Le donne sono ancora soggetti di terribili vessazioni contro le quali il nostro Governo dovrebbe assumere una posizione anche a nome di tutte le altre e in particolare delle sue cittadine. Restava da dirimere il problema del sistema di voto: votare per ordine avrebbe significato mantenere in vita i privilegi del clero e della nobiltà, incompatibili con un autentico rinnovamento della istituzioni. Ha scritto: "Viaggio in terza classe", Nilde Iotti, raccontata in "Le italiane", "Un tè al cimitero", "Il trasloco", "La donna nel socialismo Italiano tra cronaca e storia 1892-1978; ha curato “Matera 2019. Tra il passato e l’oggi si evidenzia però una differenza sostanziale. La prima convocazione ufficiale avvenne nel 1302 da parte del re Filippo IV. Prima di passare al giornalismo è stata: Consigliere circoscrizionale del Comune di Roma, Vice Presidente del Comitato di parità presso il Ministero del Lavoro, Presidente del Comitato di parità presso il Ministero degli Affari Esteri e Consigliere regionale di parità presso l'Ufficio del lavoro della Regione Lazio. [13], Nella seduta del 23 giugno tenuta nuovamente nella sala des Menus-Plaisirs il re dichiarò illegittime le sedute comuni, non riconobbe i decreti votati, si dichiarò tuttavia favorevole a garantire le libertà individuali e di stampa e all'eguaglianza fiscale, pur sostenendo di voler mantenere le decime e le rendite feudali e, per ultimo, impose che ciascun ordine si riunisse in sale separate, seguendo la tradizione degli Stati generali. Gli Stati Generali vennero convocati periodicamente, intervenendo nella deliberazione e ripartizione delle imposte, a partire dal 1484 fino al 1789, quando vennero trasformati in una Assemblea nazionale costituente. Nel merito, le forze di governo ma anche di opposizione che si sono succedute nel tempo, hanno mostrato scarso interesse salvo farne un vessillo elettorale. Certo quella convocazione, considerato che gli Stati Generali non venivano convocati dal 1614, erano un atto molto importante, un atto dovuto alla gravità della situazione del Paese. Attribuire alcune funzioni di indirizzo politico, nonché di convocazione dell'assemblea degli iscritti, ad un organo collegiale ad ampia rappresentatività dei livelli istituzionali, territoriali, anagrafici e di genere". In vista delle elezioni, il partito patriota invocò il «raddoppio del Terzo», ossia il diritto del Terzo Stato – che formalmente rappresentava il 98% dei francesi (contro il 2% di nobiltà e clero) – ad avere tanti rappresentanti quanti quelli del Clero e della Nobiltà insieme: il 5 dicembre anche il Parlamento di Parigi si dichiarò favorevole al raddoppio, senza tuttavia pronunciarsi ulteriormente sulla questione fondamentale del sistema di votazione – voto per ordine o per testa – da adottare nelle sedute degli Stati generali. Il Clero intendeva però mantenere i propri privilegi e negare la concessione della libertà di coscienza, così come la Nobiltà non intendeva cedere sulle proprie prerogative, pur accettando il principio dell'eguaglianza fiscale. Ma per divenire ed esistere come unica realtà sarebbe importante che tutti questi gruppi aderissero e convogliassero in un unico soggetto. Purtroppo anche nel recente dibattito politico si è manifestato questo atteggiamento “conservatore di genere”. (ANSA). Tutti gli atti dell'Assemblea avevano una natura rivoluzionaria: sia il rifiuto degli «ordini», già anticipato nella deliberazione del 6 maggio scorso, che il decreto sulle imposte suonavano come una minaccia. Non esistono argomenti di genere ma la complessità di genere. Forte della decisione del Parlamento, il ministro Necker appoggiò, nella riunione del Consiglio reale del 27 dicembre, la richiesta del raddoppio del Terzo Stato, dichiarandosi anche favorevole a lasciare libertà di candidarsi a rappresentante di qualunque ordine, indipendentemente dal proprio ordine di appartenenza. Il rallentamento dello sviluppo economico, verificatosi a partire dal 1778 e la successiva recessione prolungatasi per tutto il regno di Luigi XVI, unitamente alle enormi spese militari sostenute in appoggio della Guerra d'Indipendenza americana (2 miliardi di lire