Per la scansione ultima del II° capitolo dell’Enciclica, su «Lo sguardo di Gesù», colgo soltanto una affermazione basilare, la seguente: «Secondo la comprensione cristiana della realtà, il destino dell’intera creazione passa attraverso il mistero di Cristo, che è presente fin dall’origine: “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui” (Col. 1, 16) scrive S. Paolo». La finalità è la creazione di una “cornice” che ne migliori il governo e assicuri che tale segno dei tempi sia veramente benefico per tutti. Ovunque c’è gente che dice sì alla vita, alla giustizia, alla legalità, alla solidarietà. Se oggi guardiamo all’economia e ai mercati globali, un dato che emerge è la loro ambivalenza. Affermando che la virtù della giustizia è una virtù difficile e laboriosa non intendiamo fare dei confronti con le altre virtùcardinali della prudenza, della temperanza e della fortezza. Nella cultura veterotestamentaria c’è un uso piuttosto frequente del concetto di essere “giusto davanti a Dio”; il profeta Daniele, per esempio, si gloria del fatto che Dio ha legato la bocca dei leoni, nella cui fossa era stato gettato per gli intrighi dei ministri e dei satrapi del re Dario, perché Egli lo ha trovato “giusto” al suo cospetto. Tuttavia, la ricorrenza centenaria che si celebra dev’essere anche occasione per guardare all’oggi e al domani, per riacquisire e approfondire il senso autentico del diritto nella Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, dove il dominio è della Parola e dei Sacramenti, mentre la norma giuridica ha un ruolo necessario, sì, ma di servizio. Nei miei viaggi ho potuto vedere questi contrasti più di quanto mi sia stato possibile in Argentina. La giustizia verso Dio è chiamata «virtù di religione». Gen. 2, 15). L’acqua è un diritto umano, come il cibo del resto, un bene primario indisponibile per troppe persone, per cui oggi si scrive, si parla della tragedia dell’acqua. Ricordiamoci che non siamo Dio! La giustizia viene ricordata generalmente dopo la prudenza, ma ciò ha un significato più cronologico che sostanziale: perché non può esservi giustizia se non vi è, a monte di essa, un abito mentale e spirituale permeato di prudenza; ma la giustizia, in se stessa, è una virtù più importante della prudenza, perché quella si limita a discernere, questa va al cuore del rapporto personale. 58-60). Ha scritto san Giovanni Paolo II nella Costituzione apostolica, Come ogni Concilio, anche il Vaticano II è destinato ad esercitare in tutta la Chiesa un’influenza lunga nel tempo. Soprattutto: è una vir-tù? Ma non possiamo dimenticare in tutto questo la giustizia sociale in una sintesi che ci è data da Papa Francesco all’inizio del volume. La giustizia sociale, dunque, non consiste nella irrealistica e violenta pretesa di abbattere ogni forma di proprietà privata, ma nel riconoscimento che quest’ultima non è il valore supremo della società e che i rapporti fra gli uomini non possono essere regolati soltanto dalla difesa a oltranza di essa, perché c’è qualcosa che viene prima, e cioè il bene comune. Del filosofo torinese, tra le maggiori autorità intellettuali e morali del Novecento, ricorre il centenario della nascita (18 ottobre 1909), oltreché il … Comunque, se guardiamo a come vanno le cose, nel concreto, chi ha combattuto per i non respingimenti, specialmente dei rifugiati e dei richiedenti asilo, tenendo presente particolarmente la Libia, non ha motivi per rallegrarsi, costatando come ci siano qui nel mondo d’oggi vere tragedie. 