Anche all'interno il palazzo subisce molte trasformazioni, che portarono ad una distribuzione dei locali rimasta in seguito quasi invariata fino ai giorni nostri. Legato a filo doppio con la storia della città, Palazzo Reale ha origini antiche. Il Broletto Vecchio diventa “Palazzo” Con la sconfitta dei Torriani a Desio (1277) e l’ingresso a Milano dell’arcivescovo Ottone Visconti inizia la transizione del potere dal Comune alla Signoria che si concluderà con la piena presa di possesso da parte dei Visconti della città di Milano e in seguito delle altre città lombarde. Il Palazzo del Broletto, edificato nell'ultimo quarto del Duecento, ci è giunto assai malconcio per i molti rimaneggiamenti. Si trova a 1.6 km da rotonda della Besana, molto vicino a Civico Planetario "Ulrico Hoepli". Degli originari accessi ne restano 2. Nel 1895, si compie il restauro delle Scuole Palatine, per conto della Camera di Commercio. La facciata del palazzo, seguendo la linea dell'antico cortile, forma una rientranza rispetto a piazza del Duomo, chiamata piazzetta reale. Sotto gli austriaci, infatti, venne costituito ufficialmente il Regno Lombardo-Veneto e come tale il Palazzo Reale di Milano servirà da sede del nuovo viceré di un ampio reame. Nel rispetto del DPCM del 3/12/2020 Palazzo Reale resta chiuso al pubblico fino al 15 gennaio. Anche la chiesa di San Gottardo diviene ormai a pieno titolo "Regia-Ducale Cappella", ricevendo nuove ridipinture interne accompagnate dall'aggiunta di stucchi e dorature. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 27 dic 2020 alle 17:22. Nel 1796 Napoleone Bonaparte, ancora generale, giunge a Milano conquistandola ed annettendola idealmente alla Francia con la costituzione della Repubblica Cisalpina. I lavori iniziano ufficialmente nel 1773 sotto la direzione di Giuseppe Piermarini, affiancato da Leopold Pollack inviato da Vienna per controllare le spese e per diventarne l'allievo. In contesto vecchia Milano, a pochi passi da piazza Cordusio e dal Duomo di Milano, delizioso bilocale sito al secondo piano, senza ascensore, di una palazzina d’epoca. Con questo intento egli si trasferì con la moglie a Palazzo Clerici nell'attesa dell'approvazione di un compromesso: il vecchio palazzo sarebbe stato quindi ristrutturato in modo da avere finalmente un aspetto degno dell'accoglienza dell'Arciduca e molti uffici sarebbero stati trasferiti altrove per lasciare posto alla corte. Terminò questa funzione nel 1251, quando la sede municipale venne trasferita presso il Palazzo della Ragione[2]. Questo palazzo, situato nel centro dell’antica Piazza dei Mercanti è oggi l’edificio più antico ed “autentico” del Broletto. www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00058 In realtà questa era una delle soluzioni di ristrutturazione proposte da Nicolò Pacassi, l'architetto reale della corte viennese. Al suo interno viene costruito il primo teatro di Milano (1594), distrutto da un incendio nel 1659 e ricostruito solo nel 1717 fino a che nel 1776 venne decisa la sua demolizione e la contemporanea costruzione del celeberrimo attuale Teatro alla Scala. Il Palazzo Regio-Ducale degli austriaci, di conseguenza, prende il nome di Palazzo Nazionale e diviene sede dei principali organi di governo della nuova repubblica, e cioè il comando militare, prima e poi il Direttorio. Per quanto riguarda la Sala delle Cariatidi, si può dire che essa ha riacquistato solo un'idea dell'antico splendore con un'attentissima opera di restauro, per ora solo conservativo, che ha rimosso gli annerimenti sulle pareti causati dall'incendio del 1943 e ha disposto il consolidamento di tutte le superfici (strutturali e pittoriche). Sarà solo nel 1805 che il palazzo tornerà a risorgere raggiungendo tra l'altro il suo picco massimo di splendore. In questa stessa