francesi) portò le classi popolari alla miseria e le finanze statali al tracollo. I pronunciamenti liberali del Parlamento si accompagnavano al ribadimento dei privilegi nobiliari ma, nel loro insieme, costituivano un attacco al principio dell'assolutismo reale, così che la reazione monarchica non si fece attendere: arrestati due parlamentari, Duval d'Epremesnil e Goislard de Montsabert, l'8 maggio furono imposti d'autorità gli editti con i quali si riformava la giustizia, secondo il progetto del guardasigilli Lamoignon de Malesherbes: in particolare, il Parlamento perdeva il controllo degli editti reali, prerogativa assegnata a una Corte plenaria di duchi e di pari legati alla monarchia e vedeva soppresse o ridotte le sue prerogative in materia giudiziaria a favore dei tribunali di baliaggio. Luigi XVI ammise implicitamente il fallimento della sua iniziativa e il 27 giugno invitò ufficialmente nobili e clero a unirsi nell'Assemblea nazionale. In compenso, l'economia francese aveva mantenuto una capacità di sviluppo in grado di compensare in parte gli effetti della cattiva amministrazione dello Stato, apportando vantaggi sia all'aristocrazia che alla borghesia imprenditoriale. Inaugurati il 5 maggio 1789, essi furono gli ultimi dell' Ancien Régime, crollato a seguito della Rivoluzione. Si trattava già di un atto rivoluzionario: ad esso, la nobiltà, con 141 deputati contro 47, rispose dichiarandosi favorevole al voto per ordine, imitata dal clero, ma con una maggioranza risicata di 133 rappresentanti contro 114 voti contrari espressi soprattutto dal basso clero, guidato dall'abate Grégoire. Nei fumetti e nei videogiochi come vedono le Donne? Ma non sono solo i numeri che possono fare la differenza. Si reclamava una Costituzione liberale, che stabilisse l'eguaglianza di tutti i sudditi, garantisse la libertà individuale e di stampa, che prevesse la limitazione dei poteri reali, l'elezione di un Parlamento nazionale con potere legislativo e che pertanto determinasse anche la misura dell'imposizione fiscale e infine che stabilisse la formazione di organi elettivi a cui affidare le amministrazioni locali. Bailly nelle sue Mémoires racconta un resoconto della sessione del 17 giugno con un'ostentazione melodrammatica: «Questo giorno sarà per sempre indimenticabile. In questo millennio potrebbe presentarsi l’ultima possibilità d’invertire queste tendenze. About Stati Generali Le sfide dei tempi non lasciano più spazio a concetti astratti. Si tratta infine di scrivere, tutti insieme, nuove regole di sopravvivenza e di convivenza. Così nel dicembre 1355 e nel marzo 1356, riunione degli Stati della lingua d'oïl. Anche il Parlamento di Parigi respinse gli editti reali che prevedevano l'imposizione di alcune nuove imposte, e richiese la convocazione degli Stati generali. Nelle città gli elettori si sarebbero riuniti nelle corporazioni di appartenenza o, se non iscritti, nei quartieri di domicilio, scegliendo due delegati ogni cento votanti. Documento Stati Generali, governance collegiale per M5S Indirizzo politico-convocazione assemblea a organo più allargato Gli “Stati generali” avrebbero così adempiuto al “perché” della loro chiamata. Il ministro delle finanze Necker pronunciò infine un discorso di tre ore, nel quale trattò della grave situazione finanziaria del Paese, mostrandosi tuttavia fiducioso sulla possibilità di porvi rimedio: sostenne infatti che il disavanzo del bilancio statale ammontava a 56 milioni di lire francesi, anziché ai reali 105 milioni. Gli Stati Generali, ovvero l'assemblea generale dei rappresentanti della Nobiltà, del Clero e del Terzo Stato, che in passato aveva coadiuvato i re nelle decisioni di maggiore importanza, dal 1614 non si era più riunita, ma i ceti privilegiati facevano affidamento su di essa per mantenere i propri privilegi. … Nell’ epoca contemporanea, la denominazione di “Stati generali” è stata ‘esportata in un linguaggio più generico e non strettamente politico, conservandone però il significato di spazio aperto di dialogo, accessibile a tutti i portatori di interessi collettivi su una precisa tematica’. Postato il 4 Dicembre 2020, 16:01 6 Dicembre 2020, 9:42 Vito Claudio Crimi ( Capo Politico del MoVimento 5 Stelle ) MoVimento 5 Stelle. Voce principale: Stati generali (Francia). 