1807) della giustizia, la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. Naturalmente la base la troviamo nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo il cui 70° (1948-2018) ha offerto spunti importanti di riflessione al Prof. Vincenzo Buonomo in una relazione tenuta all’incontro del «Forum Ginevra delle Organizzazioni non governative di ispirazione cattolica», organizzato dalla Missione Permanente della S. Sede colà il 21 febbraio u.s. Scansioni dell’intervento sono le seguenti domande: 1)    Cosa rappresenta la dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo nella visione della Chiesa? In particolare, costantemente chiedo che si smetta di lucrare sulle armi col rischio di scatenare guerre che, oltre ai morti e ai poveri, aumentano solo i fondi di pochi, fondi spesso impersonali e maggiori dei bilanci degli Stati che li ospitano, fondi che prosperano nel sangue innocente. Su ogni proprietà privata grava sempre “un’ipoteca sociale” (Giovanni Paolo II). Shevchuk: guardiamo con gioia al 2021, Novena alla Divina Misericordia verso la Festa della Divina Misericordia, Cammino su i sette doni dello Spirito Santo, Ritornelli Salmodici per la Santa Messa anno B, All Hallows’ Eve - Novena per la Solennità di tutti i Santi, Novena in preparazione alla Solennità dell'Immacolata, Sinodo Straordinario sulla Famiglia dal 5 al 19 ottobre 2014, Fonti e appunti sul Sinodo sulla Famiglia. XIX sulla «Vera giustizia» – mostra con straordinaria efficacia la profondità del rapporto tra giustizia e misericordia che nella visione cristiana allude al mistero del rapporto tra la città dell’uomo e la città di Dio. Sono i frutti e i germi di atti moralmente buoni; dispongono tutte le potenzialità dell’essere umano ad entrare in comunione con l’amore divino. Approfondendo poi il concetto di virtù umane, il C.C.C. Già pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data in data 24/12/2012 e del 12/03/2015, Quattro virtù cardinali, la giustizia.pdf, Storia militare e le grandi battaglie navali, Cultura, lingua, musica e teatro delle Venezie, Accademia adriatica di filosofia "Nuova Italia" -, YJSimpleGrid Joomla! Perciò occupa un posto importante nella riflessione della Chiesa, che guarda all’uomo e alla donna come a persone chiamate a collaborare col piano di Dio anche attraverso il lavoro, la produzione, la distribuzione e il consumo di beni e servizi. Solo Dio, che è perfezione assoluta, possiede la pienezza della Giustizia; dunque la giustizia, se gli uomini la possiedono, non viene da loro, non è una loro personale conquista, ma un dono che viene dall’alto, che viene da Dio. Dio è la fonte delle virtù e dunque anche della giustizia; senza la Grazia, senza il soccorso dello Spirito divino, gli uomini non potrebbero realizzare la giustizia; se lo potessero, sarebbero dèi essi stessi; invece non sono dèi, sono creature fragili e fallibili, creature che si insuperbiscono con niente e che si abbattono al primo soffiar di vento. Richiamo inoltre il messaggio pontificio per la giornata mondiale dedicata a migranti e rifugiati di quest’anno dal significativo titolo «Uomini e donne in cerca di pace», nonché il discorso di Papa Francesco dell’otto gennaio u.s. al Corpo Diplomatico, in parte ad essi consacrato. Così continuava Giovanni XXIII: «Sarebbe del resto assurdo anche solo pensare che gli uomini, per il fatto che vengono preposti al governo della cosa pubblica, possano essere costretti a rinunciare alla propria umanità». Così come è occasione propizia per riflettere su una genuina formazione giuridica nella Chiesa, che faccia comprendere, appunto, la pastoralità del diritto canonico, la sua strumentalità in ordine alla salus animarum (can. Ella può e vuole unirsi ai milioni di uomini e donne che dicono no all’ingiustizia in modo pacifico, adoperandosi per una maggiore equità. Scrive il Vescovo di Roma nella Prefazione: «L’economia è una componente vitale per ogni società, determina in buona parte la qualità del vivere e persino del morire, contribuisce a rendere degna o indegna l’esistenza umana. Rimando dunque al sito della S. Sede, nella Curia Romana,  alla voce riferentesi al Pontificio Consiglio appena menzionato e al sito cronologia.leonardo.it/pastoral.htm, per l’aspetto più personale, oltre che al volumetto-intervista con Marco Roncalli “Chiesa e Migranti. «Guardando al secolo che ci separa da quell’atto di promulgazione – scrive Papa Francesco – non si può negare che il Codice pio-benedettino abbia