χρηστέον...) per intendere quelli del mondo intelligibile sì come uno che si trovasse dinanzi a magnifici disegni dipinti da Dedalo o da qualche altro artefice o pittore (ὑπὸ Δαιδάλου ἤ τινος ἄλλου δεμιουργοῦ ἢ γραϕέως διαϕερόντως γεγραμμένοις διαγράμμασιν). Callicle • Platone • Aristotele La giustizia è una costruzione della società o un sentimento connaturato in noi?