epoca, al piano nobile, vengono restaurati il Salone dei Festini e quello delle Udienze (che prende ora il nome di Salone degli Imperatori). Nel 1866 la piazza venne riformata in relazione al nuovo assetto di piazza Duomo e alla creazione di una strada di collegamento col Cordusio, che determinò anche lo spostamento del pozzo (poi rimontato nella rimanente porzione di piazza). Un palazzo preesistente che sorgeva sulla stessa area, il Broletto Vecchio, detto anche Brolo dell'Arcivescovo o Brolo di Sant'Ambrogio , fu la prima sede del governo della città di cui si abbia notizia documentata: espletò questa funzione durante il periodo dei comuni nel basso medioevo. L'architetto Giuseppe Antonio Bianchi (che qualche anno dopo progetterà Palazzo Estense di Varese) si occupa della riprogettazione degli appartamenti.[5]. Con la caduta di Napoleone nel 1814, anche il regno d'Italia di fatto crolla e l'enorme palazzo milanese inizia una lieve perdita d'importanza, subito recuperata con la restaurazione. Contemporaneamente viene ristrutturata la cappella ducale di San Gottardo che ottiene una nuova pala d'altare e una decorazione interna di stile neoclassico. L'attività di Appiani a Palazzo proseguirà fino al 1813 con la realizzazione di altri affreschi nella sala delle Udienze Solenni, in quella della Rotonda e in quella della Lanterna; quest'ultimo ciclo rimarrà interrotto a causa dell'ictus che colpì il grande pittore milanese nel 1813. Dal maneggio, detto "La Cavallerizza" e luogo di spettacoli equestri, si accedeva attraverso un ponte su via Rastrelli al teatro di corte (teatro della Cannobiana). Sull'area delle Scuderie viene successivamente realizzato il Palazzo degli Uffici Comunali ad opera dell'architetto Renzo Gerla (1927). Lo spazio del palazzo anticamente occupato dal teatro ducale venne utilizzato per l'accoglienza di nuovi saloni di rappresentanza e per allargare verso ovest il Giardino. Si decise di allontanare il teatro (sempre a rischio incendi) e nel giro di due anni venne edificato il famoso Teatro alla Scala in un'altra zona cittadina, che divenne uno, se non il primo teatro lirico pubblico al mondo. L'elevata temperatura scatenatasi nella sala surriscaldò gli stucchi e ne trasformò il colore e la materia costitutiva, rovinando definitivamente la famosa sala, compresi i dipinti dell'Appiani che vi erano conservati. Sul coronamento era anche previsto un grande stemma centrale e una serie di statue e trofei (mai realizzati). Ed era anche il luogo dove venivano messi alla berlina o esposti i cadaveri dei nemici dello stato perché fosse di monito a tutti. Conoscere Milano. Il terzo intervento importante avvenne tra il 1936 e il 1937, quando si accorciò di 60 metri la cosiddetta "Manica Lunga", ovvero un'ala del palazzo sporgente verso piazza Duomo, per costruire il Palazzo dell'Arengario. A partire dalla metà dell'Ottocento il palazzo è stato oggetto di interventi importanti: il primo era avvenuto in intorno al 1850 quando, per ragioni viabilistiche, si accorciò di due campate la manica orientale, quella a ridosso del Duomo, modificando le proporzioni del palazzo che aveva in origine sette campate monumentali su ciascuna delle ali laterali verso la piazza. Per perseguire questi progetti, sappiamo che il governatore Gonzaga fece demolire l'antica chiesa di Sant'Andrea al Muro Rotto, annettendone il terreno all'area del palazzo, mentre una strada interna e chiusa conduceva dal cortile d'onore alla chiesa di San Gottardo che avrà sempre più la funzione di Cappella Palatina. Fenomeno questo, che in Italia perdurò per circa 250 anni, andando man mano esaurendosi tra gli ultimi decenni del XIII secolo e la prima metà de… Matteo Visconti, cacciati i Torriani, acquistò l'area delle case degli Osii per edificarvi la loggia (detta appunto degli