reso un grande servizio alla Chiesa, nonostante i limiti di ogni opera umana e le distorsioni che, nella teoria e nella pratica, le disposizioni codiciali possono aver conosciuto, ivi compresa qualche tentazione positivistica. di iustus «giusto»]. Mi rifaccio così a una espressione latina che appare nel messaggio pontificio del 30 Settembre scorso, per il centenario della promulgazione del primo Codice di Diritto canonico, e cioè “Nulla est charitas sine iustitia”, Non c’è carità senza giustizia. Ed ecco perché la “teologia della liberazione” è intrinsecamente sbagliata: non perché sia sbagliato coniugare la giustizia sociale alla liberazione morale degli uomini, ma perché la giustizia sociale è un aspetto particolare di una realtà più vasta: la giustizia come categoria normativa dello spirito. dell’11/4/18, p. 26) di un volume a più mani, direi di filosofia, che esplora il nodo delle “Virtue Ethics”. Collegialità, sinodalità nel governo della Chiesa, valorizzazione della Chiesa particolare, responsabilità di tutti i christifideles nella missione della Chiesa, ecumenismo, misericordia e prossimità come principio pastorale primario, libertà religiosa personale, collettiva e istituzionale, laicità aperta e positiva, sana collaborazione fra la comunità ecclesiale e quella civile nelle sue diverse espressioni: sono alcuni tra i grandi temi in cui il diritto canonico può svolgere anche una funzione educativa, facilitando nel popolo cristiano la crescita di un sentire e di una cultura rispondenti agli insegnamenti conciliari». Secondo la mentalità “laica”, basta non far del male al prossimo è si è già nella giustizia: invece anche far del male a se stessi, anche non fare agli altri il bene che si potrebbe fare, anche negare a Dio ciò che gli è dovuto, ossia lo slancio dell’anima verso la sorgente da cui ogni cosa trae il proprio essere e la propria esistenza: anche tutto ciò si configura come ingiustizia. Qui penso sia indicato il perché in Francesco d’Assisi il cammino della creazione, “il perché i cammini di Francesco a cui la nostra Associazione si rifà, per metterne insieme i vari tronconi, in Italia, passando poi in Francia e congiungendosi al Cammino di Santiago de Compostela, è al tempo stesso itinerario cristiano, incontro con Cristo, identificazione con lui fino al segno delle stigmate, sigillo della sua pietas. La virtù della giustizia Nel centenario della nascita, un testo inedito del filosofo, maestro di politica e diritto NORBERTO BOBBIO Il 2009 è l’anno di Norberto Bobbio. Mt 22, 15-22). Da una parte, mai come in questi anni l’economia ha consentito a miliardi di persone di affacciarsi al benessere, ai diritti, a una migliore salute e a molto altro. È un rapporto personale perché parte da una persona e si dirige verso l’altro in maniera personale: vede, cioè, nell’altro, non una entità astratta, ma un essere concreto, individuale, unico e irripetibile. Attorno a questi pensieri mi viene facile enumerare alcune questioni legate alla giustizia, come per es. Chiunque può farlo proprio, anche solo accedendo a quel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa che tante volte ho citato perché in poche parole offre una panoramica del pensiero ecclesiale in materia sociale». La giustizia, inoltre, ha a che fare con il bene comune: non può esservi giustizia solo per me, o solo per i miei amici, o solo per il mio gruppo o per la mia comunità: la giustizia si pone al di sopra delle parti, si realizza nella dimensione universale, oppure, semplicemente, non è, diventa una cosa ben diversa, una contraffazione, una falsificazione, il più delle volte ipocrita. Al tempo stesso, però, la giustizia non può mai giustificare l’odio e la contrapposizione cieca e inflessibile: sia perché una società, così divisa e lacerata al proprio interno, non potrebbe sopravvivere, sia perché l’odio, non solo quello del singolo individuo, ma anche l’odio di classe, è il contrario della giustizia. E verso sé stessi? Orbene Etica delle