Duomo di Modena, facciata Duomo di Parma, facciata FACCIATA A SALIENTI FACCIATA A CAPANNA LA FACCIATA. Queste porte non riscossero però l'approvazione di buona parte dei cittadini, che le giudicavano troppo moderne e non in armonia con la facciata. Gli arieti in lotta coi mostri le zampe dei quali superano le lesene e si appoggiano al muro della facciata. saliens -entis; in alcuni usi e sign. Due poderose paraste dividono la facciata in tre campiture. 2005 © Mauro Piergigli & Associazione Culturale Italia Medievale. Duomo di Modena: Fu costruito da Lanfranco e si sviluppa su 3 livelli, con 3 absidi e 3 navate, ma privo di transetto. L'ultimo intervento della scuola di Wiligelmo nei lavori di decorazione del Duomo prima dell'avvento dei Campionesi è quello relativo alle otto metope poste al disopra dei contrafforti esterni, opera di un seguace di Wiligelmo chiamato Maestro delle metope (1130 circa). Nel duomo di Modena si trova anche un secondo organo, costruito nel 1719 da Giandomenico Traeri. Le quattro mensole che sostengono il pontile più internamente riportano telamoni, Sansone che smascella il leone (esterno destro) e un Leone che divora un peccatore (esterno sinistro). due cervi con una sola testa che si piega verso il basso come per bere. San Paolo a Ripa d'Arno a Pisa La facciata a salienti, o più in generale copertura a salienti, è un termine architettonico usato per definire la forma della facciata di un edificio, solitamente una chiesa, quando, come suggerisce il termine stesso, la copertura presenta una successione di spioventi posti a differenti altezze. Come recita una lapide murata a fianco dell'altare, vennero realizzati in quel periodo i candelabri e le lampade d'argento oggi conservati nel Musei del Duomo di Modena, offerti dall'allora duca di Modena Rinaldo I d'Este, che era stato cardinale rinunciatario della porpora per sposarsi e assumere il governo della città, essendo morto senza lasciare figli suo nipote Francesco II d'Este. Successivamente fino al XIV secolo, generazioni di maestri Campionesi modificarono l'aspetto della costruzione aggiungendo il rosone in facciata, aprendo la Porta Regia, rialzando la parte absidale, lavorando alla Ghirlandina e aggiungendo il pontile presbiteriale. Il Duomo di Modena è considerato uno dei più significativi esempi di Romanico. La sua opera scultorea colpì certamente anche i suoi contemporanei che nell'iscrizione della famosa lapide con la data di fondazione del Duomo (con Enoc e Elia di Wiligelmo stesso), aggiunsero in caratteri più piccoli le sue lodi in latino medievale: "inter scultores quanto sis dignus onore - claret scultura nunc Wiligelme tua". La copertura a salienti è geometricamente inscrivibile in un quadrato. Per quanto riguarda la facciata è intenzione cogliere l'occasione per restaurare anche i bassorilievi di Wiligelmo raffiguranti le Storie della Genesi (lo necessitano soprattutto quelli ai fianchi del portale principale). Nonostante non sia una delle più note cattedrali italiane, il Duomo di Modena riveste un ruolo importantissimo nell’ambito del romanico padano. Per la costruzione del duomo attuale vennero usati in parte materiali ricavati dai ruderi di edifici di epoca romana. Il Duomo di Modena è una testimonianza rara e incredibilmente ben conservata in stile romanico in generale, sia all'esterno che all'interno. Si tratta di un edificio antichissimo, la cui costruzione iniziò nel 1099 a opera di Lanfranco e Wilielmo. Lo strumento, di piccole dimensioni, è a trasmissione meccanica ed ha una tastiera di 45 note ed una pedaliera a leggio di 12, entrambe con prima ottava scavezza. Allo stesso modo, il Duomo di Ferrara, romanico in origine, subì varie aggiunte tra i secoli XIII quando la facciata venne "goticizzata" e l'interno completamente rinnovato nel Settecento e alla fine dell'Ottocento. La nuova cattedrale, secondo il documento di poco successivo al 1106 della Relatio de innovatione ecclesie Sancti Geminiani (del canonico Aimone di Modena, conservato nell'Archivio Capitolare), fu