Osii) dalla quale si proclamavano i bandi. Solo a partire dal 2000 del resto, iniziano significativi interventi di restauro degli Appartamenti monumentali del Palazzo. Nel contempo vennero restaurate le nuove sale intorno al giardino per merito dell'architetto Francesco Croce (rinomato per l'epoca e già attivo alla fabbrica del Duomo di Milano, nella cupola della Madonnina), il quale sistema anche in alcune di queste sale i nuovi arazzi raffaelleschi di manifattura Gobelin ordinati appositamente per il palazzo. Rimarchevole la pavimentazione della nuova piazza realizzata in "rizzata" e correnti di granito con un bellissimo disegno a rombi. Il progetto venne affidato a Francesco Galli da Bibbiena, il quale impiegò anche i suoi allievi Giandomenico Barbieri e Domenico Valmagini per la realizzazione dell'opera. Il Seicento sarà un secolo di sostanziale stallo per il cantiere del Palazzo Reale e anzi la struttura subirà non pochi danni a causa delle guerre e della peste. Il palazzo intero subì gravi danni nella notte del 15 agosto 1943 quando la città venne colpita da un bombardamento inglese. L'impresa di maggiore portata è indubbiamente rappresentata dalla famosa Sala delle Cariatidi, così chiamata per le 40 cariatidi realizzate da Gaetano Callani. I nuovi governatori si insediano nel Palazzo e intraprendono importanti lavori di ristrutturazione e ampliamento. Vedi le foto del monumento e delle opere contenute, vedi le schede degli artisti. L'idea iniziale di Ferdinando era quella di costruire un nuovo palazzo reale ove risiedere, lasciando il vecchio palazzo per l'accoglienza degli uffici di governo che andavano ampliandosi. Ristrutturazioni del palazzo vennero stabilite alla fine del Cinquecento con l'arrivo del governatore Antonio de Guzmán y Zuniga, marchese di Ayamonte, il quale riesce ad ingaggiare Pellegrino Tibaldi, l'architetto di fiducia dell'arcivescovo Carlo Borromeo, già impegnato nei lavori del Duomo, di Palazzo Arcivescovile e del Cortile dei Canonici. Nel 1919 l'ultima visita ufficiale a palazzo sarà quella del presidente americano Wilson che viene accolto a Milano da Vittorio Emanuele III. Non tutti sanno che Milano ebbe tre Broletti che si trovano intorno a Piazza Duomo. Palazzo Reale nasce come Palazzo del Broletto - definito poi “Vecchio” per non confonderlo con il Broletto Nuovo, l’attuale Palazzo della Ragione. Fu sotto il dominio francese di Luigi XII prima e di Francesco I che si procedette allo spostamento della sede della corte entro l'attuale Palazzo Reale. L'accesso è consentito da un cavalcavia di collegamento dal palazzo dei Mercanti. Mappa del sito | L'edificio condizionò la definizione dello spazio attorno a sé, attraendo progressivamente nella sua orbita le sedi delle principali magistrature cittadine (ne siamo puntualmente informati dagli Statuti del 1396). In facciata, le mura medioevali vengono regolarizzate nelle aperture, intonacate e scandite da lesene in pietra, si mantengono i tre piani originali (Vienna voleva spendere il meno possibile). Pur essendo stato completato il terzo lotto di restauro, l'intero palazzo non può dirsi restituito al suo antico splendore: i primi due lotti lasciano ai visitatori la possibilità di ammirare le sale teresiane parzialmente riallestite in quello che doveva essere il Museo della Reggia il cui progetto, poi accantonato e lasciato interrotto, prevedeva un itinerario attraverso le quattro stagioni storiche del Palazzo: l'epoca Teresiana e Neoclassica, il periodo napoleonico, la Restaurazione e l'Unità d'Italia. L’età comunale ebbe origine nell’ Italia centro-settentrionale, attorno alla fine dell’XI secolo, sviluppandosi, poco dopo, anche in alcune regioni della Germania centro-meridionale, in Francia, nelle Fiandre e più tardi, con modalità diverse, anche in Inghilterra e