203 Share 19 Poco più di un mese fa iniziavano gli Stati generali … Il 2 maggio 1789 i deputati degli Stati generali furono presentati al re: secondo un'antica usanza, Luigi XVI ricevette nella sua stanza di lavoro con entrambi i battenti aperti i rappresentanti del clero poi, con un solo battente aperto, i deputati della nobiltà. [2] Inoltre, fu subito approvato un decreto che stabiliva la legittimità della riscossione delle imposte approvate dalla nazione. Il clero elesse 291 deputati, tra i quali 220 curati, quasi tutti non nobili, spesso critici nei confronti dei privilegi dei vescovi e degli Ordini religiosi, e pertanto vicini alle posizioni del Terzo Stato. L’ultima convocazione si ebbe nel 1789, quando gli Stati Generali furono trasformati in una Assemblea nazionale costituente. Quando il re si mise il cappello, clero e nobili fecero altrettanto, secondo regola: anche i deputati del Terzo si coprirono il capo, violando così l'antica consuetudine che li voleva a capo scoperto.[1]. L’obbedienza alle raccomandazioni-linee emanate di volta in volta non ha dato purtroppo i frutti sperati. Tuttavia i deputati del Terzo Stato potevano presentarsi uniti all'inaugurazione degli Stati generali: non così i rappresentanti degli altri due ordini. La risoluzione del parlamento parigino pose fine alla provvisoria e precaria alleanza tra nobiltà e borghesia: quest'ultima si costituì nei fatti come «partito patriota», intenzionato a candidarsi come rappresentante degli interessi di tutta la nazione al di là dei particolarismi di classe, rivendicando l'eguaglianza dei sudditi di fronte alla legge e ricevendo l'adesione di taluni esponenti dell'alta aristocrazia, come il marchese de La Fayette e il duca de La Rochefoucauld-Liancourt, e della nobiltà di toga, come i parlamentari Lepeletier de Saint-Fargeau e Hérault de Séchelles. Gli Stati generali del 1789 furono convocati da Luigi XVI allo scopo di raggiungere un accordo tra le classi sociali idoneo a risolvere la grave crisi politica, economica, sociale e finanziaria che affliggeva da anni la Francia. D'altra parte, l'unanimità manifestata da tutti gli ordini nella richiesta di mettere fine all'assolutismo avrebbe posto la monarchia in grave imbarazzo. Alla presenza di Luigi XVI e di Maria Antonietta, i deputati presero posto: il clero sedette alla destra del trono, la nobiltà alla sinistra e i deputati del Terzo Stato, entrati nel palazzo da una porta laterale e dopo aver atteso in un corridoio, entrarono uno a uno nella sala, prendendo posto di fronte ai reali. A Vizille, il 21 luglio, si riunì un'Assemblea composta da 50 ecclesiastici, 165 nobili e 276 esponenti del Terzo Stato, che richiese la convocazione degli Stati generali «per lottare contro il dispotismo dei ministri e porre termine alle depredazioni finanziarie»: in particolare, si chiedeva che fossero gli Stati generali a votare le imposte e fossero gli Stati provinciali, costituiti elettivamente, a gestire l'amministrazione locale. Il debito pubblico, già rilevante negli ultimi anni del regno di Luigi XIV, continuò a crescere sotto il regno di Luigi XV, a causa degli sprechi, dei privilegi e delle esenzioni di cui godeva la nobiltà. Con Luigi XIII inizia in Francia a svilupparsi la monarchia assolutista fino al giorno della grande disfatta con Luigi XVI nel 1793 sulla ghigliottina. Nel loro complesso, le rivendicazioni del Terzo Stato consistevano nell'abolizione della decima e dei diritti feudali, con o senza diritto di riscatto. Il rallentamento dello sv… Tutti Per gli altri due ordini, era sufficiente eleggere in prima istanza i deputati nelle assemblee di bailaggio: erano elettori del primo ordine, il clero, tutti gli ecclesiastici, dai parroci ai vescovi, mentre del secondo ordine erano elettori tutti i nobili in possesso di un feudo. In fondo, è sempre così. Altre realtà e in diverse occasioni, anche culturali, hanno usato una terminologia simile per indicare la fine della pazienza e della resilienza femminile. Per questo le richieste poste dalle donne non devono essere