fortemente voluta dalla popolazione (quindi non solo dagli ecclesiastici) al posto della precedente chiesa, terminata appena trent'anni prima e situata in posizione sfasata, più o meno con le absidi dove oggi si trovano la facciata e la prima parte della navata. L'interno in mattoni rossi, suggestivo nella sua semplice austerità, conserva varie opere d'arte. Infine il presbiterio è rialzato rispetto alla cripta, creando un pontile realizzato da maestri campionesi. Mostra il santo quasi in estasi nonostante il martirio, che rivolge il capo alla Madonna e ai Santi su una nuvola che lo sovrasta. I Maestri campionesi erano stati chiamati per completare la cattedrale e, soprattutto, per costruire la torre campanaria. In quell'occasione fu fabbricato anche una nuova e preziosa urna funeraria del santo, mentre l'altare che la precede fu recintato con una balaustra marmorea. La polemica divampò e investì anche la critica d'arte nazionale, cosicché il Capitolo del Duomo tornò sulla sua decisione, facendo rimuovere le porte in bronzo e rimettendo le vecchie e anonime porte in legno. I portali non presentano lunette, mentre sono decorati da sculture gli altri elementi. Il terribile terremoto del 1117,che sconvolse l'area padana,non lese il duomo di Modena, fatto che lo rese fonte di ispirazione per gli architetti che costruirono e riammodernarono importanti edifici come le cattedrali di Ferrara, Piacenza, Parma o l'abbazia di Nonantola. La cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta in Cielo e San Geminiano è il principale luogo di culto della città di Modena, chiesa madre dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola. poste a dividerla in tre campiture. Per sottrarle all'usura del tempo, furono trasportate nel Musei del Duomo di Modena e sostituite in loco da copie nel 1950. Oltre alle sculture di Wiligelmo, il duomo contiene altre opere di grande valore artistico. Quanto poi ai rilievi del ciclo arturiano, i temi e le soluzioni formali dei rilievi modenesi rappresentanti il ciclo bretone (con Winlogee, Galvaginus, Corrado, Isdernus, Burmaltus e Artus de Bretania) rimandano al ricamo dell'arazzo di Bayeux. Il vescovo tuttavia continuò a risiedere presso la chiesa principale di Mutina, dove erano conservate le spoglie del santo patrono; col tempo attorno alla chiesa (che sorgeva all'esterno delle mura romane) si venne a formare un nucleo abitativo, che diventò, ed è ancora oggi, il centro di Modena, seguendo un andamento a raggiera lungo le vie d'acqua che attraversavano la città.[2]. Sono opera certamente di un grande scultore che, nella fermezza dei volumi e qualche altra consonanza si può ancora riferire a Wiligelmo, ma la resa è più minuziosa e raffinata, come nelle figurine su avorio: egli aveva ormai introdotto nella tradizione della scuola modenese elementi della scultura borgognona. trifore (3 aperture) loggia contrafforti bassorilievo 3 navate tripartite di wiligelmo all'interno n facciata con tetto a salienti duomo di nfodena rosone edicola ( da dove affacciava protiro portale leoni stilofo il vescovo) maggiore . Nella narrazione figurata "si prediligono fatti dell'Antico Testamento e del Nuovo Testamento accostati in un parallelismo che è cardine dottrinario della riforma partita da Cluny".[6]. In quel giorno venne posata la prima pietra del Duomo di Modena, splendido esempio di arte romanica che stupì i contemporanei, e che continua tuttora a sorprendere per la sua straordinaria bellezza e originalità. Tutto è più sereno e meno drammatico, e il rilievo è più piatto. Due fiere (un leone ed una pantera) sui cui corpi si arrotolano due serpenti che le mordono sul groppone. La porta venne decorata da un allievo di Wiligelmo, detto Maestro di Artù. Una lastra di marmo bianco posta dopo la Porta Regia, opera di Agostino di Duccio, è divisa in quattro parti, datata e firmata (1442), e tratta lo stesso argomento delle Storie di San Geminiano, limitando però la rappresentazione alla guarigione della figlia dell'imperatore e alla consegna