virtù. Sotto questo profilo, il Codice ha avuto un doppio effetto: incrementare e garantire l’autonomia che della Chiesa è propria, e al tempo stesso – indirettamente – contribuire all’affermarsi di una sana laicità negli ordinamenti statali. Novembre - catechesi teologica 1 /11 / 2019 / Virtù cardinali 2 Virtù cardinali – la giustizia Cari amici, la volta precedente abbiamo iniziato il tema delle quattro virtù cardinali dicendo che sono un po' come la dotazione di bordo che tutti abbiamo e che ci permettono di vivere bene. Ma non possiamo dimenticare in tutto questo la giustizia sociale in una sintesi che ci è data da Papa Francesco all’inizio del volume Potere e denaro. Esso così inizia, ed anch’io pure lo faccio in questo nostro incontro: “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri” (Fil 4,8) e seduca il cuore (C.C.C.1803). Come avete ascoltato ho concluso questa lunghissima citazione, per molti aspetti straordinaria, con la Dottrina Sociale della Chiesa, “dottrina” più che insegnamento, come è stato deciso di nominarla alla fine del Vaticano II. (“Universale” è anche la persona umana); 4)    Quanto pesa sulla mancata tutela dei diritti umani la frammentazione dell’unità della persona? Innanzitutto ha chiamato anche la giustizia virtù cardinale, dicendoci così che essa è prima di tutto il frutto di un esercizio continuo della persona. Vi è altresì (di Papa Francesco, il 18 Nov. u.s.) l’appello affinché cure e farmaci siano accessibili a tutti per cui attraverso anche l’ecologismo cristiano entriamo così, quasi senza accorgercene, nella sfera dei diritti umani, questione di giustizia, oggetto della virtù della giustizia (è in effetti un «dare al prossimo ciò che gli è dovuto»). tratta delle virtù. le definisce “attitudini ferme, disposizioni stabili, perfezioni abituali dell’intelligenza e della volontà che regolano i nostri atti, ordinano le nostre passioni e guidano la nostra condotta secondo la ragione e la fede. Quello umano, messo duramente alla prova (e a volte anche messo blandamente alla prova), si incrina, si offusca, si arrende; senza contare che, molte volte, si dirige verso l’oggetto sbagliato, oppure si dirige verso un oggetto appropriato, ma con modalità sbagliate. La giustizia è una virtù in divenire, non è espressione di quella staticità che ci dà tanta sicurezza. Al contrario, le invita a non stancarsi nel collaborare con tutti per il bene comune […]. Ma per i filosofi dell’antica Grecia e i pensatori che sono venuti dopo di loro, la virtù cardinale della giustizia non si limitava affatto all’ambito giuridico. «Guardando al secolo che ci separa da quell’atto di promulgazione – scrive Papa Francesco – non si può negare che il Codice pio-benedettino abbia reso un grande servizio alla Chiesa, nonostante i limiti di ogni opera umana e le distorsioni che, nella teoria e nella pratica, le disposizioni codiciali possono aver conosciuto, ivi compresa qualche tentazione positivistica. del 19-20 giugno dello scorso anno). Vedi pagina per la. In fondo non si ristabiliscono l’ordine e l’armonia infranti – testimone la storia – se non coniugando tra loro giustizia e misericordia. la della giustizia delle nostre società. La terra ci precede e ci è stata data. 1804). Per questo – aggiungeva – «anche i loro rapporti vanno regolati nella verità, nella giustizia, nella solidarietà, nella libertà». (Il primato della libertà contro l’oppressione, l’unità della famiglia umana); 3)    Diritti universali o universalità del soggetto dei diritti? Il sesto coagulo concerne invece un tema fondamentale della dottrina sociale della Chiesa, cioè «La destinazione comune dei beni» poiché «la terra è essenzialmente una eredità comune, i cui frutti devono andare a beneficio di tutti… Dio ha creato il mondo per tutti. Quindi una sua valutazione etica e spirituale deve sapersi muovere in questa ambivalenza, che emerge in contesti sempre più complessi. Dovremmo qui riferirci anche a S. Agostino e a quella che fu la monumentale De Civitate