considerate l’esasperazione di un fenomeno già risolto, bisognoso forse di qualche aggiustamento. Perché le donne non sono una categoria di cittadine scomode e incontentabili ma un valore trasversale per il Paese. Rivoluzione francese: la convocazione degli Stati Generali La fine del 1700 rappresenta un momento di profonda crisi economica e finanziaria per la Francia. Per la sua attività giornalistica e di scrittrice ha vinto diversi premi. Nel periodo seguente ha inizio l'era degli stati sul tipo rivoluzionario, ma anche quella di riunioni che cessano di essere generali, poiché avviene la convocazione, talvolta sincrona, di stati della lingua d'oïl (nord della Francia) e della lingua d'oc (sud). L'assemblea dei notabili, composta di nobili e prelati, convocata ad approvare la riforma, respinse il progetto che ledeva gli interessi delle classi che essi rappresentavano e di cui facevano parte, così che Luigi XVI, l'8 aprile 1787, licenziò il ministro. Risposte ai miei commenti Le affermazioni che ultimamente sono venute da alcune forze partitiche per affrontare la politica del femminile inquieta. Credits: Dol's Magazine, Ma oggi cosa significa convocare gli “Stati generali”. Questo sito non è una testata giornalistica e viene aggiornato secondo la disponibilità del materiale. Bailly tentò di ottenere da Martin-Dauch una ritrattazione, ma senza successo. La convocazione nasce per arrivare a un confronto economico e culturale per allestire un piano per la ripartenza dopo l’emergenza coronavirus. [16], Dreux-Brézé annunciò ciò che era successo a Luigi XVI che, si dice, gli avrebbe risposto risentito: «Ah... me ne fotto! L’evoluzione amministrativa e politica dei feudi periferici portò in Francia alla costituzione di assemblee locali, gli Stati provinciali. Come si svolsero poi i fatti li racconta la memoria storica. La crisi finanziaria dello Stato francese aveva origini lontane. Il 17 giugno, in una turbolenta riunione del Terzo Stato fu scelta e approvata, su mozione di Sieyès, la proposta del deputato Legrand di definirsi «Assemblea nazionale». Il debito pubblico, già rilevante negli ultimi anni del regno di Luigi XIV continuò a crescere sotto il regno di Luigi XV, a causa degli sprechi, dei privilegi e delle esenzioni di cui godeva la nobiltà. A causa di un cattivo uso di questi strumenti poche le donne che hanno conquistato spazi reali di rappresentanza. Più precisamente siamo in grado, come genere, di affermare che una morta non è “una donna morta” ma una persona uccisa. La convergenza di aristocrazia e borghesia verificatasi a Vizille non fu imitata nel resto della Francia, perché gli interessi delle due classi, unite nella lotta contro l'assolutismo monarchico, rimanevano per il resto del tutto divergenti. la conferma ufficiale della sua costituzione in Assemblea nazionale; la proclamazione dell'inviolabilità dei suoi membri; la decisione di interrompere il pagamento delle tasse se l'Assemblea fosse stata sciolta. Questo dimostra che se “tutte” le forme di partecipazione delle donne trovassero forma, forza e volontà di aderire ad un progetto comune e se gli SGD ottenessero un riconoscimento istituzionale, tutte insieme potrebbero divenire il “soggetto” idoneo ad indire un tavolo d’incontro-confronto nazionale in cui concordare proposte comuni e divenire di fatto un organo consultivo permanente del governo fino alla realizzazione del progetto stesso. Successivamente saranno convocati 22 volte in 487 anni. L'Ancien Règime era stato giuridicamente distrutto senza colpo ferire ma il re e l'aristocrazia non avevano nessuna intenzione di accettare il fatto compiuto. E’ stato solo grazie alla politica per la “parità e l’uguaglianza delle donne”, innescata e imposta dalla Comunità Europea a tutti gli Stati aderenti, che il nostro Paese ha intrapreso la strada istituzionale per la politica di genere. “Conquiste” come le quote rosa, le azioni positive, le liste di genere, le rappresentanze numeriche come strumenti di rinnovamento hanno mostrato i limiti dell’obbligo al posto della consapevolezza. Altresì esistono alcuni gruppi sociali definiti “fasce deboli”. Gli Stati, a livello provinciale, votavano i