dei doni, a cui si aggiungono le miracolose esequie del Santo alla presenza di San Severo, vescovo di Ravenna e la liberazione di Modena da Attila, che fa parte dell'agiografia tradizionale di San Geminiano: il Santo fece scendere sulla città all'improvviso una fittissima nebbia sì da occultare Modena ad Attila, che procedette senza entrarvi; dal punto di vista storico questo miracolo è improbabile, dal momento che Attila non si avvicinò a Modena e nemmeno oltrepassò il Po, essendosi fermato al Ticino, dove accettò la pace propostagli dal papa Leone, e anche a causa della stanchezza dei suoi uomini rientrò in Germania. la gru che toglie l'osso dalla gola del lupo. Più avanti si trova il presepe di Begarelli (1527), dalla notevole finezza nelle molte figure ispirate all'arte classica e dalla composizione scenografica; alle figure, già dipinte di bianco per simulare il marmo, in un recente restauro (che ha suscitato qualche critica dei modenesi, sempre attenti alle vicende del loro Duomo), è stato tolto il colore bianco, e ora appaiono del colore naturale della terracotta. Nell'aprile del 1934 papa Pio XI l'ha elevata alla dignità di basilica minore.[1]. La decisione presa dal popolo, in piena indipendenza rispetto ai poteri imperiali ed ecclesiastici, è indicativa dell'aspirazione all'autogoverno e alla libertà dei modenesi. Gli interventi successivi più importanti sono nel XV secolo, quando fra il 1437 e il 1455 si nascose con volte a crociera l'originaria copertura a capriate lignee, forse voluta dai committenti timorosi che succedesse quanto era avvenuto alle volte del duomo precedente, che avevano palesato presto vistose lesioni. Ciò a differenza del Duomo di Parma (1106), che vide rifatte nel Cinquecento le absidi interne, e parzialmente nascoste dalla sagrestia due delle esterne, oltre alla costruzione della cupola internamente affrescata dal Correggio. Simboleggiavano la difesa della chiesa da parte dei crociati e sicuramente si erano diffuse fino in Italia grazie alla popolarità raggiunta tra i pellegrini medievali. : arco a sesto acuto saliente, l’arco a ogiva dell’architettura gotica (quando si voglia distinguerlo, per es., dal sesto acuto moresco); acque saliente, acque di falda che risalgono in superficie zampillando. Lo stesso modello è ripreso anche nella Porta Regia sul fianco. Più avanti verso la Porta della Pescheria è la Pala di San Sebastiano della prima metà del Cinquecento di Dosso Dossi, considerata uno dei capolavori d'arte sacra del pittore. Sono dotate entrambe di due manuali di 61 note ed una pedaliera concavo-radiale di 32 note. Pure opera di uno scultore della scuola wiligelmica è la decorazione della Porta dei principi il cosiddetto Maestro di San Geminiano. Corso Duomo - 41121 Modena. La doppia partenza in senso inverso dei lavori è avallata, oltre che dalle due lapidi, anche da un'irregolarità, molto probabilmente dovuta a errori di calcolo, in quello che dovette essere il punto d'incontro: sul fianco meridionale verso la Piazza Grande la serie di loggette s'interrompe e si interpone una bifora, sormontata da un arco cieco più basso e stretto. Anche uno dei due leoni di origine romana fu colpito e poi fedelmente ricostruito. Coordinamento sito Unesco c/o Museo Civico d'Arte Viale Vittorio Veneto, 5 - 41124 Modena Telefono: +39059 2033122 - Fax: +39 059 2033110 Vi si trova la Madonna col Bambino, una servetta e due santi, forse raffiguranti i coniugi Porrini committenti del gruppo di terracotta dipinta di Guido Mazzoni del 1480. Comune di Modena. Le sculture che esaltano le capacità scultoree dei Campionesi sono nei rilievi che ornano l'ambone con le figurazioni dei dottori della Chiesa in atto di scrivere su ispirazione di un angelo o di una colomba, simbolo dello Spirito santo, dei simboli degli Evangelisti, di Cristo in maestà e di Cristo che risveglia gli apostoli nel Getsemani. La scuola modenese degli allievi di Wiligelmo fu molto importante e influente nel nord d'Italia, come ad esempio nella chiesa abbaziale di San