Dei, dove il Vescovo africano – specie nel cap. Per l'esercizio della giustizia deve esistere un codice che classifica i comportamenti non ammessi in una certa comunità umana, e una struttura giudicante che traduca il … Con tutte le proprie energie sensibili e spirituali la persona virtuosa tende verso il bene; lo ricerca e lo sceglie in azioni concrete, e si aggiunge con parole di S. Gregorio di Nissa: “Il fine di una vita virtuosa consiste nel divenire simili a Dio”. La giustizia è anche un concetto legale; ma, se fosse solo questo, se esaurisse la sua funzione e la sua ragion d’essere nella sfera della “legge”, non sarebbe una virtù morale, ma semplicemente una norma esteriore da rispettare per non incorrere nella disapprovazione della legge e, dunque, in quella degli altri. Con questa premessa scritturistica si attesta che la virtù è una disposizione abituale e ferma a fare il bene. “I cristiani poi, in particolare avvertono che i loro compiti all’interno del creato, i loro doveri nei confronti della natura e del Creatore sono parte della loro fede” (Giovanni Paolo II), esigenza di giustizia in rapporto all’universo. Essa insegna la temperanza e la fortezza, la giustizia e la prudenza.” (Sap.8,7) I testi biblici ci invitano a “coltivare e custodire il giardino del mondo” (cfr. Trattare l’amico secondo giustizia significa porlo sotto la categoria dell’amicizia, che è benevolenza, comprensione, fiducia: perché è “giusto” avere fiducia in lui, come la ha già altre volte meritata e come vorremmo che lui si regolasse con lui, se le parti fossero invertite. La giustizia, pertanto, consiste nel riconoscere il legame necessario che esiste fra noi e noi stessi, fra noi e l’altro, fra noi e Dio: se neghiamo questo legame; se pretendiamo di farci arbitri e legislatori di noi stessi, noi spezziamo tale legame e ci ribelliamo all’ordine cosmico. Da non sottovalutare poi è il ruolo svolto dalla codificazione nella emancipazione dell’istituzione ecclesiastica dal potere secolare, in coerenza col principio evangelico che impone di “dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” (cfr. Trattare l’altro con giustizia vuol dire trattarlo come vorremmo essere trattati noi stessi, se ci trovassimo al suo posto: con la stessa delicatezza, con la stessa generosità, con la stessa benevolenza. Desidero a questo punto connettere la virtù della giustizia altresì a quella teologale della fede, riferendomi sinteticamente a un dibattito riportato da M. Bandino su La Stampa del 30 maggio 2002 (p. 15), per riportarvi una affermazione del Card. Per questo sono dette «cardinali»; tutte le altre si raggruppano attorno ad esse. Non saremmo uomini e donne completi senza la giustizia, così come non saremmo uomini e donne completi senza l’amore. Si capisce che mi riferisco alla Pacem in terris di Giovanni XXIII, un testo in cui si delineano quattro dimensioni, che sono quelle dell’ordine mirabile, dell’universo, degli esseri umani, dei rapporti tra essi con le autorità politiche e della comunità mondiale. Che cosa vuol dire “dare a ciascuno il suo”? Vi è inoltre il tema della giustizia internazionale e relativa corte penale internazionale che ha – come sappiamo – difficoltà a condurre le proprie inchieste. Rom. Il rapporto personale si esercita in più direzioni: verso se stessi; verso il prossimo (inteso nel senso più ampio possibile e non solo in quello di “simile”: come se, ad esempio, non vi fosse il dovere della giustizia anche nei confronti degli animali); verso Dio. iustitia, der. Così come è occasione propizia per riflettere su una genuina formazione giuridica nella Chiesa, che faccia comprendere, appunto, la pastoralità del diritto canonico, la sua strumentalità in ordine alla, Sotto questo punto di vista, ritorna impellente l’invito di Benedetto XVI nella, Un’altra considerazione preme rilevare – aggiunge Papa Francesco – in questa ricorrenza che induce a guardare il futuro. Infine, a chi ha servito in essa durante 20 anni, permettete, a