sussidi … Conclusioni Stati Generali e convocazione assemblea iscritti: elezione tesoriere. Cosa sono gli Stati Generali ‘di Conte’ Facendo un balzo in avanti arriviamo agli Stati Generali convocati dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel giugno del 2020. [12], L'indomani, il 21 giugno, quando i deputati del Terzo Stato trovarono ancora una volta chiusa la sala riunioni degli Stati generali, decisero di recarsi nella Chiesa di Saint-Paul-Saint-Louis. Infatti, il regolamento elettorale previsto per il Terzo Stato riservava il diritto di voto ai francesi di età non inferiore ai 25 anni, appartenenti a quell'ordine e iscritti nel ruolo delle imposte. Non esistevano più le vecchie divisioni feudali e solo la Nazione, non il re o il governo, diretta emanazione reale, poteva emanare decreti e il decreto sulla fiscalità, in particolare, ricordava implicitamente che, senza l'approvazione dell'Assemblea nazionale, il popolo poteva rifiutarsi di pagare le tasse. Soltanto le redazioni dei cahiers del Terzo Stato erano state precedute dalla presentazione di cahiers elaborati dalle assemblee di parrocchia, di corporazione e di quartiere, dei quali però non si era sempre tenuto conto nell'elaborazione di quelli definitivi di baliaggio. 14:30 - M5S, Fico: Stati generali prova maturità, rappresentiamo mln di italiani 14:05 - Lavoro, Bonomi: Aumenti salari sì ma con produttività, differenze Nord-Sud La convocazione degli Stati generali dell'Economia e l'illustrazione del 'Recovery plan' da parte di Giuseppe Conte sono state criticate dal Pd come iniziative 'unilaterali', "delle uscite a freddo" del Presidente del Consiglio.Ma cosa sono questi Stati Generali di cui si parla tanto? Anche i cahiers del Clero e della Nobiltà si mostravano favorevoli all'abolizione dell'assolutismo e a molte richieste del Terzo Stato. Anziché reagire in modo “rivoluzionario” hanno scelto la via della responsabilità limitata, troppo spesso esiliandosi in un posizionamento difensivo. La loro congrua era infatti molto modesta - 750 lire francesi annue, che si riduceva a 350 per i vicari - e strideva con le altissime rendite dei 139 vescovi, tutti nobili e quasi tutti residenti a corte anziché nelle loro diocesi: il vescovo di Strasburgo, per esempio, godeva di una rendita di 400'000 lire francesi. La nobiltà elesse 270 deputati, in grande maggioranza decisi a conservare le prerogative della loro classe, anche se non mancavano, tra di essi, specialmente tra la più alta aristocrazia, dei rappresentanti conquistati dalle idee dei «Lumi» e pertanto moderatamente liberali, come il marchese La Fayette, il duca de La Rochefaucauld, il visconte di Noailles o il conte di Clermont-Tonnerre. Essa raccoglieva tutte le forze che avevano a che fare con lo Stato (clero, nobiltà e terzo stato) e il suo ruolo contemplava di riunirsi quando si fossero presentati pericoli per il paese. Il re si trasferì infine nella sua camera da letto, per assistere alla sfilata dei deputati del Terzo Stato: questa curiosa etichetta ricordava ai rappresentanti della nazione che le divisioni sociali - espressione della medievale distinzione di clero, guerrieri e lavoratori - avevano un carattere trascendente e poi erano istituzione di Stato, e pertanto non potevano essere nemmeno messe in discussione. Avveniva così che la nobiltà, che pure era stata la prima a volere la convocazione degli Stati generali sperando di dare con essi un colpo all'assolutismo monarchico, di fronte all'accelerazione degli eventi, ritornava a sottomettersi all'iniziativa reale, quale garante non solo dei suoi privilegi, ma della sua stessa sopravvivenza. Nel tentativo di ottenere maggiori entrate e di porre almeno un limite ai privilegi fiscali, il ministro delle finanze Charles Alexandre de Calonne aveva presentato il 20 agosto 1786 un Piano di miglioramento delle finanze che prevedeva, tra l'altro, l'imposizione di una tassa su tutte le proprietà fondiarie, anche nobiliari ed ecclesiastiche, prima escluse, la soppressione delle dogane interne e altre misure a favore della produzione industriale e del commercio. [15] Famosa fu anche la dichiarazione battagliera di Mirabeau a de