Silvestro nella vicina Nonantola. Già i Campionesi fecero in modo di inserire alcuni elementi formali gotici, ma ciò si accorda perfettamente al romanico di Lanfranco e Wiligelmo, che domina incontrastato. Nel 1099 venne posta la prima pietra per la costruzione della Basilica di San Geminiano, Duomo di Modena. Al centro sopra l'altare è un piccolo dipinto su pietra della Madonna, in origine posto all'esterno. La basilica è preceduta da un quadriportico (cortile di 4 lati). Il Duomo di Modena è il simbolo della vita di fede e di culto della comunità cristiana modenese. Gli altri cinque capitelli recano motivi vegetali. Venne realizzato come "domus Clari Geminiani", casa di San Geminiano, Patrono di Modena (312-397). Nella zona superiore della parte centrale c'è un enorme rosone, protagonista della facciata. Sono da ammirare i capitelli delle numerose colonne, tutti diversi per forma e dimensioni: pochi sono in stile corinzio, gli altri sono con leoni, sirene, animali fantasiosi e uno con la Storia di San Lorenzo. La Porta regia non esisteva nel Duomo di Lanfranco ed è opera dei maestri campionesi, databile fra il 1209 e il 1231 mentre si svolgevano anche i lavori nel presbiterio. Alla fine del Novecento si provvide poi a un'accurata pulitura delle sculture e della superficie esterna restituendo al Duomo il caratteristico colore bianco che era stato offuscato dalla polvere e dallo smog. Le canne sono situate in due corpi differenti: quelle del Grand'Organo (prima tastiera) e del Pedale alla sinistra del coro, quelle dell'Espressivo (seconda tastiera) in cassa espressiva situata nella parte del sottotetto dell'abside. AA. Demolita poi completamente la vecchia cattedrale, i lavori continuarono ed entro il terzo decennio del XII secolo il lavoro dei successori di Lanfranco e Wiligelmo si era concluso. Notare la facciata con tetto a salienti. Nel presbiterio si trova anche il mirabile coro ligneo intarsiato del 1461-1465 opera degli esponenti di una dinastia di provetti ebanisti, i fratelli Cristoforo e Lorenzo Canozi, detti da Lendinara. Desumibile stilisticamente da Piero della Francesca contiene una Madonna aureolata d'oro che spicca fra Santi; in alto è rappresentato il Giudizio universale. Il Duomo di Modena Il Duomo di Modena è tra i maggiori monumenti della cultura romanica in Europa, riconosciuto nel 1997 dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, assieme alla sua torre Ghirlandina e all’adiacente Piazza Grande.Il Duomo fu fondato il 9 giugno del 1099 per iniziativa delle varie classi sociali cittadine, come affermazione dei valori civici, culturali […] Sono state sostituite alcune travi portanti piuttosto degradate, e si sono riparate fessure nella muratura. Oggi i canali sono coperti da vie che ricordano nel nome le vie d'acqua sottostanti (Corso Canalgrande, corso Canalchiaro, via Canalino). Questo motivo dà ritmo all'edificio scandendo l'articolazione dello spazio con un gioco di chiaroscuri. Nella cripta del duomo si trovano le reliquie del santo, conservate in una semplice urna del IV secolo ricoperta da una lastra di pietra e sorretta da colonne di spoglio. Il Duomo di Modena, con la Torre Civica e la Piazza Grande della città, è stato inserito dal 1997 nella lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Coordinate: 44°38′47.41″N 10°55′29.93″E / 44.646504°N 10.92498°E44.646504; 10.92498. Questa chiesa presenta una facciata a capanna ossia una grande facciata con un unico tetto. Si pensa che raffigurino gli abitanti delle regioni più remote della Terra, in attesa di ricevere il messaggio dell'evangelizzazione. La bifora divenne poi di stile gotico in seguito a un rifacimento più tardo, A questo scopo l'operazione avvenne con la custodia di un corpo di guardie giurate, scelte in numero di sei dall'ordine dei, Si tratta di nomi in parte latinizzati, e con probabili tratti fonetici e/o grafici attribuibili alla, lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità, Gli organi dal sito ufficiale della Cappella Musicale del Duomo di