conclusione, di indirizzare lo sguardo e aprire il cuore a questo Continente così vicino a noi, un vero possibile alleato strategico, nel contesto del fare giustizia, di esercitare cioè tale virtù anche tenendo conto della grandezza geografica, della popolazione in vorticosa crescita, delle ricchezze, e dello sfruttamento europeo, alcuni parlano di “saccheggio”, e non solo, di questo nostro vicino. Come qui testimonio  - conclude il Papa -, il mio pensiero si situa nel cammino tracciato dal ricchissimo patrimonio della Dottrina Sociale della Chiesa. Abbiamo 954 visitatori e nessun utente online, partner diOriente Cristianowww.orientecristiano.iteNovae Terraewww.novaeterrae.eu, Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Quattro virtù, comunque, hanno funzione di «cardine». Dunque, il diritto canonico può essere uno strumento privilegiato per favorirne la recezione nel corso del tempo e nel susseguirsi delle generazioni. Guardando alla finanza, vediamo inoltre che un sistema economico basato sulla prossimità, nell’epoca della globalizzazione, incontra non poche difficoltà: le istituzioni finanziarie e le imprese multinazionali raggiungono dimensioni tali da condizionare le economie locali, mettendo gli Stati sempre più in difficoltà nel ben operare per lo sviluppo delle popolazioni. In sostanza, la codificazione attrezzò la Chiesa per affrontare la navigazione nelle acque agitate dell’età contemporanea, mantenendo unito e solidale il popolo di Dio e sostenendo il grande sforzo di evangelizzazione, che con l’ultima espansione missionaria ha reso la Chiesa davvero presente in ogni parte del mondo. Biffi, Catholic Redirect News: Head of Ukrainian-Greek Catholic Church sends New Year message of peace to war-torn Ukraine, Catholic Redirect News: Cardinal urges politicians to find consensus and avert Lebanon’s collapse, Catholic Redirect News: Bielorussia: il caso Kondrusiewicz, Catholic Redirect News: Anno della Famiglia, Menichelli: sposi siano coinvolti nella pastorale, Catholic Redirect News: Ucraina. (Il primato della libertà contro l’oppressione, l’unità della famiglia umana); Diritti universali o universalità del soggetto dei diritti? (Si tratta di una consonanza con la visione cristiana); Cosa voleva esprimere nel ’48 la Dichiarazione Universale? Giustizia, allora, è operare per il bene comune, dunque rispettare la proprietà, ma rispettare anche il lavoro e retribuire al lavoratore la giusta paga. CLGEnsemble Fonte di speranza è invece l’importante, La stessa speranza – dopo quella per la guida di Papa Francesco – sorge dai negoziati in corso, sempre sotto l’egida delle Nazioni Unite, per un simile “, Del resto in questo documento pontificio quanti pensieri e cose, incoraggiamenti e auspici riguardano, guardandovi negli occhi, anche la situazione terremotata di nostri fratelli e sorelle qui e nel mondo, se dobbiamo credere, dopo la scossa nelle Marche, a un titoletto in prima pagina del, Varrebbe la pena di leggere a tale riguardo uno studio pubblicato da, Ho finito di usare i colori nella tavolozza della mia vita per offrirvi alcuni campi ispirati al personale che riguardano la virtù della giustizia che si è rivelata straordinaria nel suscitare con vivezza qui non solo due mondi ma – scusate l’iperbole -  l’intero universo e noi ci troviamo piccini piccini di fronte a tanto spettacolo che spesso è tragico, ma al tempo stesso, Fra Manuel Valenzisi racconta la teologia del card. La menzione qui della Cattedra dei non credenti mi porta a concludere questa mia introduzione riprendendo per il vostro orecchio la presentazione di Giacomo Samek Lodovici (Avv. giustìzia s. f. [dal lat. Il Cattolico, sito cristiano per i cattolici e gli uomini di buona volontà, amante della Chiesa e fedele al Magistero, cum Petro, Esso così inizia, ed anch’io pure lo faccio in questo nostro incontro: “tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri” (. Ma veniamo pure ai nostri tempi e riconosciamo che, specialmente a partire dal