nella penisola iberica. appositi decreti ducali diedero avvio a demolizioni di logge e coperti lignei a vantaggio del decoro urbano. Carbonara, Giovanni, e Palazzi, Michela, a cura di. Nel 1859 con l'annessione della Lombardia ai domini piemontesi, il Palazzo Reale diviene sede del nuovo governatorato della città di Milano guidato da Massimo d'Azeglio che vi si insedia il 13 febbraio 1860 per poi lasciare l'incarico quello stesso anno. Solo all'inizio del XXI secolo, ad oltre cinquant'anni dalle distruzioni della guerra, Palazzo Reale ha ritrovato un ruolo di centralità nella vita culturale e sociale di Milano. - Città della provincia di Milano, situata a 80 m. s. m., a 27 km. Si riparano pertanto i danni causati dalle guerre e si acquistano nuovi sontuosi arredi e lo stesso Eugenio di Beauharnais procederà all'ampliamento del palazzo nella parte posteriore grazie ad un progetto affidato a Luigi Canonica, che vi aggiunge tutto l'isolato attualmente occupato dagli Uffici Comunali dove vengono sistemate le nuove scuderie, un ampio maneggio e molti locali per uffici, il tutto in austere forme neoclassiche (il progetto fu completato anni dopo dal Tazzini che fu anche l'autore della facciata su via Larga). Come raggiungerci Piazza del Duomo, 12 - Milano Il Broletto Vecchio fu poi ristrutturato trasformandosi nel futuro "Palazzo Reale"[3]: il primo nome con cui quest'ultimo era noto, Palazzo del Broletto Vecchio, richiamava l'antico edificio preesistente. Durante il fascismo, l'antico luogo della milanesità viene ribattezzato Piazza Giovinezza e le Scuole Palatine, nonché la Loggia degli Osii veniva occupata dal GUF (Gruppo Universitario Fascista), Uso attuale: corpi secondari: servizi; corpo principale: uffici, Condizione giuridica: proprietà mista pubblica/privata, Accessibilità: Ingresso libero da Via Orefici, da Via mercanti, da Piazza Duomo o da Piazza Cordusio, Funzionario responsabile: Minervini, Enzo, Compilazione testi: Cassanelli, Roberto; Ribaudo, Robert, Responsabile scientifico testi: Cassanelli, Roberto, Fotografie: BAMS photo Rodella/ Jaca Book; Ribaudo, Robert, Link risorsa: http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LMD80-00058/, Progetto | I ristoranti Baunilla Comfort Sweets, Caffétteria Vecchia Milano e San Tomaso sono a soli 5 minuti di cammino. Quando gli austro-russi riprenderanno il controllo del milanese nel 1799, il governo francese sarà frettolosamente costretto a vendere gran parte degli arredi del palazzo all'asta oltre a permettere il saccheggio di altre sale da parte della popolazione. La nuova sala, per essere funzionale, venne ricavata ampliando un locale che si affacciava sul lato nord del piccolo cortile del palazzo, il quale era comunicante con le sottostanti cucine e quindi facile da raggiungere anche dalle vivande. Viene così realizzato un nuovo pavimento e una nuova copertura della sala, piana, senza la ricostruzione delle precedenti decorazioni (di cui però si possiede ampia documentazione) nella scelta di lasciarla a testimonianza degli eventi bellici in Milano. Rappresentava insomma il centro cittadino, dove ci si incontrava e mercanteggiava, ci si divertiva e si facevano affari. L'Arciduca nel contempo dà ordine di acquistare altri nuovi arazzi di manifattura Gobelin con le storie di Giasone da affiancare a quelli raffaelleschi del Pallavicini. Sulla copertura del soffitto, precedentemente bianca, sono stati riportati i bozzetti a disegno di come la volta della sala doveva apparire prima del crollo. Internamente le sale vengono decorate a stucco dall'Albertolli[6], affrescate da Giuliano Traballesi e Martin Knoller, pavimentate a parquet da Giuseppe Maggiolini, un ciclo di lavori che si concluderanno solo nell'Ottocento grazie agli interventi di Andrea Appiani prima e di Francesco Hayez poi.