Modena, disposizioni foniche degli organi a canne, cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta e San Geminiano a Modena, Area archeologica e Basilica patriarcale di Aquileia, Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani, Celebrazione delle grandi strutture processionali a spalla, Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città, Chiesa e convento domenicano di Santa Maria delle Grazie, Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Faggeta vetusta depressa di Monte Raschio, Ferrovia retica nel paesaggio dell'Albula, Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d'Europa, Genova: le Strade Nuove e il Sistema dei Palazzi dei Rolli, Longobardi in Italia: i luoghi del potere, Opera dei Pupi, teatro delle marionette siciliano, Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra-Stato da Mar occidentale, Palazzo Reale del XVIII secolo di Caserta, con il Parco, Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale, Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Pratica agricola tradizionale della coltivazione della vite ad alberello della comunità di Pantelleria, Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, Saperi e saper fare liutario della tradizione cremonese, e il parco delle Chiese Rupestri di Matera, Siti palafitticoli preistorici attorno alle Alpi, Villa romana del Casale, presso Piazza Armerina, Zone extraterritoriali della Santa Sede in Italia, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Duomo_di_Modena&oldid=117163741, Chiese dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola, Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci con template Immagine sinottico con didascalia e immagine letta da Wikidata, Collegamento interprogetto a Wikibooks presente ma assente su Wikidata, Voci non biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. Si tratta, infatti, di una riproduzione in scala, alta circa un metro, realizzata esclusivamente con i Lego dal modenese Giorgio Ruffo. La costruzione romanica fu terminata nel 1184. duomo di modena . Il centro è dominato dal portale maggiore, sovrastato da un protiro a due piani con un'edicola dalla volta a botte. Sopra il matroneo vi è un cleristorio molto alto per rinforzare le volte a crociera. Le sculture del Duomo di Modena sono parte integrante del complesso monumentale e costituiscono la più importante testimonianza del rinascere dell'arte scultorea su scala monumentale in Italia, punto di partenza per i successivi sviluppi artistici nel Nord-Italia e oltre. Va osservato che gli architetti medievali non davano eccessivo valore alla simmetria e alle proporzioni, prevalendo su queste la ricerca dell'animazione plastica. Il rilievo con animali fantastici e una figura umana nuda che cavalca un mostro, I capitelli al livello della loggetta che, invece delle decorazioni fogliacee tradizionali, hanno motivi figurati con teste di animali, teste e mascheroni di uomini e donne e telamoni ricurvi sotto il peso del. pres. Presenza anche di un finto matroneo che ha la funzione di alleggerire la struttura, il quale riprende il motivo della loggia percorribile all'esterno. (+39).059.4396969 Videoguida descrittiva del Duomo di Modena, curata del Duomo di Modena in collaborazione con Pongo Films. e saliente m. [part. contrafforte rosone facciata a salienti pròtiro leoni stilòfori loggette archetti pensili monòfora Il suo stile viene accostato a quello dei contemporanei scultori provenzali, così come quello degli allievi di Wiligelmo è avvicinato agli scultori borgognoni. È stato restaurato dalla stessa nel 1984, e in tale occasione fu realizzata una nuova consolle. Due poderose paraste dividono la facciata in tre campiture. I lavori edili andarono avanti alacremente procedendo nel frattempo la demolizione di parti della vecchia cattedrale per fare posto alla nuova, sicché nel 1106 la costruzione era già coperta e si poté traslare il corpo del Santo patrono da ciò che restava ancora della vecchia chiesa dove era sepolto alla cripta della nuova basilica.