Concilio Ecumenico Vaticano II, è andato crescendo quel grande fiume della misericordia, nell’insegnamento del Magistero pontificio, fino a formare l’estuario grandioso che si getta nel mare del messaggio misericordioso di Papa Francesco. La giustizia, dice il Catechismo della Chiesa Cattolica (1807), «è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. Il quarto coagulo di pensiero gira attorno al messaggio di ogni creatura nell’armonia di tutto il creato mentre la quinta scansione, di «comunione universale», sublime, si riferisce a una sorta di famiglia universale. Ricordiamoci che non siamo Dio! A proposito del bene e della virtù deve essere riferito, non al corpo bensì all'anima, che costituisce il vero protagonista del discorso socratico. Virtù della Giustizia Incontri di approfondimento sulle virtù nella vita di Santa Angela da Foligno. Del resto ormai ci si rende di nuovo conto che è almeno un elemento importante per moltissime persone oggi, da cui dipende addirittura la pace e l’equilibrio mondiale e il pieno sviluppo del genere umano, nonché un’ecologia integrale, capace di vincere le ansie che avvertiamo nel profondo. “La misericordia senza giustizia è madre della dissoluzione” dirà S. Tommaso, aggiungendo che “la giustizia senza misericordia è crudeltà”, mentre per Paolo (I Cor. Non basta un po’ di balsamo per sanare le ferite di una società che tratta spesso tutti e tutto come merce, merce che, quando diventa inutile, viene gettata via, secondo quella cultura dello scarto di cui tante volte ho parlato […]. Sono la prudenza, la giustizia, la fortezza e la temperanza. Del resto in questo documento pontificio quanti pensieri e cose, incoraggiamenti e auspici riguardano, guardandovi negli occhi, anche la situazione terremotata di nostri fratelli e sorelle qui e nel mondo, se dobbiamo credere, dopo la scossa nelle Marche, a un titoletto in prima pagina del Corriere dell’11/4/18, il seguente: “Terremoto, ricostruite solo 18 case su centomila”. Aggiungerei che si sta passando finalmente, negli approfondimenti degli aspetti culturali dell’integrazione degli immigrati, dal multiculturalismo all’interculturalità. Nulla est charitas sine iustitia. E nel 2000 fece altrettanto clamore, nella sua lettera pastorale, il passo in cui si chiedeva con Dostoevskij “quale bellezza salverà il mondo” e rispondeva analizzando l’incontro di Adamo con Eva raccontato nella Genesi, in cui si racchiude la bellezza capace di recare “giustizia, pace, arte”». La risposta è data dalla areté che viene definita per ultima: le virtù delle parti possono diventare virtù del tutto solo se sono sottoposte a un principio, la giustizia, che le induca a cooperare in un compito comune. Come qui testimonio  - conclude il Papa -, il mio pensiero si situa nel cammino tracciato dal ricchissimo patrimonio della Dottrina Sociale della Chiesa. È però solo quest’ultima dimensione che ora svilupperò a partire da quello che è stato concretamente il mio servizio ecclesiale e umano nel corso del tempo, partendo dal mio recupero, dopo lunga e dura malattia, nella rappresentanza della S. Sede presso la FAO, l’IFAD e il PAM. La grande lezione sulla giustizia dell’umanesimo europeo era invece diversa. Da non sottovalutare poi è il ruolo svolto dalla codificazione nella emancipazione dell’istituzione ecclesiastica dal potere secolare, in coerenza col principio evangelico che impone di “dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” (cfr. Cosi nel ’98 fece molto discutere la sua proposta di un’amnistia per il Giubileo. Catechesi di P. Massimo Vedova sulla virtù della giustizia E vi è la giusta, legittima autonomia delle realtà terrene (Gaudium et Spes 36), pur essendo chiamato, l’essere umano, a ricondurre tutte le cose al loro Creatore. Con essa, a pieno titolo, la dimensione “tutela e valorizzazione dell’ambiente”, entra di pieno diritto anche nei grandi impegni del cristiano, oltre che degli uomini e donne di buona volontà, diventa cioè materia di giustizia.