Dreux-Brézé: «Andate a dire a quelli che vi mandano che noi siamo qui per la volontà del popolo e che ci strapperà da qui solo la potenza delle baionette». All’inizio infatti essi furono una struttura (parallela al sistema feudale) che si basava sul riconoscimento degli interessi generali di tutti i gruppi sociali nel loro insieme, dunque di tutta la società civile, assumendo di fatto un valore politico imprescindibile. Inaugurati il 5 maggio 1789, essi furono gli ultimi dell'Ancien Régime, crollato a seguito della Rivoluzione. La politica “femminile” è rimasta monopolio della politica “generica” e delle sue convenienze. You can also subscribe without commenting. [4] Il clima comunque si ristabilì, e l'Assemblea decise di rinviare la decisione al giorno successivo. Stati Generali dell’Innovazione augura a tutti una Buona Pasqua, con la speranza che questo momento... Fortuna audaces iuvat. Il 4 maggio si tenne una processione per le strade di Versailles e fu celebrata una messa nella chiesa di San Luigi, nel corso della quale il vescovo di Nancy de La Fare pronunciò il sermone. A questa riforma fiscale si associava una riforma amministrativa, l'istituzione di assemblee municipali, con funzione consultiva, elette dai sudditi che godessero di una rendita di almeno 600 lire. Gli Stati Generali erano una assemblea di origine medievale e feudale e venivano indetti proprio per limitare il potere del sovrano. [14] «È questa la sua risposta, vuole che la comunichi al re?» chiese il Gran Cerimoniere a Bailly, il quale replicò con un secco: «Sì, signore» e, indirizzandosi immediatamente ai deputati che lo circondavano, continuò: «Mi pare che l'Assemblea nazionale non possa ricevere ordini». Fu il «sereno e dignitoso» Jean Sylvain Bailly, astronomo e accademico, decano del Terzo Stato, a pilotare i deputati durante la turbolenta sessione nella quale decisero di costituirsi in Assemblea nazionale. Nobili, ecclesiastici e borghesi votarono una risoluzione che richiedava la reintegrazione dei magistrati e la convocazione degli Stati generali. L’inganno della bellezza e lo stigma delle parole. In entrambe le lettere il re invitava i sudditi a «consigliarci e assisterci in tutte le cose che saranno messe sotto i nostri occhi», e a «farci conoscere i desideri e le lamentele del nostro popolo», in maniera di conseguire «il più prontamente possibile un rimedio efficace ai mali dello Stato». Dopo gli anni del femminismo, cui con orgoglio e spesso si fa riferimento, le donne non hanno mai cessato di rivolgersi alla politica considerandola interlocutore primario ma senza fare mai salire il livello del confronto. Siamo pronti non appena questa situazione allenterà la morsa degli spostamenti, alla convocazione degli stati generali del turismo pugliese, dove supportati dai sindacati di categoria, nello specifico dei referenti regionali di tutte le sigle sindacali e di categoria andremo ad aggredire le … E’ possibile forgiare un futuro diverso per le donne? Al contrario il movimento degli SGD, ha individuato differenti modalità d’intervento per convogliare forze e saperi verso un unico progetto. E quando il Gran Cerimoniere del re, Henri-Évrard de Dreux-Brézé, ribadì l'ordine, Bailly, in aperto dissenso all'imposizione reale di cessare la seduta, si alzò dal suo seggio e gli rispose: «Non posso separare l'Assemblea finché essa non ha deliberato». La convocazione degli Stati generali altro non è che il tentativo di bloccare le proteste sul nascere, obbligando tutti a confrontarsi con l’Esecutivo senza fughe in avanti. Lo scopo della nobiltà francese era indirizzato a conservare i propri privilegi e, rovesciando l'assolutismo, a sostituirvi il proprio potere, senza condivisioni. Ebbe il suo momento di apicale protagonismo durante la Rivoluzione francese del 1789 quando i suoi membri strinsero il “Giuramento della Pallacorda”che imponeva di non sciogliersi sino a quando il re non avesse concesso le libertà richieste. Giuseppe Conte ha affermato di essere sereno e senza preoccupazioni per la convocazione in Procura a Bergamo. Questo sito utilizza cookie, eventualmente anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione.